Amori che non sanno stare al mondo. Un film di Francesca Comencini

Francesca ComenciniL’amore è un sentimento privato, soggettivo, dai contorni sfocati. Difficilmente è raccontabile con le parole, a meno che non siano maneggiate da grandi poeti, ma con le immagini se ne possono mostrare gli effetti. Cambiamenti profondi, spesso radicali, che, in alcuni casi, riescono a modificare il modo di vedere il mondo e di approcciarsi agli altri.

Gli amori nascono e possono avere una vita lunga e prosperosa. O possono finire, scatenando sentimenti contrastanti: rabbia, frustrazione, risentimento, fino a giungere all’inevitabile accettazione. Per Francesca Comencini, a quanto pare, questa strada non è percorribile.

Nel suo ultimo film, Amori che non sanno stare al mondo, tratto dal suo omonimo romanzo, Claudia e Flavio vivono una relazione travagliata, che nasce e si sviluppa su banali e intollerabili cliché. Claudia è una donna polemica, sempre in lotta con se stessa e con gli altri, un essere umano dalle forti contraddizioni al quale è difficile stare accanto. Ci prova Flavio, un uomo che forse non sa bene che direzione dare alla sua vita ma che, trovandosi vicino a Claudia, dimostra una capacità di tolleranza estrema, la stessa richiesta agli spettatori durante la visione.

Quando arriva l’inevitabile rottura, la regista osserva le due diverse reazioni: mentre Flavio, forse colpito da una crisi di mezza età (se non è banale questo!) comincia una relazione con una ragazza molto più giovane, Claudia è completamente persa. Non riesce ad accettare in modo maturo il suo destino, e insiste nel molestare (perché di questo si tratta) il suo ex compagno che continua, inspiegabilmente, a subire tale comportamento.

Francesca ComenciniSono molte le domande che rimangono senza risposta di fronte a una narrazione ancorata ad altri tempi, a una mentalità che vuole a tutti i costi circoscrivere il sentimento d’amore nel recinto della resistenza a tutti i costi, quasi la scelta di un compagno o una compagna fosse da considerarsi necessariamente definitiva e vincolante. Il rapporto di coppia viene rappresentato come una continua guerra, una battaglia da combattere con ogni arma possibile, non come un percorso di mutua crescita e di giusto compromesso. C’è sempre un vincitore e un vinto, un carnefice e una vittima che in questo caso finiscono per coincidere nel personaggio della protagonista femminile.

Lontano da qualunque forma di pacata, per quanto dolorosa, riflessione, Claudia è l’emblema del disordine che si trasforma in insopportabile isteria. Sempre (troppo) sopra le righe e autoreferenziale, la donna così come descritta dalla Comencini è una persona debole e capricciosa che proclama urlando una ragione che non le appartiene. Vive l’amore come un bisogno che, comunque sia, deve essere soddisfatto, a prescindere dalle esigenze di chi le sta di fronte. È un esempio di umanità che, mai come oggi, va osteggiato e ripudiato, pena una regressione morale e intellettuale tutta al femminile che ormai non è più nemmeno pensabile. Non c’è ironia nel mostrare una donna che si ripiega su se stessa per colpa di un amore finito, una persona che nemmeno per un istante prova a ragionare con consapevolezza e in modo costruttivo guardando avanti. La Comencini mostra impietosamente una completa sconfitta e ci gioca come se ciò dovesse essere la norma, l’elemento scatenante di un sorriso e di un’alzata di spalle che fa commentare: “Beh, le donne sono fatte così”. No, le donne non sono fatte così. E se lo sono dovrebbero seriamente ripensare al loro modo di affrontare la vita. Ed è francamente ingiustificabile che sia proprio una donna a farsi portavoce di un messaggio così profondamente sbagliato che, adesso più che mai, non dovrebbe stare al mondo.

© CultFrame 12/2017

TRAMA
Claudia e Flavio sono due docenti universitari che si innamorano dopo uno scontro intellettuale, ma è solo l’inizio di una lunga battaglia amorosa che li vedrà combattere ognuno con le proprie armi e con le proprie riflessioni, per giungere a una conclusione inevitabile e a un nuovo inizio.


CREDITI

Titolo: Amori che non sanno stare al mondo / Regia: Francesca Comencini / Sceneggiatura: Francesca Comencini, Francesca Manieri, Laura Paolucci / Interpreti: Lucia Mascino, Thomas Trabacchi, Carlotta Natoli, Valentina Bellè, Camilla Semino Favro, Filippo Dini, Iaia Forte / Fotografia: Valerio Azzali / Montaggio: Ilaria Fraioli / Musica: Valerio Vigliar / Scenografia: Paola Riviello / Produzione: Fandango, Rai Cinema / Paese: Italia 2017 / Distribuzione: Warner Bros. / Durata: 92 minuti

SUL WEB
Filmografia di Francesca Comencini
Fandango

Lascia un Commento

Il tuo intervento è importante per noi, assicurati soltanto di rispettare alcune regole sui commenti.

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>