The Burning Plain – Il confine della solitudine. Un film di Guillermo Arriaga

guillermo_arriaga-burning_plainPrimo film da regista per lo scrittore e sceneggiatore messicano Guillermo Arriaga, The Burning Plain, è una summa dei suoi temi, quelli che abbiamo già visto ed amato nelle pellicole di Alejandro González Iñárritu, ma soprattutto è un inno alla tragedia greca e contemporaneamente un suo aggiornamento. Senza dimenticare, come succede per ogni regista che ama la sua arte, una riflessione sui due principali componenti del cinema: tempo e spazio. Un camper che brucia da inizio a questa storia fiammeggiante che ricicla moduli della migliore Hollywood classica in una storia di espiazione made in Usa, chiudendo il tutto come se fossimo davvero (e non è il caso di credere il contrario) in un fotoromanzo, dove l’alternanza scenica dei volti dei personaggi appartiene alla migliore tradizione della cultura popolare delle soap televisive. O se preferite seguendo le orme di un Douglas Sirk oppure di Vincent Minnelli, i quali hanno dato il via a un certo tipo di tv. Quattro storie, apparentemente slegate tra loro, ma fortemente incatenate, attraverso lo spazio e il tempo, e attraverso i quattro elementi, fuoco, acqua, terra e aria, già chiave di lettura e filo conduttore di tutto il film. Ma ciò che invece si scopre man mano che gli eventi procedono nella narrazione è che le storie raccontate sono le stesse, ma collocate in tempi diversi e all’interno della prospettiva di ogni singolo protagonista.

Il passato rincorre il presente e il presente sogna il futuro in una maniera esemplare creando un gioco estetico di alto livello ma che riesce a soddisfare un po’ tutti, visto che non nega la possibilità di comprensione anche allo spettatore più disattento.


Da grande maestro della scrittura qual è, Arringa mette in scena conflitti generazionali, amori contrastati, passioni travolgenti, sensi di colpa brucianti, nascita e morte, esattamente come ha fatto con le tre storie che ha concepito per il cinema dell’ormai collega González Iñárritu. E lo fa con la puntualità di un osservatore estremamente interessato: gioca con i suoi personaggi, gioca con genitori e figli lacerati dalla vita, dalle responsabilità, da amori proibiti che divengono bisogni primari e valvole di sfogo verso un’intima utopia di libertà. Gioca ma non ironizza, anzi prende le cose tragicamente sul serio. E poi questa grande quantità di sentimenti che non spaventano ne il neo regista (rischiare il ridicolo era possibile vista lavarne gettata sul fuoco) ma neanche i suoi attori.

Si sa che gli attori americani sono forse i migliori del mondo ma persino loro avrebbero potuto avere problemi con personaggi così al limite della credibilità. Ma da Charlise Theron a Kim Basinger fino a Jennifer Lawrence, Joaquim de Almeida, Danny Pino, tutti hanno dimostrato di avere talento da vendere. E siamo sicuri che il pubblico italiano gradirà.


©CultFrame 11/2008

 

TRAMA

Mariana è una ragazza di 16 anni. Sta cercando di rimettere in sesto le vite dei suoi genitori in una cittadina messicana di confine. Sylvia è una donna di Portland: deve affrontare un’odissea emotiva per cancellare un peccato del suo passato. Gina e Nick formano una coppia alle prese con una relazione clandestina, mentre Maria è una giovane ragazza che cerca di aiutare i suoi genitori a trovare redenzione, perdono e amore.

 

CREDITI

Film: The Burning Plain – Il confine della solitudine / Regia: Guillermo Arriaga / Sceneggiatura: Guillermo Arriaga / Montaggio: Craig Wood / Fotografia: Robert Elswit, John Toll / Scenografia: James Donahue / Musica: Omar Rodriguez-Lopez, Hans Zimmer / Interpreti: Charlize Theron, Kim Basinger, Jennifer Lawrence, José María Yazpik, Joaquim de Almeida, Tessa Ia, Diego J. Torres, Brett Cullen, J.D. Pardo, Fernanda Romero, Danny Pino / Produzione: 2929 Productions, Parkes/MacDonald Productions / Distribuzione: Medusa / Paese: USA, 2008 / Durata: 147 minuti

 

LINK

Filmografia di Guillermo Arriaga

Medusa