Anime nere. Un film di Francesco Munzi

Francesco MunziNella notte di ferragosto del 2007 sei giovani calabresi di età compresa tra i sedici e i trentanove anni vennero barbaramente uccisi sulla strada di fronte a un ristorante italiano della cittadina tedesca di Duisburg, dove avevano appena festeggiato il diciottesimo compleanno di uno di loro. Si capì presto che carnefici e vittime di quella che viene ricordata come la “strage di Duisburg” erano affiliati alla ‘ndrangheta calabrese al centro di una interminabile faida, detta “di San Luca”, che andava avanti dall’inizio degli anni Novanta. Il tragico avvenimento riportò all’attenzione delle cronache gli interessi internazionali di un’organizzazione criminale rimasti molto più nell’ombra di quelli della mafia o della camorra, anche per quanto riguarda le rappresentazioni letterarie e cinematografiche.

Già nel 2007 si iniziava però a colmare questa lacuna con il documentario La Santa. Viaggio nella ‘Ndrangheta sconosciuta di Ruben H. Oliva e Enrico Fierro mentre nel 2008 arrivava in libreria il romanzo Anime nere, primo capitolo di una trilogia del calabrese Gioacchino Criaco, di buon successo anche in Francia, da cui quest’anno il regista Francesco Munzi ha liberamente tratto il suo nuovo film insieme agli sceneggiatori Fabrizio Ruggirello (prematuramente scomparso) e Maurizio Braucci.

Anime nere è prima di tutto una storia famigliare, fatta di lutti e vendette che si perpetuano di generazione in generazione anche per chi con le faide e gli affari criminali non vorrebbe avere niente a che fare, come già si raccontava nel film d’esordio di Fabio Mollo, Il Sud è niente. Sia Mollo sia Munzi hanno filmato la terra calabrese con una fotografia cupa e satura che non concede nulla all’immagine da cartolina del Meridione italiano e che aggiunge alle riprese realizzate in Aspromonte, ad Africo, un colore e un’atmosfera da western “nordico”. D’altronde, la prima sequenza di Anime nere si svolge in Olanda, dove uno dei protagonisti prende accordi per un traffico di droga proveniente dal Sud America, per poi rientrare in Lombardia dal fratello imprenditore nell’edilizia. Inoltre, tutti i personaggi (con la parziale eccezione di chi cerca di distinguersi dai famigliari) vestono abiti neri, guidano auto nere metalizzate come le loro bare e aderiscono, volenti e nolenti, a un’estetica luttuosa e mortifera che non prevede eccezione a un destino già scritto.

Il film non mostra dunque soltanto le diramazioni internazionali dei traffici illeciti avviati nella Locride da pastori e figli di pastori nel corso del Novecento, ma i suoi temi principali sono quello del rapporto conflittuale con i propri desideri personali e con il proprio passato – ben rappresentato dal personaggio di Luciano che ricerca un rapporto arcaico con la sua terra e vive isolato rispetto ai fratelli – e quelli intramontabili della colpa, della vendetta e dell’elaborazione del lutto. Munzi dirige con stile classico ricostruendo in modo molto accurato le dinamiche famigliari, le relazioni dei protagonisti con i personaggi femminili, l’uso inclusivo ed esclusivo del dialetto (molte scene del film sono corredate da sottotitoli) parlato da attori professionisti e non.

© CultFrame – Punto di Svista 08/2014 – 09/2014

TRAMA
Luciano, Luigi e Rocco sono tre fratelli calabresi la cui vita, ognuna a suo modo, è stata segnata dalla vicinanza alla ‘ndrangheta. Mentre Luigi è trafficante di droga e Rocco un imprenditore con aspirazioni borghesi trasferitosi a Milano, Luciano è rimasto in Aspromonte a fare il pastore e il contadino, come il padre ucciso anni addietro dal boss della zona. Luciano vive cercando di sottrarsi a ogni coinvolgimento criminale, tuttavia suo figlio Leo ha assorbito un sistema di valori dominato dall’onore e dalla vendetta che lo porterà ad alimentare una guerra che di generazione in generazione non sembra potersi mai arrestare.


CREDITI

Titolo: Anime nere / Regia: Francesco Munzi / Sceneggiatura: Francesco Munzi, Fabrizio Ruggirello, Maurizio Braucci, liberamente tratto dal romanzo Anime nere di Gioacchino Criaco / Fotografia: Vladan Radovic / Montaggio: Cristiano Travaglioli / SCenografia: Luca Servino / Musica: Giuliano Taviani / Interpreti: Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Barbora Bobulova, Anna Ferruzzo, Giuseppe Fumo / Produzione: Cinemaundici / Distribuzione: Rai Films / Paese: Italia, Francia, 2014 / Durata: 103 minuti

SUL WEB
Filmografia di Francesco Munzi
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – Il sito