Under Electric Clouds. Un film di Aleksej German jr. 33° Torino Film Festival. Festa mobile

Aleksej German jrL’esaurirsi delle energie utopiche che avevano animato il Novecento, nel bene e nel male, è già da tempo oggetto di riflessioni filosofiche e artistiche. In tale quadro, gli storici del cinema non potranno ignorare le rappresentazioni del XXI secolo che autori quali Aleksej German jr e Miguel Gomes hanno orchestrato nei loro ultimi film, stilisticamente non poco differenti eppure accomunati da una tensione analoga al racconto corale di una contemporaneità spaesante e avvilente.

Se Gomes in As mil e uma noites ha voluto raccontare la crisi economica e di valori dell’Europa di oggi filmando per un anno luoghi e persone del suo Portogallo immiserito dall’austerità, il palcoscenico del dramma scritto e diretto da Aleksej German jr. (figlio del noto regista omonimo e della sceneggiatrice Svetlana Karmalita) è la Russia del 2017 con intorno mezzo mondo sull’orlo di una guerra senza confini. Nel film, il centenario della rivoluzione d’Ottobre cade in un inizio di millennio, violento e crudele, dove nessuno sembra capace di rielaborare la propria dopo-storia. La crisi, il declino, la decadenza, la capitolazione dell’Unione sovietica, della Russia e dell’Occidente sono narrati (per l’appunto) in sette capitoli che evocano il modello biblico della creazione, ma l’universo di German appare congelato in se stesso.

Infatti, sotto le nuvole elettriche di Pod elektricheskimi oblakami (Under Electric Clouds) l’inverno russo con i suoi orizzonti di ghiaccio e di neve avvolge le rovine della rivoluzione (le statue di Lenin e di altri leader che una giovane dice di non riconoscere) e quelle della modernità neoliberista e squilibrata simboleggiata dallo scheletro del grattacielo incompiuto attorno a cui vagano in pena tutti i personaggi del film: un operaio kirghiso emigrato per lavorare al cantiere che invece dovrà chiudere, incapace di parlare la lingua russa, i figli dell’oligarca che ha commissionato la costruzione del grattacielo prima di morire improvvisamente, l’architetto che ha progettato l’edificio, un immobiliarista tormentato dai sogni della propria adolescenza durante la caduta dell’URSS nel 1991, un ricercatore mai riuscito a entrare in accademia che lavora come guida in un museo minacciato da una speculazione immobiliare.

Pod elektricheskimi oblakami è dunque un’opera corale che si apre con una citazione da Paul Cézanne (“Dipingere non significa copiare servilmente un oggetto, ma cogliere un’armonia tra diverse relazioni”) per sottolineare come il racconto della Russia (e dell’Europa) contemporanea non possa prescindere dalla messa in relazione tra marginali e oligarchi, tra migranti e auto-esiliati. E ancora più numerose di quelle dei protagonisti di ciascun capitolo del film, sono le storie che entrano solo fuggevolmente in campo, componendo un affresco articolato della complessità di un paese e di un’epoca schiacciati dall’assenza di un futuro intelligibile.

Costruito in modo appena meno rigido di Bumažnyj soldat (2008), il lungometraggio precedente di German che vinse il Premio speciale per la regia alla 65ª Mostra di Venezia, il film conferma l’abilità del regista russo nella costruzione di piani-sequenza che si dipanano quasi sempre in geometrie chiuse, seguendo il moto perpetuo di personaggi che si muovono in spazi desolati e apparentemente senza via d’uscita. Fino al finale in cui tutti i protagonisti sono riuniti in una spiaggia spazzata dal vento come altrettanti naufraghi in cerca di un’allegria postuma con cui ricostruire un proprio senso di sé e del mondo.

© CultFrame 11/2015

TRAMA
2017, Russia. A cento anni dalla rivoluzione d’Ottobre, i confini del paese sono a ferro e fuoco. La morte improvvisa di un oligarca ferma i lavori del grattacielo che aveva ordinato di costruire, intorno alla cui carcassa incompiuta si muovono numerosi personaggi dai destini in un modo o in un altro legati al defunto.

CREDITI
Titolo inglese: Under Electric Clouds / Titolo originale: Pod elektricheskimi oblakami / Regia: Aleksej German jr / Sceneggiatura: Aleksej German jr / Fotografia: Evgenij Privin, Sergei Mikhal’chuk / Montaggio: Sergeij Ivanov / Musica: Andrew Surotdinov / Scenografia: Elena Okopnaia / Interpreti: Louis Franck, Merab Ninidze, Chulpan Khamatova, Anastasia Melnikova, Ramil Salahutdinov, Konstantin Zeliger / Produzione: / Russia, Ucraina, Polonia, 2015 / Distribuzione: Movies Inspired / Durata: 137 minuti

SUL WEB
Filmografia di Aleksej German jr.
http://www.cultframe.com/2015/11/33-torino-film-festival-programma/
Torino Film Festival – Il sito