Viva la libertà. Un film di Roberto Andò

Andò non è Hal Ashby, né Servillo è Peter Sellers, è peraltro evidente che l’abusato meccanismo dello scambio di persona ed il personaggio del “sincero pazzerello” richiamino il capolavoro Oltre il Giardino, ma le similitudini si fermano qua. Diversi i registi e diversi pure gli autori del romanzo originale, Jerzy Kosinsky (“Presenze”) per Ashby, Andò (“Il Trono Vuoto”) per Andò: regista, autore del soggetto e pure sceneggiatore. Forse per questo Viva la Libertà risulta lievemente asfittico e non riesce ad andare oltre la “carineria”, ricco di una certa arguzia unita ad un tocco di surreale che fa tanto “indipendente” e certo “Servillo è bravissssimooooo!”, ma non basta. Il pazzo geniale di Andò in realtà si perde per strada, uniformandosi in men che non si dica all’ambiente che lo circonda e perdendo così tutte le potenzialità anarchiche, perfino eversive della malattia mentale al cinema (Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo). Il risultato è l’ennesimo filmetto italiano, indissolubilmente legato alle nostre ributtanti vicende politiche, che strizza l’occhio al giochetto “chi è chi?” e di cui, tolta l’eccellente prova di Servillo, rimane ben poco.
L’attore ricopre in modo eccellente ben tre ruoli, i due fratelli ed il gemello bislacco che “recita” la parte dell’onorevole, accende e spegne una luce di follia che evita il naufragio nell’enigmatico finale, ma i personaggi non emozionano, non commuove la fuga insensata del capo partito, a differenza di Habemus Papam, né diverte più che tanto la rinnovata verve politica del professore instabile: la prima appare quale atto di viltà di un cialtrone privilegiato, la seconda si riduce a mera affabulazione populista corretta da velleità liriche.

Ben confezionato ed ottimamente interpretato, una volta rimossa l’intollerabile Valeria Bruni Tedeschi, Viva la Libertà però fallisce laddove ripropone una versione aggiornata de la fantasia al potere, la follia al potere, ma dimentica che in Italia lo è stata per gli ultimi dieci anni.

© CultFrame 02/2013

 

TRAMA
Enrico Oliveri, segretario del principale partito d’opposizione, è caduto in una profonda crisi tanto che, dopo il crollo dei sondaggi per le imminenti elezioni e l’ennesima contestazione violenta, scompare senza lasciare traccia. Mentre i colleghi politici sollevano illazioni, la moglie Anna e Andrea Bottini, il collaboratore dell’onorevole, dopo aver cercato di capire il perché della sua fuga e la presenza di un eventuale complice, decidono di chiamare in causa Giovanni Ernani – il fratello gemello di Oliveri, filosofo geniale segnato da una depressione bipolare – e presentarlo come sostituto dello scomparso con sorprendenti conseguenze.


CREDITI

Titolo: Viva la libertà / Regìa: Roberto Andò/ Sceneggiatura: Roberto Andò, Angelo Pasquini dal romanzo “Il Trono Vuoto” di Roberto Andò/ Fotografia: Maurizio Calvesi/ Montaggio: Clelio Benevento/ Scenografia: Gianni Carluccio/ Musica: Marco Betta/ Interpreti principali: Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Valeria Bruni Tedeschi, Michela Cescon, Anna Bonaiuto, Gianrico Tedeschi, Massimo De Francovich/ Produzione: Bibi Film, Rai Cinema/ Distribuzione: 01 Distribution/ Paese: Italia 2013/ Durata: 94′

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Filmografia di Roberto Andò
01 Distribution