Cose nostre – Malavita. Un film di Luc Besson

La nuova pellicola dell’ex enfant prodige del cinema d’azione europeo ha inizio con una sequenza iper-bessoniana di ralenti e sparatorie fulminanti che sfiora la (auto)parodia e introduce i toni neri, ma a tratti autenticamente farseschi, che caratterizzano buona parte del film. Nel seguito, lo spettatore assiste all’arrivo nella tranquilla cittadina normanna di Cholong-sur-Avre di una famiglia americana che evidentemente nasconde qualche segreto: i Blake hanno infatti lasciato la Costa Azzurra in tutta fretta e, benché il capofamiglia dia la colpa del cattivo odore che accompagna il trasloco al loro cane dal nome rivelatore di Malavita, una delle cause dev’essere quel cadavere nascosto nel portabagagli.

In pochi minuti, Cose nostre. Malavita riesce a presentare i caratteri dei quattro protagonisti, in realtà componenti della famiglia Manzoni (niente a che vedere con quella di Alessandro e del romanzo di Natalia Ginzburg!). Inseriti in un programma di protezione dell’FBI da quando l’ex capoclan Giovanni (Robert De Niro) ha deciso di collaborare con la giustizia, genitori e figli sono però incapaci di rinunciare a difendere dalla supponenza francese il proprio orgoglio italoamericano senza far ricorso a mazze da baseball, incendi dolosi, bombe a orologeria. La loro presenza in Normandia non riesce quindi a passare inosservata.

Le avventure dei Manzoni sono al centro di due libri del francese Tonino Benacquista usciti nel 2004 (Malavita) e nel 2008 (Ancora Malavita) e tradotti in Italia da Ponte alle Grazie, che in questi giorni ha prontamente ristampato il primo con il doppio titolo della pellicola. Lo scrittore, di chiare origini italiane (figlio di emigranti provenienti dalla provincia di Frosinone), ha più volte annunciato di avere in mente una tetralogia: il terzo volume è infatti già in cantiere e la serie potrebbe quindi portare anche ad altri film.

Benacquista è noto nel mondo del cinema, tra le altre cose, in quanto co-autore con Jacques Audiard di Sulle mie labbra (2001) e Tutti i battiti del mio cuore (2005), e ha fornito a Besson una narrazione letteraria già estremamente cinematografica, che il regista ha messo in scena in modo molto fedele. Tra le peculiarità dei romanzi vanno segnalati gli inserti delle pagine che il protagonista inizia maldestramente a redigere su una vecchia macchina da scrivere per raccontare la propria vita di gangster, e che nel film diventano efficacemente brani di narrazione per la voce off del personaggio interpretato da De Niro.

Il malavitoso un po’ depresso improvvisatosi scrittore durante le lunghe giornate trascorse in casa per evitare di farsi notare troppo in paese, vestaglia e mocassini, non può che rinviare nell’immaginario degli spettatori al personaggio interpretato dallo stesso De Niro in Terapia e pallottole (1999) e al protagonista de I Soprano (1999-2007). Peraltro, la voce italiana di De Niro (dopo Ferruccio Amendola) è quella di Stefano De Sando, lo stesso doppiatore di James Gandolfini alias Tony Soprano nella celebre serie televisiva in cui ha lavorato anche il co-sceneggiatore di Besson per questo film, Michael Caleo.

Benacquista aveva però già firmato nel 1992 il testo teatrale Un contrat (1992), in cui un gangster si affida a uno psicoanalista che ne raccoglie le confidenze mettendo così sempre più in pericolo la propria vita. Inoltre, lo scrittore ha dichiarato di avere avuto l’idea di Malavita pensando a quale potesse essere il destino del mafioso interpretato da Ray Liotta che decide di diventare un collaboratore di giustizia nel finale di Quei bravi ragazzi (1990) di Martin Scorsese. Poiché proprio quest’ultima pellicola è al centro della sequenza più citazionista e parodica di quella di Besson, che vede coinvolto lo stesso Scorsese in qualità di produttore esecutivo, è evidente che l’operazione franco-americana da cui è nato il film di Besson strizza l’occhio a generi e pubblici differenti e ha tutte le carte in regola per diventare un successo internazionale.

Tra i punti di forza e d’interesse di Cose nostre. Malavita vi è senz’altro il suo cast, che vede accanto a De Niro una convincente Michelle Pfeiffer e, nei panni dei due figli, il giovane John D’Leo e la biondissima e vendicativa Dianna Agron (già nota ai fan della serie Glee), che rinnova la serie di eroine fragili ma implacabili avviata da Besson con Nikita (1990) e Leon (1994). Dopo svariati intermezzi di cui i personaggi sono protagonisti singolarmente, la famiglia Manzoni si riunisce nel finale, in cui i toni della farsa vengono abbandonati in una lunga sequenza d’azione girata con maestria e senza risparmio di violenze. La commistione tra commedia e gangster movie e l’alternarsi di registri diversi mostrano a tratti la corda anche se appaiono irrinunciabili per il cinema di largo consumo prodotto nell’epoca post-post-moderna in cui viviamo.

© CultFrame 10/2010


TRAMA

Come mai i Blake hanno deciso di trasferirsi a Cholong-sur-Avre? Il capofamiglia Fred dice di essere venuto nella cittadina di per fare ricerche sullo sbarco in Normandia, a cui intende dedicare il suo prossimo libro. Mentre lui resta per lo più chiuso in casa, la moglie Maggie e i figli Warren e Belle faticano però a integrarsi nella comunità: l’impossibilità di trovare burro di noccioline, la cucina a base di panna e i difficili rapporti dei ragazzi con i nuovi compagni di scuola faranno presto emergere il vero carattere di tutti i protagonisti.


CREDITI

Titolo: Cose nostre – Malavita / Titolo originale: The Family / Regia: Luc Besson / Sceneggiatura: Luc Besson, Michael Caleo dal romanzo di Tonino Benacquista  / Fotografia:  Thierry Arbogast / Montaggio: Julien Rey / Costumi: Aude Bronson-Howard, Olivier Bériot / Musica: Evgueni Galperine, Sacha Galperine / Interpreti: Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Tommy Lee Jones, Dianna Agron, John D’Leo, Jon Freda, Dominic Chianese, Domenick Lombardozzi, David Belle, Vincent Pastore / Produzione: Relativity Media, Europacorpo e Martin Scorsese / Distribuzione: Eagle Pictures / USA, Francia 2013 / Durata: 111 minuti

LINK
CULTFRAME. The Lady. Un film di Luc Besson di Eleonora Saracino
Filmografia di Luc Besson
Eagle Pictures