The Young Pope. Serie Tv di Paolo Sorrentino. Episodi 1 e 2. 73a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Fuori concorso

Paolo SorrentinoSul fatto che Paolo Sorrentino sia uno dei maggiori talenti che il cinema italiano abbia espresso negli ultimi decenni, noi non avevamo alcun dubbio. Nonostante taluni attacchi, un po’ miopi, di chi ha stigmatizzato (a livello critico) La grande bellezza e Youth, il regista napoletano si conferma ancora una volta l’unico vero autore internazionale, nonché realmente creativo, del nostro cinema. The Young Pope, serie tv in dieci episodi coprodotta da Sky, HBO e Canal+, è addirittura (a nostro avviso) la sua prova più matura, profonda e visionaria.

Le prime due puntate, che abbiamo potuto vedere alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, si sono palesate al nostro sguardo come affreschi stilisticamente elevati e narrativamente complessi della “sostanza” futura, ma più probabilmente contemporanea, della Chiesa Cattolica e, ancor di più, dello Stato che rappresenta circa un miliardo di credenti in tutto il mondo: il Vaticano.

Come ben sappiamo, nel caso specifico, la realtà della cronaca degli ultimi mesi ha anticipato, e forse superato quanto ad assurdità, la finzione della serie televisiva ideata e diretta da Paolo Sorrentino. Ma ciò che fa di The Young Pope un testo visuale veramente significativo non è solo il coraggio intellettuale del suo sceneggiatore/regista, il quale è andato a toccare uno dei tasti più delicati della società contemporanea (specie per quel che riguarda il nostro paese), quanto piuttosto l’impianto visuale/formale su cui si basa l’operazione. In tal senso, a parte l’ossessione per la simmetria e gli equilibri dell’immagine e la fluidità dei movimenti di macchina, elementi tipici del cinema di Paolo Sorrentino, è necessario puntare l’attenzione anche sulla direzione della fotografia di Luca Bigazzi, sempre al servizio degli aspetti poetici, mai ridondante e prevaricante nei riguardi dello stile del regista.

Paolo SorrentinoIl neo Papa è giovane, bello e americano. Il volto di Jude Law è decisivo per manifestare l’inquietudine interiore del personaggio. La forza del suo sguardo, la freddezza delle sue espressioni, l’asprezza delle sue parole permettono immediatamente allo spettatore di comprendere che dovranno relazionarsi nella finzione con una figura papale ricchissima di sfumature, e dunque quasi inafferrabile.

Pio XIII, questo il nome pontificio del personaggio centrale, è ambiguo, a volte oscuro a volte diretto, allo stesso tempo modernissimo e conservatore. Non si riesce mai a capire cosa gli passi realmente per la testa. Sorprende sempre tutti con le sue posizioni e atteggiamenti non convenzionali che però rappresentano il rovescio della medaglia di una severità feroce, quasi spaventosa. È estremamente scaltro, sospettoso, in qualche caso cinico, e sa perfettamente come deve mantenere il potere all’interno di uno Stato piccolissimo caratterizzato da innumerevoli segreti. Sa anche come comunicare la sua immagine (cioè mitizzandola grazie all’assenza dai mezzi di comunicazione di oggi) e conosce il potere devastante e decisivo della parola, quando quest’ultima è riferita al proprio interlocutore in maniera sibillina e allo stesso tempo violentemente assertiva.

A fronteggiarlo, con altrettanta furbizia e abilità diplomatica, è il potentissimo ma prudente Segretario di Stato Voiello (Silvio Orlando), insofferente alla confessione e ironico in modo graffiante, super ossessionato dagli smartphone, dalla squadra di calcio del Napoli e da una statuetta antichissima di una donna nuda che si trova nello studio del Papa.

Paolo Sorrentino

L’errore che a nostro avviso non bisogna commettere è quello di considerare The Young Pope semplicemente come uno scontato attacco alla Chiesa Cattolica e ancor di più al Vaticano. Non è neanche un racconto caricaturale (come potrebbe sembrare) e non c’è niente di macchiettistico nei personaggi che popolano questo Paese piccolissimo e misterioso.
Si tratta, invece, di una raffinata operazione espressiva di rara complessità, che affronta il cuore dei problemi.
Cosa è veramente lo Stato Vaticano e come può avere una così grande influenza nel Pianeta? Quali sono le contraddizioni atroci che deve vivere colui che deve guidare politicamente una “Nazione” e religiosamente il popolo dei fedeli? Può esistere una terza via tra innovazione rivoluzionaria del governo della Chiesa e bieca, nonché retriva, conservazione di tradizioni che valgono solo per la gente comune e non certo per il clero dominante? Cosa è giusto fare (e non fare)  per portare avanti il cattolicesimo e il cristianesimo? L’enigmatica e destabilizzante umanità del Papa, con le sue macroscopiche mancanze (fuma pubblicamente nel suo studio, ad esempio) è un pregio o un pericoloso difetto?

Sono tutti quesiti plausibili, sensati, difficili da affrontare perché essenzialmente non hanno a che fare con il concetto semplice di fede (la si ha oppure no). Ed è proprio dentro il labirinto pauroso che si crea a partire da queste domande che si affrontano in modo sottile e spietato Lenny Belardo, il Papa americano quarantasettenne, e il Segretario di Stato Voiello.
Lontano da questo scontro, politico, culturale e intellettuale, i fedeli vivono la loro esperienza religiosa nella più completa ingenuità e a distanza dal centro del potere.

© CultFrame 09/2016

TRAMA
Il conclave ha emesso un verdetto sorprendente. A essere eletto Papa non è l’esperto cardinale statunitense Spencer ma il suo pupillo il giovanissimo Lenny Belardo. Fin dai primi istanti del papato di Pio XIII si capisce che il Vaticano è al centro di un grande mutamento. La fine di questo percorso politico e religioso è però un grande punto interrogativo.


CREDITI

Titolo: The Young Pope / Regia: Paolo Sorrentino / Sceneggiatura: Paolo Sorrentino / Fotografia: Luca Bigazzi / Montaggio: Cristiano Travaglioli / Scenografia: Ludovica Ferario / Costumi: Carlo Poggioli, Luca Canfora / Musica: Lele Marchitelli / Interpreti: Jude Law, Diane Keaton, Silvio Orlando, Scott Shepherd, Cécile de France, Javier Camara, Ludivine Sagnier, Toni Bertorelli, James Cromwell / Produzione: Sky, HBO, Canal+ / Distribuzione: Sky Italia / Paese: Francia, Spagna, USA, 2016 / Durata: 112 mins.

SUL WEB
Filmografia di Paolo Sorrentino
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – Il sito

 

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