La Horde. Un film di Yannick Dahan e Benjamin Rocher

yannick_dahan-benjamin_rocher-la_hordeChe nei film degli zombie moderni, quelli inventati da George A. Romero, per intenderci, ci fosse un forte sottotesto socio politico non è una cosa da prendere sottogamba. Ma quando sono i “coltissimi” francesi a proporci un film coi morti viventi in bella evidenza non possiamo che aspettarci qualcosa di veramente unico. Per la verità, e per onor di cronaca, La Horde non è il primo film francese a farci vedere degli zombi famelici. Sul finire degli anni ’70 c’e’ stato un oscuro lungometraggio erotico, che poi in Italia è circolato con il titolo de I pornozombi con inserti hard, a proporci dei morts vivants, ma in quella pellicola gli zombie sembravano più degli alieni e avevano un altro tipo di appetito. Così, i registi Yannick Dahan e Benjamin Rocher si sono ritrovati tra le mani un giocattolo prezioso, grazie anche a questa sua unicità, che a Venezia ha entusiasmato il pubblico e ha convinto la critica, anche se poi si è apprezzato sopratutto l’intento piuttosto che la pellicola in sé. Ma noi che amiamo il genere, abbiamo trovato molte qualità in quest’opera prima presentata all’interno delle Giornate degli Autori della 66a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Due milioni di euro di budget e 33 giorni di riprese per una storia ridotta all’osso e che “carpenterianamente” riprende i suoi antieroi in una folle corsa all’interno di un edificio claustrofobico in cui poliziotti e trafficanti di droga si alleano contro un virus che trasforma gli essere umani in zombie. Forse non sarà una novità ma rappresenta comunque un ottimo risultato. Frenetico, con dei volti straordinari presi in prestito sopratutto dal teatro, con un’ambientazione spettrale, quasi una versione zombesca de L’odio di Matthieu Kassovitz, e con una ironia di fondo che non guasta mai, La Horde è un mix esplosivo che affonda le sue radici sia nel cinema di Romero ma anche nel teatro della crudeltà di Antonin Artaud, con dei personaggi sì stereotipati, come richiede spesso il genere, ma descritti con una certa sensibilità e raffigurati in modo estremamente credibile. Diciamo la verità: La Horde non presenta nulla di nuovo sul genere ma quello che propone è di prima qualità; e poi gli autori hanno gestito un low budget con intelligenza.


© CultFrame 09/2009 – 10/2010


TRAMA

Parigi. Quattro poliziotti violenti e corrotti organizzano una spedizione punitiva nelle banlieue, per vendicare un collega ammazzato da una banda di delinquenti. Le cose non vanno come previsto e gli agenti si trovano ben presto a mal partito, intrappolati e a un passo dall’essere uccisi. Quando la fine sembra inevitabile, però, l’edificio in cui si trovano viene invaso da un’orda di zombi assetati di sangue che iniziano a uccidere indiscriminatamente. Poliziotti e delinquenti sono costretti loro malgrado a far fronte comune contro una minaccia peggiore e a fuggire verso l’alto.


CREDITI

Titolo: La Horde / Regia: Yannick Dahan, Benjamin Rocher / Sceneggiatura: Yannick Dahan, Arnaud Bordas / Fotografia: Julien Meurice / Montaggio: Dimitri Amar / Effetti speciali: Olivier Afonso / Interpreti: Eriq Ebouaney, Jo Prestia, Aurélien Recoing, Jean-Pierre Martins / Produzione: Capture the Flag, Motrion Sponsor / Francia, 2009 / Durata: 97 minuti


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Filmografia di Yannick Dahan

Filmografia di Benjamin Rocher

1 commenti

  1. La trama non sembra molto originale e convincere mia moglie a venire vederlo sara’ complicato (e come compatirla?). Io sono curioso perche’ dopo gli zombi spagnoli di REC (bel film ma gli spagnoli gli horror li sanno fare) vorrei vedere questi zombi francesi (per vedere se almeno a fare gli zombi gli attori francesi perdono la loro faccia da attori FRANCESI :).
    Io chiedo un po’ di originalita’ , REC in parte ne aveva questo promette male .

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