Qualunquemente. Intervista all’attore Antonio Albanese

giulio_manfredonia-qualunquemente-antonio_albaneseCetto La Qualunque, il personaggio creato da Antonio Albanese, salta dal piccolo al grande schermo, cambiando cosi misura spazio-temporale passando dallo sketch al lungometraggio di narrazione, con la regia di Giulio Manfredonia e la produzione della Fandango e riuscendo in un’operazione altrimenti impossibile. Basta che questo interessi al pubblico… ma siamo sicuri di sì.
Antonio Albanese interpreta Cetto La Qualunque con la stessa divertente irruenza televisiva. E come spesso accade nei suoi migliori lavori fa un percorso contrario, piuttosto che frammentare il suo personaggio, lo compatta regalandogli un passato, un presente e (purtroppo… per il tipo del personaggio) un futuro.

CultFrame ha incontrato Antonio Albanese e l’ha intervistato.

Albanese il film esce mentre in politica “u pilu” imperversa. E’ un caso?

Cetto è nato otto anni fa: e dovete credermi, con Lui non c’entra nulla. Sarebbe stato troppo facile. Non è colpa mia se la realtà ha superato la fantasia. Da certi politici ci si salva solo mettendoli in ridicolo, come abbiamo fatto noi.

Cetto La Qualunque, dove nasce?

È nato da un certo tipo di micro politica improvvisata che da decenni esaspera questo Paese, non la Calabria, questo Paese. Cetto è il mio personaggio che mi fa ridere di più.

Qualunquemente è un film spudoratamente comico. Non una commedia ma un film comico. Come si lavora con la comicità?

Spiegare la comicità è la cosa più difficile e al tempo stesso la più facile del mondo. La comicità ti deve trasmettere energia, gioia, ma deve essere anche leggera e non solo, ti deve dare un messaggio. Io arrivo da un’estrazione popolare, cosa che mi ha dato un certo modo di elaborare la comicità, che è, per come sono fatto io, l’ideale, perché mi permette di arrivare in modo diretto alle persone. Nella comicità ci deve essere uno sforzo.

Qualunquemente è il suo film più amaro. Come mai?

È una questione di gusti, di mentalità per me il film è la cosa più comica che abbia mai fatto, è una questione di ironia, è amaro e comico allo stesso tempo. Fare comicità in questo paese è molto difficile, per non essere etichettato, per rinforzare la tua comicità, il tuo modo.

Come commenterebbe l’attualità Cetto?

Guarda che lui non legge. Non compra il giornale e non guarda la tv. Aspettiamo qualche settimana e vedremo. Ma ti assicuro che Cetto non legge. Nemmeno le pagine gialle. In fondo, non telefona a nessuno. Sono gli altri a telefonare per lui.

Ma Cetto è un personaggio comico oppure tragico?

Questi sono i miei personaggi, non solo Cetto ma anche gli altri come Perego, il professore, gli ottimisti, l’economista e tanti altri. Mi piace far ridere ma anche riflettere un po’. Faccio dei salti mortali e poi se cado a piedi, ma anche no, il pubblico ride.

Cetto è un uomo immorale?

E’ il ritratto dell’immoralità che noi viviamo e a cui noi ci siamo abituati. Noi a volte applaudiamo Cetto la Qualunque invece di sparargli, perché siamo assuefatti, perché in noi c’è un po’ di Cetto la Qualunque… ridiamo ma noi siamo in una situazione scomoda.

© CultFrame 01/2011


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CULTFRAME. Qualunquemente. Un film di Giulio Manfredonia
Filmografia di Antonio Albanese
Sito ufficiale del film Qualunquemente di Giulio Manfredonia
01 Distribution