Michelangelo Antonioni

Michelangelo Antonioni. 29 settembre 1912 (Ferrara) – 30 luglio 2007 (Roma)

michelangelo_antonioni-il_gridoMichelangelo Antonioni esordisce nel lungometraggio a quasi quaranta anni con Cronaca di un amore (1950), un film che contiene già in sé quelle che saranno le caratteristiche dominanti di tutta la sua opera: l’analisi psicologica, il tema della crisi della borghesia, la struttura “gialla”. L’interesse per la vita interiore torna, prepotente, ne I vinti (1952), tre storie sul vuoto esistenziale della gioventù europea, dopo la guerra. Anche nelle pellicole successive, il regista ferrarese continua a privilegiare sentimenti e stati d’animo:  ne La signora senza camelie (1953), inquieto ritratto di donna, mostra come il sentimento amoroso possa mutare e/o dissolversi mentre nell’episodio di L’amore in città (1953) fa parlare i protagonisti di alcuni tentati suicidi per amore. Ne Le amiche (1955), tratto dal romanzo di Cesare Pavese Tre donne sole,  ad un certo punto, Clelia conduce Carlo nella squallida periferia torinese che l’ha vista nascere e si vede un muro scrostato. Il grido (1957) – ha detto lo stesso Antonioni – è nato guardando quel muro: Aldo, l’operaio protagonista del film del 1957 è la continuazione di Carlo di Le amiche, che ha perduto per sempre Clelia e non riesce a capirne la ragione. Cambiando la connotazione sociale, i problemi legati ai sentimenti permangono: certe questioni non sono specifiche della borghesia e Il grido, pur essendo mutato l’ambiente, segue la stessa linea dei film precedenti. Con esso si conclude una prima fase della produzione di Antonioni e ha inizio il cosiddetto ciclo degli affetti alienati.

michelangelo_antonioni-deserto_rossoL’avventura (1960), La notte (1961), L’eclisse (1962), Il deserto rosso (1964), più che una tetralogia, costituiscono una vera e propria creazione unitaria: il bisogno disperato di Claudia, Lidia, Vittoria e Giuliana, nomi diversi per una stessa donna, di riempire il baratro interiore, di superare l’angoscia con un rapporto d’amore autentico, si scontra, inesorabilmente, con la frustrazione. – Ci sono giorni in cui avere in mano una stoffa, un ago, un libro, un uomo, è la stessa cosa – afferma Vittoria ne L’eclisse, sancendo definitivamente l’incomunicabilità tra i sessi. La ricerca di Antonioni non si esaurisce, però, qui: la crisi del senso non investe solo i sentimenti ma, persino, i fatti e l’identità individuale, come dimostrano le vicende del fotografo di Blow Up (1966), che crede di vedere e non vede, e del giornalista di Professione: reporter (1974) che, prima dello scambio, una volta, era un altro. Tra i due film sopracitati si colloca, insieme a Chung Kuo. Cina (1972), Zabriskie Point (1970), con la famosa sequenza dell’esplosione dei simboli del benessere, girata al rallentatore con 17 macchine da presa, su musica dei Pink Floyd. Il regista porta a compimento, in questo modo, la critica, presente in tutti i suoi lavori, ad un certo tipo di società e di modello di sviluppo (vd. il mondo della Borsa de L’eclisse o il paesaggio industriale de Il deserto rosso).

michelangelo_antonioni-blow_upSe per il film del 1964, volendo rendere le tonalità dell’angoscia, Antonioni vernicia antinaturalisticamente oggetti e ambienti, con Il mistero di Oberwald (1980), compie un altro passo in avanti e sostituisce la vernice con l’elettronica, non certo per ottenere risultati da “special effects”, alla Coppola, ma per arricchire ulteriormente la struttura epifanica delle sue opere. Anche se nessun blow-up consente di cogliere davvero gli avvenimenti e nonostante i misteri del sole sembrino a Niccolò di Identificazione di una donna (1982) più abbordabili rispetto a quelli della natura umana, Antonioni continua caparbiamente a guardare, come dichiara il titolo di un suo film, Al di là delle nuvole (1995), ossessionato dalla vera immagine di quella realtà assoluta, misteriosa che nessuno vedrà mai. Non è un caso allora che egli decida, per il suo ultimo film-documentario, Lo sguardo di Michelangelo (2004), di mettersi di fronte al Mosè di Michelangelo Buonarroti e di raccontare quel capolavoro. Anche l’artista del Cinquecento scavava il marmo fino a trovare l’ultimo strato, toglieva, toglieva, fino ad arrivare dove il marmo diventa trasparente: proprio come Antonioni che, con i suoi film, si avvicina alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà.  In entrambi i casi, le immagini pongono una questione, non puramente conoscitiva, estetica, bensì morale: Corrado di Il deserto rosso risponde, significativamente, a Giuliana  – Tu dici: cosa devo guardare? Io dico: come devo vivere? -

BIOGRAFIA

michelangelo_antonioniDi famiglia della media borghesia, dopo il diploma all’istituto tecnico, consegue la laurea in Economia e Commercio all’Università di Bologna. Comincia ad interessarsi di cinema alla fine degli anni trenta, scrivendo sul “Corriere padano” e, più tardi, dopo essersi trasferito a Roma nel 1940, su “Cinema”, nella cui redazione incontra Cesare Zavattini, Umberto Barbaro, Massimo Mida. Si iscrive, poi, al Centro Sperimentale di Cinematografia e nel 1942 collabora alla sceneggiatura di Un pilota ritorna di Roberto Rossellini. Dopo essere stato aiuto regista di Marcel Carné in Francia, nel 1943 rientra in patria a causa degli eventi bellici e inizia a girare il suo primo cortometraggio, Gente del Po‘,terminato soltanto nel dopoguerra.
Nel 1945 mette a punto con Luchino Visconti due progetti che non saranno mai tradotti in film e l’anno successivo scrive, insieme ad altri, la sceneggiatura di Caccia tragica di De Santis e gira il suo secondo documentario, N.U. Nettezza Urbana. Seguono altri documentari, tra i quali, L’amorosa menzogna (1949), Superstizione (1949), Sette canne un vestito (1949). Nel 1950 gira Cronaca di un amore e inizia la sua carriera di regista. Dopo Identificazione di una donna (1982), in attesa di realizzare alcuni progetti, Antonioni scrive racconti per “Il Corriere della Sera” e dipinge piccolissimi quadri che verranno, poi, presentati nella raccolta “Le montagne incantate” durante la Biennale di Venezia del 1983 e sono attualmente esposti al Museo di Ferrara “Michelangelo Antonioni”. Sempre nel 1983 gira per Raitre Ritorno a  Lisca Bianca, un breve documentario sui luoghi de L’avventura. Nel 1985 viene colpito da un ictus: la malattia lo priva della parola e lo costringe sulla sedia a rotelle.

Dopo un periodo di inattività forzata, torna al lavoro, nel 1989, con la moglie Enrica Fico: il materiale girato nel 1977 in India su una festa religiosa gli permette di presentare a Cannes il documentario Kumbha Mela. A questo seguono altri documentari: Roma (1990), Noto Mandorlo Vulcano Stromboli Carnevale (1992), Sicilia (1997). Dopo dieci anni dall’ictus, Antonioni torna al lungometraggio con Al di là delle nuvole (1995), realizzato con la collaborazione di Wim Wenders, suo grande estimatore. E’ del 1995 il Premio Oscar alla carriera. Del 2004 è il film ad episodi Eros, dei quali, Il filo pericoloso delle cose, scritto da Tonino Guerra, è quello girato da Antonioni (gli altri sono opera di Wong Kar Wai e Steven Soderbergh). Sempre del 2004 è il documentario Lo sguardo di Michelangelo, del quale è anche protagonista. Intanto, Antonioni e Tonino Guerra hanno ripreso l’opera scritta a due mani nel 1982 “L’aquilone. Una favola senza tempo”, traendone la sceneggiatura per il film L’aquilone sul vulcano: le riprese sarebbero dovute iniziare nell’autunno 2007, con la regia di Enrica Fico.

La sera del 30 luglio 2007, stesso giorno della scomparsa del regista svedese Ingmar Bergman, Antonioni è morto, nella sua casa di Roma. E’ sepolto nella Certosa di Ferrara.

© CultFrame 10/2010

FILMOGRAFIA

1943-1947 Gente del Po’ (doc)
1948 N.U. Nettezza Urbana (doc)
1949 L’amorosa menzogna (doc)
1949 Superstizione (doc)
1949 Sette canne un vestito (doc)
1959 La villa dei mostri (doc)
1950 La funivia del Faloria (doc)
1950 Cronaca di un amore
1952 I vinti
1953 La signora senza camelie
1953 Tentato suicidio (ep. di L’amore in città)
1955 Le amiche
1957 Il grido
1960 L’avventura
1961 La notte
1962 L’eclisse
1964 Il deserto rosso
1965 Prefazione a I tre volti
1966 Blow Up
1970 Zabriskie Point
1972 Chung Kuo. Cina
1974 Professione: reporter
1980 Il mistero di Oberwald
1982 Identificazione di una donna
1983 Renault 9 (cm.)
1983 Ritorno a Lisca Bianca (doc)
1984 Fotoromanza (videoclip)
1989 Kumbha Mela (doc)
1990 Roma (doc)
1992 Noto Mandorli Vulcano Stromboli Carnevale (doc)
1995 Al di là delle nuvole
1997 Sicilia (doc)
2004 Il filo pericoloso delle cose (ep. di  Eros)
2004 Lo sguardo di Michelangelo

IMMAGINI
1 Frame dal film Il grido
2 Frame dal film Deserto Rosso
3 Frame del film Blow-up
4 Michelangelo Antonioni

1 commenti

  1. qualcuno sa come trovare il documentario kumbha mela presentato da Antonioni a Cannes?

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