Il volto di un’altra. Un film di Pappi Corsicato

Se la bugia, come scriveva Byron, non è che “la verità in maschera” Pappi Corsicato mette in scena un autentico carnevale. Nel variopinto carrozzone televisivo, infatti, fa salire effimere celebrità, clownesche star e tutto il pubblico che, sedotto dalla popolarità di questi incantatori mediatici, è pronto ad acclamarli a lode e gloria della loro (transitoria) fama. In questo universo posticcio nulla è più importante dell’apparenza e se lo spettatore, proprio come il pubblico circense, vuole altro, bramoso di novità, non si può che accontentarlo.
La popolarità, così come il tempo – che cambia e trasforma – è fugace e se un volto stanca coloro che lo guardano non resta che offrirne un altro, meglio ancora se celato da bende a nascondere lineamenti ed espressioni. L’ignoto, oltre quel viso, può essere ancora più efficace della bellezza sfacciata o della seduzione ostentata e arrivare, così, a generare interesse e attenzione fino al parossismo della curiosità stessa.

L’intento di Corsicato è chiaro – prendersi gioco della spettacolarizzazione del sé – ed è, anzi, fin troppo chiaro. Tutto l’orrore della nostra modernità che passa attraverso il voyeurismo televisivo, la messa in scena pubblica del più intimo privato, l’ossessione di un’eterna bellezza che surgela e plastifica la pelle viene qui shakerato dal kitsch grottesco peculiare allo stile di Corsicato. Tuttavia la stravaganza della poetica del regista napoletano, che si convertiva in una pura originalità all’epoca de I buchi neri (1995), sembra progressivamente, film dopo film, perdere non soltanto mordente ma, più tristemente, significato.
Una narrazione sopra le righe che dovrebbe sottolineare, attraverso l’iperbole, il catastrofico smarrimento di senso della società contemporanea, vittima e nel contempo carnefice, di un pubblico che fagocita se stesso e la rappresentazione di se stesso, si fa qui confuso guazzabuglio di macchiette e di situazioni generate da una sceneggiatura a dir poco claudicante. Corsicato attinge dall’immaginario del grande schermo, strizza l’occhio a Fellini, gioca sui toni cromatici del colore e del bianco e nero, si concede anche qualche rimando cinematografico ma con il mesto di risultato di non riuscire a trovare il bandolo di un’aggrovigliata quanto disordinata matassa narrativa.

Sullo sfondo di un Sud Tirolo da cartolina vacanziera e negli interni lussuosi di una villa/prigione, il regista fa muovere i suoi personaggi come marionette manovrate dal dio sadico che invoca il sacrificio in nome della perfezione dell’apparire, rendendoli più rigidi e inespressivi di quegli asettici e bellissimi manichini che aspirano a diventare, tuttavia tale legnosità non si rivela, per gli attori del film, un modo interpretativo ma una vera e propria incapacità di esprimere l’assurdità delle loro azioni. Soltanto Iaia Forte, attrice-feticcio di Corsicato, è realmente e completamente nel mood del regista, e sa infondere al suo ruolo la giusta sfumatura di grottesco mentre Laura Chiatti e Alessandro Preziosi si limitano ad interpretare una parte, senza alcuna convinzione, né coinvolgimento.
A riprova, come vorrebbe dimostrare il film, che l’incantevole bellezza di un viso (quello della Chiatti, appunto) non basta, Il volto di un’altra risente della mancanza di un compiuto impianto narrativo, scivola sul terreno vischioso dell’ovvio e si conclude, sgraziatamente, con una banale, quanto maleodorante, metafora: non sarà, infatti, una risata ciò che ci seppellirà ma uno stomachevole rifiuto organico. Come a dire: ognuno ha quel che si merita…

© CultFrame 11/2012 – 04/2013

 

TRAMA
Bella è la splendida conduttrice di un programma tv di successo sulla chirurgia estetica e suo marito Renè è il medico chirurgo che opera i suoi pazienti/ospiti. Un calo di ascolti porta, però, al licenziamento della showgirl che sembra aver stancato il pubblico. Infuriata dopo aver appreso la notizia, Bella sale in macchina e ha un brutto incidente che la rende sfigurata. Ciò che potrebbe sembrare la fine di una carriera diviene per la giovane donna e il marito non solo un modo per intascare i soldi dell’assicurazione ma anche per dare smalto alla popolarità di Bella che si farà operare in diretta dal consorte per avere un nuovo volto. La notizia si diffonde rapidamente, la clinica viene presa d’assalto da giornalisti e curiosi e Bella torna alla ribalta della cronaca. Ciò che si cela dietro le bende del suo viso è tutto da scoprire e ciò che svelerà, alla fine, andrà ben oltre i lineamenti.


CREDITI

Titolo: Il volto di un’altra / Regia: Pappi Corsicato / Sceneggiatura: Pappi Corsicato, Monica Rametta, Gianni Romoli / Fotografia: Italo Petriccione / Montaggio: Cristiano Travaglioli / Scenografia: Andrea Crisanti / Interpreti: Laura Chiatti, Alessandro Preziosi, Iaia Forte / Produzione: Tilde Corsi, Gianni Romoli / Distribuzione: Officine UBU / Origine: Italia / Anno: 2012 / Durata: 84’

LINK
Sito ufficiale del film Il volto di un’altra di Pappi Corsicato
Filmografia di Pappi Corsicato
Festival Internazionale del Film di Roma – Il sito
Officine UBU