52a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Anteprima

Frame tratto da "In The Last Days Of The City" di Tamer El Said
Frame tratto da “In The Last Days Of The City” di Tamer El Said

Traguardato oramai il mezzo secolo di esistenza, la 52a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema sarà ospitata a Pesaro dal 2 al 9 luglio 2016 con la formula peculiare che questa manifestazione storica sa ancora riproporre per farsi vetrina di una riflessione cinematografica sempre volta al futuro. Lo dimostra anche la sezione Concorso Pesaro Nuovo Cinema. Premio Lino Micciché che conta otto tra opere prime o seconde sottoposte a una giuria presieduta da Roberto Andò: l’Italia sarà rappresentata da Per un figlio di Suranga Deshapriya Katugampala, regista originario dello Sri Lanka, emerso qualche anno fa con la webserie Kunatu. Tempeste ambientata nella comunità cingalese a Verona, che con quest’opera esplora il nesso tra conflitti identitari e generazionali attraverso il rapporto tra una madre e un figlio; dopo l’anteprima avuta quest’anno a Berlino si vedrà anche l’egiziano In The Last Days Of The City di Tamer El Said che interroga la possibilità di vivere liberamente e di fare arte nel vicino Oriente all’indomani dalla cosiddetta “primavera araba”; si vedranno in concorso anche il road movie cinese Kaili Blues di Bi Gan, premio per la regia allo scorso festival di Locarno; la fuga a Praga di un giovane disturbato in David di Jan Těšitel; le vicende di un teatro di strada nel francese Les Ogres di Léa Fehner con Adèle Haenel; il remake post-coloniale di Purple Rain di Prince Akounak Tedalat Taha Tazoughai che lo statunitense Christopher Kirkley ha ambientato nel Sahel; lo sguardo di due portoghesi sul Brasile odierno in Where I Grow Old di Marilia Rocha e infine l’elaborazione del lutto materno per la giovane protagonista di The Ocean of Helena Lee dell’americano Jim Aki.

La retrospettiva principale è dedicata quest’anno all’algerino Tariq Teguia (1966) di cui saranno proiettati tutti i film: dai primi cortometraggi (Kech’mouvement, 1992; Le Chien, 1996; Ferrailles d’attente, 1998; La Clôture, 2002) ai tre lungometraggi (Rome wa la N’touma, 2006; Gabbla, 2008; Zanji Revolution, 2013), fino all’ultimo lavoro inedito Où en êtes-vous, Tariq Teguia? compresa una “carta bianca” che il cineasta ha voluto giocarsi con la proiezione di Storie di ordinaria follia di Marco Ferreri.

Frame tratto dal film "Inland" di Tariq Teguia
Frame tratto dal film “Inland” di Tariq Teguia

Altro percorso che non si vuole retrospettivo bensì “prospettivo” è quello che il festival dedica al valore del romanzo popolare nel cinema italiano contemporaneo a partire dal volume Romanzo popolare. Narrazione, pubblico e storie del cinema italiano negli anni duemila di Pedro Armocida e Laura Buffoni (Marsilio, 2016), attraverso una tavola rotonda con registi, sceneggiatori, scrittori, studiosi e critici e la proiezione di alcune coppie o tris di film tra passato e presente (Noi Credevamo di Mario Martone, Il resto di niente di Antonietta de Lillo e Senso di Visconti; Terza liceo di Luciano Emmer Come te nessuno mai di Gabriele Muccino; Milano calibro 9 di Fernando Di Leo Suburra di Stefano Sollima o ancora Il passato è una terra straniera di Daniele Vicari…). Accanto a questi titoli, una sezione ulteriore indagherà il cinema russo contemporaneo attraverso gli sguardi femminili di registe come Anna Melikjan di cui si vedrà il recente About Love, Natal’ja Kudrjašova e il suo Pionery-Geroi, Ella Manžeeva con I gabbiani.

Il festival conferma la sua grande attenzione al cinema sperimentale con sezioni come “Satellite”, panoramica non competitiva sulla produzione audiovisiva italiana a bassissimo budget che proporrà lavori di artisti giovani o meno giovani, gruppi e collettivi (Canecapovolto con il suo Slaughter; Francesco Cazzin, Giovanni Cazzin, Francesca Rusalen, Gregorio Tenti con Adagio Jean Jaurès).

Ad Adriano Aprà è affidata invece la sezione “Critofilm. Cinema che pensa il cinema” che propone un ebook gratuito ricchissimo di contributi teorici e bibliografici e porterà a Pesaro lavori di diverso formato e durata tutti caratterizzati dall’idea di proporre una riflessione sul cinema attraverso il suo stesso linguaggio, una diversa forma di critica e storia del cinema. Qui si vedranno per esempio il videosaggio di Thom Andersen The thoughts we once had che ripercorre il cinema del XX secolo attraverso la libera associazione e ispirandosi alle teorie deleuziane; il documentario Filmstudio mon amour di Toni D’Angelo; Vrai faux passeport di Jean-Luc Godard (2006); Carl Th. Dreyer: my métier di Torben Skjødt Jensen; gli Appunti per un critofilm su Pasolini di Maurizio Ponzi e Le ceneri di Pasolini di Pasquale Misuraca (1993); il bizzarro corto Max & James & Danielle… in cui Mark Rappaport cerca di far recitare insieme Mason e Darrieux che Max Ophüls amava ma che non fece mai lavorare in una stessa pellicola.

Sempre tra storia e cinema, si muove la sezione “Lezioni di storia – Videoteppismi: storie e forme del video di lotta” in cui Federico Rossin proporrà tre diversi lavori che mettono in campo cinema e impegno politico: Lottando la vita. Lavoratori italiani a Berlino (1975) di Anna Lajolo, Guido Lombardi e Alfredo Leonardi; Maso et Miso vont en bateau (1976) del collettivo femminista francese Les Muses s’amusent (di cui facevano parte anche Carole Roussopoulos e Delphine Seyrig) e il videosaggio Züri Brännt (Zurigo brucia, 1980) di Videoladen Zürich.

Non mancheranno infine proiezioni speciali sorprendenti (il primo Rocky), incontri con gli autori, serate tra cinema e musica sotto le stelle.

© CultFrame – Punto di Svista 07/2016

INFORMAZIONI
52a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro
Dal 2 al 9 luglio 2016
Proiezioni: Teatro Sperimentale (sala Grande e sala Pasolini), Centro Arti Visive Pescheria, Palazzo Gradari e Piazza del Popolo di Pesaro
Biglietto: gratuito

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