Call girl. Un film di Mikael Marcimain. 30° Torino Film Festival. Concorso

Basato su uno scandalo che ha investito il mondo politico svedese negli anni Settanta, Call Girl racconta come anche in una società spesso presa a esempio di democrazia e rispetto dello stato di diritto le diseguaglianze sociali autorizzano chiunque detenga un potere politico a disporre liberamente della vita e del corpo dei più deboli.

Presentato in concorso al Torino Film Festival 2012, il film racconta una vicenda di corruzione e sopraffazione in cui i gangli della politica sono coinvolti in una rete di prostituzione, anche minorile: una storia familiare al pubblico italiano. Il tutto con il ritmo serrato e lo stile narrativo di una classica spy story d’ambito istituzionale, con un singolo poliziotto chiamato a fronteggiare implacabili servizi segreti nell’intento di difendere vittime, verità e giustizia.

Il team che ha realizzato Call Girl ha saputo raccontare in modo articolato tutti gli aspetti di uno scandalo a sfondo sessuale senza mai indugiare in voyeurismi, e riuscendo piuttosto a insistere sulle aberrazioni del potere. Ciò si deve sicuramente a una regia sapiente ma in particolare alla sceneggiatrice Marietta von Hausswolff von Baumgarten il cui lavoro sviscera chiaramente le dinamiche di una società classista e sessista, al di là dell’immaginabile.
La scrittura del film si struttura intrecciando diversi ambiti d’azione e strati sociali: l’anello più debole della catena sono le minorenni ospiti di una casa-famiglia dove vive la protagonista Iris che viene coinvolta insieme ad altre in un giro di prostituzione d’alto bordo; a tirare le fila prossenetiche c’è Dagmar Glans (una disgustosa Pernilla August) con i suoi scagnozzi e una pletora di donne al suo servizio; e infine la polizia che fronteggia l’ostilità delle sue frange corrotte e dei servizi segreti, indagando sui clienti delle ragazze ovvero diplomatici, uomini d’affari e politici d’ogni schieramento. Mentre imperversa la campagna elettorale, vediamo che si servono a piene mani delle baby prostitute tanto i membri del governo ultraliberale che vorrebbe depenalizzare gli atti di pedofilia incestuosa quanto gli avversari politici che sperano di vincere facendo dell’emancipazione femminile nel mondo del lavoro la propria bandiera.

L’uso della musica contribuisce a ricreare l’atmosfera ma senza costituire una comoda scorciatoia perché la ricostruzione filologica di un’epoca storica ed estetica è affidata piuttosto alle immagini. Dal punto di vista fotografico siamo infatti dalle parti de La talpa di Tomas Alfredsson con cui Call Girl condivide il direttore della fotografia Hoyte van Hoytema. Lo stesso regista Marcimain ha diretto la seconda unità del film di Alfredsson con cui ha anche lavorato in altre occasioni.
I meriti visivi del film sono stati riconosciuti anche dall’attribuzione durante il festival di Torino del Premio Bassan Arte & Mestiere offerto dall’Associazione Italiana Scenografi e Costumisti per la scenografia di Lina Nordqvist. Nella motivazione, la giuria composta da Paolo Virzì, Anna Lombardi (presidente Associazione Scenografi), Cristina Possenti (rappresentante Arredatori), Alida Cappellini e Giovanni Licheri (scenografi) ha voluto sottolineare l’“amalgama straordinario tra fotografia, costumi, ambientazioni, arredamento e regia” che a momenti fa pensare si tratti di un film girato veramente alla fine degli anni Settanta.

© CultFrame 12/2012

 

TRAMA
Svezia, anni Settanta. La giovane e ribelle Iris vive in una casa-famiglia dove un giorno arriva anche la sua amica d’infanzia Sonia. Alla ricerca di libertà e di emozioni, le due vengono coinvolte in un grosso giro di prostituzione che conta tra i suoi assidui clienti politici di ogni partito e uomini delle istituzioni. Sulla vicenda indaga un poliziotto costantemente ostacolato dai servizi segreti: i poteri in gioco sono troppo forti e la verità faticherà ad emergere. Ispirato a fatti realmente accaduti.

CREDITS
Titolo: Call Girl / Titolo originale: Call Girl / Regia: Mikael Marcimain / Sceneggiatura: Marietta von Hausswolff von Baumgarten / Montaggio: Kristofer Nordin / Musica: Mattias Bärjed / Fotografia: Hoyte van Hoytema / Scenografia: Lina Nordqvist / Interpreti: Pernilla August, Simon J Berger, David Dencik, Sven Nordin, Kristoffer Joner /  / Produzione: GarageFilm AB / Svezia, Irlanda, Norvegia, Finlandia, 2012 / Durata: 140 minuti

LINK
Filmografia di Mikael Marcimain
Torino Film Festival – Il sito