Under the Skin. Un film di Jonathan Glazer. 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematograficadi Venezia. Concorso

I paesaggi invernali della Scozia. Il mare in tempesta, i boschi fittissimi, la pioggia incessante e la nebbia. Il fluire esistenziale della città si contrappone al silenzio inquietante delle campagne e al degrado delle periferie urbane industrializzate. La gente è per lo più sola, vaga nella notte umida e si abbrutisce in discoteche dove passa una musica assordante.
In questo ambiente in cui regna l’alienazione, una giovane e attraente donna si guarda intorno. Osserva le persone, con attenzione. Guida un furgone e “rimorchia” uomini solitari, grazie a un sottile e irresistibile gioco di seduzione che non trova mai una sua conclusione.

Under the Skin è un film che potrebbe essere definito anomalo. Senza una vera trama, senza un racconto plausibile, basato su un tessuto realistico che muta improvvisamente in raffigurazione surreale. La deriva onirica è sempre dietro l’angolo, così come la sospensione di senso e la concretizzazione di fantasie compositive dai tratti estetizzanti.
D’altra parte il suo autore, Jonathan Glazer, proviene dal mondo del videoclip musicale (con sconfinamenti in quella che potrebbe essere definita videoarte) e della pubblicità. È, dunque, più che altro un artista visivo che attraversa in totale libertà il territorio del linguaggio filmico, proponendo un universo estetico e formale molto personale.

Under the Skin possiede un tono enigmatico e oscuro. Chi è la ragazza? Cosa succede ai poveretti che cadono tra le sue braccia? Chi è il motociclista che segue costantemente le tracce della donna? Non possiamo fornire risposte precise poiché il senso dell’opera sta proprio dentro il flusso delle immagini più che nella sostanza della storia. L’ipotesi che si tratti di un’aliena (come indicato nelle note di produzione) che arriva sul nostro pianeta è un’indicazione possibile, ma soffermarsi per ciò che concerne Under the Skin a rintracciare una griglia contenutistica razionale sarebbe operazione totalmente inutile.

La forza di questo film (tratto, comunque, da un testo di Michel Faber) risiede nelle atmosfere indecifrabili, nel non detto, nel delirio visuale, nella sfera della creatività di un autore che privilegia la dimensione dell’immagine rispetto a quella del racconto. Questo lungometraggio di Jonathan Glazer è un volo mentale che allude alla condizione umana in questo mondo, alla solitudine, all’angoscia, al desiderio represso di amore, alla frustrante impossibilità di condividere e comunicare.

Lo sguardo attonito di Scarlett Johansson (nei panni della protagonista) è in tal senso emblematico e mostra l’assurdità dell’esistenza in un contesto sociale fatto di straniamento e disagio. Il suo corpo sensuale e morbido diviene così per i malcapitati che la incontrano la sublime manifestazione di un sogno di bellezza che nelle loro tristi vite non può che manifestarsi che come una tragica illusione.

© CultFrame 09/2013

 

TRAMA
Una bella ragazza gira le città e le campagne della Scozia alla ricerca di uomini soli da sedurre e rapire. Quasi tutti ci cascano senza problemi ed entreno, senza più poterne uscire, nel mondo enigmatico della donna. Tutto cambierà quando la protagonista incontrerà un ragazzo con gravi problemi fisici.


CREDITI

Titolo: Under the Skin / Regia: Jonathan Glazer / Sceneggiatura: Walter Campbell, Jonathan Glazer basato sull’omonimo romanzo di Michel Faber / Fotografia: Daniel Landin / Montaggio: Paul Watts / Scenografia: Chris Oddy / Musica: Mica Levi / Interpreti: Scarlett Johansson / Produzione: Nick Wechsler Productions, JW Films / BIM Distribuzione / Paese: Inghilterrs, 2013 / Durata: 107′

LINK
Filmografia di Jonathan Glazer
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – Il sito