Follia e morte nel gelo di Fargo

Billy Bob Thornton nel ruolo di Lorne Malvo
Billy Bob Thornton nel ruolo di Lorne Malvo

Era il 1996 quando Joel ed Ethan Coen firmavano uno dei loro migliori film: Fargo. Questo lungometraggio si aggiudicò il Premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes e segnò un punto di passaggio fondamentale nella carriera dei due fratelli di St Louis Park (sobborgo di Minneapolis). Fargo, infatti, fu il documento audiovisivo grazie al quale gli autori di Barton Fink misero a punto la loro poetica, sia sotto il profilo contenutistico che sotto quello stilistico.

La vicenda assurda ed estrema di un venditore di automobili del Minnesota che organizza il finto rapimento della propria moglie con due balordi, il tutto per poter ottenere che il suocero paghi un lauto riscatto, fu elaborata da Joel ed Ethan grazie a un impianto visivo in cui l’ambiente giocava un ruolo fondamentale. Fargo era un thriller anomalo, grottesco e paradossale che edificava il suo senso nel gelo straniante di un Nord America popolato da soggetti inquietanti e non molto intelligenti. Perno del racconto, una poliziotta un po’ stralunata ma brillante (l’eccezionale Frances McDormand, moglie di Joel Coen), nonché in stato di gravidanza avanzata, che con determinazione cerca di risolvere il caso.

Ora Fargo (cittadina che si trova in Nord Dakota) è diventato anche una serie tv, attualmente in onda su Sky Atlantic ma già programmata dall’aprile 2014 sulla rete statunitense FX. Coinvolti in questa interessante operazione ancora una volta i fratelli Coen, i quali figurano come produttori esecutivi del progetto (mentre l’ideatore è Noah Hawley).

Del film del ‘96 apparentemente rimane ben poco, anche se come vedremo i contatti profondi con il “film-madre” sono numerosi. Innanzi tutto, l’ambientazione. Il Minnesota è il cuore del racconto. Neve, freddo, nebbia, un territorio ostile all’interno del quale si muovono individui decisamente fuori di testa. Anche quello che sembra il “ più normale” di tutti, Lester Nygaard, in realtà è capace di spaccare a martellate la testa alla petulante moglie e di entrare in un “affare” criminale con un misterioso e minaccioso malavitoso, Lorne Malvo, il quale non si fa scrupolo di uccidere chiunque gli impedisca di portare a termine i suoi diabolici intenti. Anche questa volta, come nel lungometraggio di venti anni fa, si mette sulle loro tracce una poliziotta apparentemente placida, e un po’ svampita, ma estremamente intuitiva e intelligente: Molly Solverson.

Allison Tollman nel ruolo di Molly Solverson
Allison Tollman nel ruolo di Molly Solverson

Ebbene, gli stravaganti fatti narrati nella serie tv Fargo si sono effettivamente verificati proprio nello Stato del Minnesota. Ma l’aspetto più significativo di questa operazione produttiva e creativa non è rintracciabile nella sua adesione al vero, al già avvenuto, quanto piuttosto nel clima delirante e pazzo che caratterizza la storia. Tutto sembra scontato e banale nella cittadina di Bemidij, tutto sembra organizzato secondo i criteri più limpidi del sistema di vita americano. Il fatto è che all’interno di questa architettura esistenziale si annida l’imprevedibile, il demenziale, il paradossale, l’estremo. Le vicende dei protagonisti si evolvono all’interno di una sorta di corto circuito della logica e prendono sentieri narrativi nei quali l’incongruenza regna sovrana. In questa girandola folle dai risvolti horror solo la poliziotta Molly, nella sua pingue semplicità, possiede un barlume di razionalità e di normalità. La sua indagine è chiara, basata sull’analisi di fatti che sembrano incoerenti ma che nascondono una logica perversa, quella del terribile criminale Malvo.

Dunque, a livello espressivo molto si gioca all’interno del triangolo formato dai tre personaggi centrali, i quali sono interpretati da un trio di attori di rara abilità. Martin Freeman è un nevrotico e imbranato Lester Nygaard. Riesce a dipingere con precisione questo “uomo senza qualità” che si butta, suo malgrado, in una questione più grande di lui attraverso una recitazione esagitata e fortemente espressiva. Allison Tollman costruisce il ruolo della poliziotta Molly con una vena umana più delicata ed elegante, quasi malinconica, e proprio grazie ai suoi grandi occhi blu e alle sue guance rosa e paffute si manifesta allo sguardo dello spettatore come un soggetto che basa la sua forza proprio sulla sua presunta fragilità.

Martin Freeman nel ruolo di Lester Nygaard
Martin Freeman nel ruolo di Lester Nygaard

Ma l’autentico genio della serie tv Fargo (prima serie) è senza dubbio Billy Bob Thornton, attore raffinatissimo che ha già recitato per Joel ed Ethan Coen in L’uomo che non c’era (2001) e Prima ti sposo, poi ti rovino (2003). Thornton si è fatto carico di ricoprire la parte più difficile e complessa: Lorne Malvo. La sua recitazione è bloccata ed enigmatica, i suoi sguardi sono totalmente inespressivi e dunque agghiaccianti. La sua figura si posiziona nelle inquadrature come un elemento di angoscia e di terrificante tensione. Basta una sua occhiata per far gelare il sangue alle sue vittime, e di conseguenza anche allo spettatore.

Questi tre personaggi si muovono in una zona di provincia in cui il nulla sembra regnare sovrano e in cui le apparenze nascondono il male: quello oscuro, terribile, irrazionale. Il racconto è a tratti sorprendente e alterna il ghiaccio urticante del crimine all’inutile calore di una società fintamente normale e si evolve per svolte al limite dell’horror. Connotazioni di tipo biblico (le piaghe d’Egitto) e legate a quello che potremmo definire una sorta di acuto pensiero ebraico di fondo (caratteristico di tutto il cinema di Joel ed Ethan Coen) punteggiano in modo sublime tutta la storia.

Fargo avrà anche una seconda stagione e, di fatto, come già annunciato dai produttori sarà un prequel della prima.

© CultFrame 01/2015

CREDITI
Titolo: Fargo (serie I) / Ideatore: Noah Hawley / Produttori esecutivi: Adam Bernstein, Joel Coen, Ethan Coen, Noah Hawley, Warren Littlefield, Geyer Kosinki / Registi: Randal Eeinhorn, Adam Bernstein, Colin Bucksey, Matt Shakman, Scott Winant / Fotografia: Dana Gonzales, Matthew Lloyd, Craig Wrobleski / Montaggio: Skip MacDonald, Bridget Durnford, Regis Kimble, Musiche: Jeff Russo / Casa di produzione: FX Productions, Littlefield Company, MGM Television / Interpreti: Billy Bob Thornton, Martin Freeman, Allison  Tollman, Colin Hanks / Origine: USA / Emittente tv USA: FX / Emittente tv Italia: Sky Atlantic / Episodi: 10 / anno: 2014

SUL WEB
Filmografia di Joel Coen
Filmografia di Ethan Coen

3 commenti

  1. “Ebbene, gli stravaganti fatti narrati nella serie tv Fargo si sono effettivamente verificati proprio nello Stato del Minnesota.”
    Vorrei dire che in realtà, proprio come era nel film dei Coen, l’affermazione che i fatti narrati si sono veramente verificati è un falso voluto proprio dai Coen.

  2. Infatti Andrea, io riporto quanto scritto nei titoli di testa di ogni puntata e non mi domando se sia vero oppure no (neanche mi interessa se sia vero o no…e in fin dei conti mi piace crederci, anche se non ha nessuna importanza). Inf Bisogna, dunque, riportare tutto il brano in cui scrivo subito dopo:
    “Ma l’aspetto più significativo di questa operazione produttiva e creativa non è rintracciabile nella sua adesione al vero, al già avvenuto, quanto piuttosto nel clima delirante e pazzo che caratterizza la storia. Tutto sembra scontato e banale nella cittadina di Bemidij, tutto sembra organizzato secondo i criteri più limpidi del sistema di vita americano. Il fatto è che all’interno di questa architettura esistenziale si annida l’imprevedibile, il demenziale, il paradossale, l’estremo”.

    Si tratta del gioco della finzione e della realtà: cioè ilcinema. Che sia vero o no quello che è scritto nei titoli di testa non riguarda la sostanza dell’operazione.

  3. Salve,
    complimenti per le recensioni che sono interessantissime come peraltro tutto il sito.
    Volevo chiedere solo una cosa : perché i grandi occhi blu manifesterebbero fragilità? Non sarà più una questione di espressione e di interpretazione che una questione di colore?

    Grazie mille

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