Qualunquemente. Un film di Giulio Manfredonia

giulio_manfredonia-qualunquementeQual è la migliore definizione per un film come Qualunquemente di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese? Commedia? Film comico? Satira? È difficile catalogarlo all’interno di un genere preciso.  Tale fattore ci è di grande aiuto, visto che ci impedisce di fare riferimenti ai cosiddetti “precedenti illustri”, creando così una mitologia personale. Il personaggio, infatti, nasce al teatro per passare in tv e finalmente al cinema, senza diventare mai autoreferenziale.  Tutto ciò è piuttosto difficile da rintracciare ma anche da realizzare all’interno del cinema italiano odierno. Il qualunquismo di questo imprenditore prestato alla politica, sempre gioioso (e che si muove da un abuso di potere ad un altro), menefreghista in teoria e in pratica, risulta qualcosa su cui ridere proprio per scongiurare la sua esistenza, per reazione dettata dalla paura e non per divertimento, oppure per il gusto di guardarci allo specchio. E ciò fa diventare Qualunquemente una pellicola curiosa nel panorama della commedia (all’) italiana.

La pellicola di Manfredonia avrebbe potuto essere surreale se non fosse stata realistica. E le leggi del realismo, in questo caso, vengono dettate, purtroppo, dalle sedute del Parlamento che vediamo in tv, dai talk show populisti pieni di politici pronti a vampirizzarsi l’un l’altro e dalle grottesche reazioni del mondo politico nei confronti della società italiana che sta a guardare con gli occhi sgranati uno spettacolo osceno.
Qualunquemente avrebbe potuto essere un lavoro grottesco, nella migliore tradizione del genere, se il ragioniere Fantozzi, il signor Vivaldi di Un borghese piccolo piccolo (regia di Mario Monicelli) e Giacinto Mazzatella di Brutti sporchi e cattivi (regia di Ettore Scola) non avessero già abbandonato lo schermo e fossero passati dall’altra parte dello specchio. Ed è cosi che tutto l’amaro della vita si verifica nella finzione per ritornare nella vita e di nuovo sullo schermo in uno straordinario gioco di specchi che Antonio Albanese utilizza consapevolmente. Il tutto per creare una sorta di “pistolero moderno” di leoniana memoria che spara su tutti e tutto, solo per proteggere se stesso.
Se qualcuno pensa ancora che Qualunquemente sia un film cinico e privo di morale, si sta sbagliando. Antonio Albanese ci pone di fronte a una realtà cruda, ma pur sempre dal fascino innegabile.
E più il cattivo di una pellicola è riuscito, più grande è il film.

© CultFrame 01/2011


TRAMA

Perché Cetto La Qualunque torna in Italia dopo una lunga latitanza all’estero? È stata una sua scelta? O qualcuno trama nell’ombra? Con lui rientrano anche una bella ragazza di colore e una bambina di cui non riesce a ricordare il nome: la sua nuova famiglia. Al ritorno in patria Cetto ritrova il fidato braccio destro Pino e la famiglia di origine: la moglie Carmen e il figlio Melo. Ovviamente far convivere il tutto non sarà facile. Così, Cetto, dopo una lunga e tormentata riflessione in compagnia di simpatiche ragazze decide di “salire in politica” per difendere la sua città. La campagna elettorale può cominciare.


CREDITI

Titolo: Qualunquemente / Regia: Giulio Manfredonia / Sceneggiatura: Antonio Albanese, Piero Guerrera, Giulio Manfredonia / Fotografia: Roberto Forza / Montaggio: Cecilia Zanuso / Musica: Banda Osiris / Interpreti: Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano, Mario Cordova, Luigi Maria Burruano, Alfonso Postiglione, Veronica Da Silva, Salvatore Cantalupo, Asia Ndiaye / Produzione: Domenico Procacci /Italia 2011 / Distribuzione: 01 / Durata: 96 minuti

LINK
CULTFRAME. Qualunquemente. Intervista all’attore Antonio Albanese
Sito ufficiale del film Qualunquemente di Giulio Manfredonia
Filmografia di Giulio Manfredonia
01 distribution

1 commenti

  1. Ripetere la stessa battuta con poche varianti, girare sempre sullo stesso registro, ne fanno un film noioso e inutile. La gag a Zelig aveva già detto tutto.

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