Pier Paolo Pasolini. Accattone. Un libro di Stefania Parigi

stefania_parigi-pasolini-accattoneSe Pasolini fosse vivo, cosa direbbe oggi della situazione sociale e politica italiana attuale che aveva già profeticamente delineato oltre trenta anni fa? Cosa direbbe oggi sulla mutazione del quartiere romano del Pigneto, dove girò alcune delle sequenze più significative di Accattone, da “luogo pre-storico del sottoproletariato” a zona di ritrovo trendy con bar e locali alla moda? Sono domande a cui purtroppo non è possibile dare risposta. Certo è che Pier Paolo Pasolini è stato uno degli intellettuali/artisti più in anticipo sui tempi che l’Italia abbia mai avuto. Ed è proprio per questo motivo che in questo primo decennio del terzo millennio le sue opere cinematografiche risultano ancora così attuali, moderne, tragicamente contemporanee.
Anche Accattone, film capolavoro che si occupava di borgate romane che non esistono più e di sottoproletari ormai divenuti piccolo borghesi con doppia o tripla macchina in famiglia, è assolutamente calato nel presente. Sarà la carica eversiva del film, sarà la sua dimensione poetica, sarà l’innovazione nel linguaggio sulla quale è stato elaborato, ma Accattone rappresenta anche per i cinefili degli anni 2000 un punto di riferimento chiaro sull’uso di una lingua, quella audiovisiva, spesso involuta nonostante le prodigiose mutazioni della tecnologia.


Per comprendere a pieno la valenza assoluta di questo lungometraggio, che all’epoca della sua uscita fu fortemente contestato, vale la pena di soffermarsi sul libro edito da Lindau e intitolato: Pier Paolo Pasolini – Accattone. L’autrice è Stefania Parigi, docente di Storia del Cinema Italiano presso il DAMS di Roma Tre. Il percorso della studiosa permette al lettore non solo di approfondire tutti gli elementi linguistici, poetici ed estetici del film ma anche di contestualizzare l’operazione creativa pasoliniana nel complesso del cinema italiano dell’epoca e nell’evoluzione sociale di un paese complesso come quello italiano.


Basta scorrere l’indice del libro per rendersi conto dell’impostazione voluta dall’autrice. Ci si avvicina alla scomposizione dell’opera affrontando inizialmente il rapporto tra Paolini e il cinema, incentrato su un’impostazione di ricerca che spinse il grande scrittore/cineasta a scrivere: “il linguaggio cinematografico è caratterizzato… da figure retoriche di tipo più infantile, musicale, ingenuo e primitivo”. Secondo Pasolini, il cinema possiede un carattere di “irrazionale arcaicità e favolosità”. Proprio grazie a queste notazioni di Stefania Parigi, il lettore riesce a entrare in armonia con l’essenza linguistica e compositiva di Accattone che deriva da una concezione pasoliniana secondo cui, come scrive l’autrice, “la lingua del cinema è un’illusione: la proiezione di una filosofia dell’esistenza che si scontra continuamente con i procedimenti costruttivi dell’operazione artistica”.

 

La fase centrale del testo è dedicata alla scomposizione in sequenze di Accattone, procedimento di decodifica del film che evidenzia, secondo Parigi, la presenza di “discontinuità spazio-temporali tali da infrangere la linearità dell’azione, basata su una continuità virtuale del tempo e dello spazio”.

Pier Paolo Pasolini – Accattone è dunque uno studio che non si limita all’interpretazione in chiave filmico/culturale dell’opera. I due cardini sui quali la studiosa ha poggiato la sua architettura critica sono l’evidenziazione di quella rete, neanche tanto nascosta, di relazioni presunte e vere con il cinema che ha preceduto Pasolini (vedi il neorealismo) e anche con le tendenze pittoricistiche del cinema pasoliniano. A ciò si aggiunge la questione dell’uso della lingua e l’approfondimento su diversi fattori della cinematografia pasoliniana e sullo sguardo sul mondo di autore che ha gettato la sua lucida visione dell’umanità e della funzione del cinema oltre la barriera dello spazio-tempo, consegnando tale visione allo spettatore di oggi.

 
© CultFrame 07/2009

 

 

CREDITI

Pier Paolo Pasolini. Accattone / di Stefania Parigi / Lindau, 2008 / Collana Universale Film / 233 pagine / 18,50 euro / ISBN 978-88-7180-756-0 

 

LINK

CULTFRAME. La metafora del paesaggio nel Vangelo secondo Matteo di Pasolini e nelle immagini di Giovanna Gammarota

CULTFRAME. La rabbia di Pasolini. Un film di Giuseppe Bertolucci (da un’idea di Tatti Sanguineti)

CULTFRAME. Pier Paolo Pasolini. La lunga strada di sabbia. Un libro di Philippe Séclier

Filmografia di Pier Paolo Pasolini

Casa Editrice Lindau

 

INDICE DEL LIBRO

Premessa / PIER PAOLO PASOLINI. ACCATTONE / L’incontro con il cinema / Cornici di arte e di vita / Verso un pensiero teorico / Il film / La storia / Le sequenze / La ricerca di un produttore / Il lavoro del regista / L’occhio di Masaccio / Sole e polvere / Angeli, croci e stelle / L’esergo dantesco / Rime e ritorni / La violenza e il sacro / Il rito della morte / La sequenza del sogno / Antologia critica / Bibliografia