Educazione siberiana. Un film di Gabriele Salvatores

Il film di Salvatores rappresenta l’incubo del recensore poiché si piazza nell’inefferrabile ed infido territorio del “né brutto né bello”. Moscetto e tiepidino, Educazione Siberiana, a dispetto del look truculento straripante di tatuaggi, pistole, coltelli e violenza verbale, farebbe un figurone come fiction televisiva, sulla scia di Romanzo Criminale per intenderci. Invece, all’accendersi delle luci in sala, l’atmosfera è di perplessità, l’orario è quello dell’aperitivo e del film ci si dimentica appena usciti dal cinema.

Salvatores mette in scena un’educazione sentimentale edulcorata e prevedibile, realizza un prodotto medio ed inoffensivo con occhio attento sia al futuro passaggio televisivo che ad un possibile mercato estero. Almeno di questo bisogna dare atto al regista, di avere tentato una produzione dall’afflato internazionale, di avere tentato di evadere dall’asfittico cinemino italiano, anche ben fatto, ma improponibile oltre confine, vedi il recente Viva la Libertà.
Un best-seller straniero, cast tecnico ed artistico internazionale, protagonisti sconosciuti ed efficaci, Malkovich tenuto in parte soltanto dalla trama dei tatuaggi e Tomlinson vagamente imbarazzante quando suona il pianoforte in mezzo al fiume: Educazione Siberiana funziona meglio nella prima parte “di formazione”, tra furtarelli e lezioni di vita del nonno criminale, ma non troppo, affascinante nella descrizione del codice di (mala)vita della comunità siberiana, coinvolgente nell’addestramento “pavloviano” alla delinquenza.

Ma per riscattare la piattezza della seconda parte Salvatores si balocca con salti temporali e montaggio schizofrenico, appesantendo il racconto senza riuscire ad innervarlo di emozione, lo stile diviene calligrafico, un malinteso pudore narrativo nasconde la violenza dietro lo schermo, la sceneggiatura di Rulli e Petraglia semplifica fino alla banalità e l’attesa resa dei conti pare più un atto dovuto che il climax della storia. Occasione mancata, peccato.

© CultFrame 03/2013

 

TRAMA
Kolima e Gagarin, amici per la pelle, sono cresciuti insieme nella comunità di “Criminali Onesti” siberiani che vive in una città nel sud della Russia, una specie di ghetto per delinquenti di varie etnie. Sin da bambini, i due hanno ricevuto un’educazione piuttosto particolare: il furto, la rapina, l’uso delle armi e il rispetto per il clan e le sue precise regole, una specie di codice d’ onore che non va tradito per nessun motivo. All’età di 20 anni, però, Kolima e Gagarin diventano consapevoli che il mondo intorno a loro è radicalmente cambiato e rispettare le regole si rivela tutt’altro che semplice.


CREDITI

Regìa: Gabriele Salvatores / Sceneggiatura: Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Gabriele Salvatores dall’omonimo romanzo di Nikolai Lilin / Fotografia: Italo Petriccione / Montaggio: Massimo Fiocchi / Scenografia: Rita Rabassini / Musica: Mauro Pagani/ Interpreti principali: Arnas Fedaravicius, Vilius Tumalavicius, Eleanor Tomlinson, Jonas Trukanas, Vitalij Porsnev, Peter Stormare, John Malkovich / Produzione: Cattleya, RAI Cinema / Distribuzione: 01 Distribution / Paese: Italia, 2013 / Durata: 110 minuti

LINK
CULTFRAME. Happy Family. Un film di Gabriele Salvatores di Nikola Roumeliotis
CULTFRAME. Come Dio comanda. Un film di Gabriele Salvatores di Maurizio G. De Bonis
Sito ufficiale del film Educazione siberiana di Gabriele Salvatores
Filmografia di Gabriele Salvatores
01 Distribution