Qualcosa nell’aria. Un film di Olivier Assayas

Al di là di ogni valutazione politica, le proteste studentesche del maggio ’68 a Parigi sono state un momento di grande esplosione creativa in cui slogan diventati ormai storici invitavano a vedere il mondo con gli occhi della fantasia al potere, a sollevare l’acciottolato della città per trovare la spiaggia. Après mai si concentra sull’onda lunga di quel movimento e soprattutto di quello spirito creativo, inquadrando le vicende di un gruppo di liceali politicamente e artisticamente impegnati a partire dal 1971. Ciò che interessa principalmente ad Assayas è lo iato tra impegno politico e ricerca artistica.

La scelta di collocare le vicende del film “non lontano da Parigi” e qualche tempo dopo lo storico maggio del 1968, chiarisce la volontà del regista di porsi lateralmente rispetto a tutto ciò che nella scrittura della storia determina una rottura e costituisce perciò un “evento”. Questo non è però sufficiente a evitare di comporre una sorta di spaccato dei primi anni Settanta anche troppo stilizzato attraverso tutta una panoplia di oggetti-simbolo: le copertine degli LP, le molotof, il ciclostile, le droghe, i manifesti e i giornali rivoluzionali contro l’ordine morale e la repressione sessuale. A questo si aggiunge il fatto che Après mai è scritto proprio come un catalogo ridotto di riferimenti storico-culturali: Pascal, Stirner, Marx ed Engels, Makhno, Durruti, Gasoline di Gregory Corso, Gli abiti nuovi del presidente Mao, i Byrds e i Soft Machine, Malevitch e le tessiture di Alighiero Boetti, anarchismo, situazionismo, trotskismo, maoismo, gli autonomi e i cinematografari.

Il lavoro è dedicato a Laurent Perrin, regista alternativo e sceneggiatore con cui negli anni Settanta Assayas ha condiviso le sue prime avventure nel cinema sperimentale in super 8. Allora i cineasti in erba si domandavano come conciliare impegno politico e arte, ponendosi il problema della forma tramite cui mostrare una visione della realtà allo stesso tempo alternativa e ricevibile da un pubblico popolare. Attraverso una regia spesso un po’ troppo televisiva, l’autore intende forse rivolgersi ai ragazzi di allora e a quelli di oggi, per raccontare un’epoca attraverso la sua stessa biografia di militante e artista. In alcune sequenze, per esempio la scena della festa in campagna, è inoltre evidente l’autocitazione, in particolare de L’eau-froide (1994), a cui questo Après Mai fa esplicitamente riferimento.

© CultFrame 09/2012 – 01/2013

 

TRAMA
1971, una cittadina nei pressi di Parigi: sono tempi di impegno politico per un gruppo di ragazzi nel passaggio dalla fine del liceo all’inizio dei vari percorsi di vita adulta. C’è chi viaggia, chi lavora,  chi opta per la formazione accademica. Il protagonista è un giovane pittore appassionato di cinema che in quegli anni si trova alle prese con le difficoltà e le emozioni di una crescita personale e artistica che lo porterà a inserirsi più consapevolmente nel mondo dell’arte.


CREDITI

Titolo: Qualcosa nell’aria / Titolo originale: Après mai / Regia: Olivier Assayas / Sceneggiatura: Olivier Assayas / Fotografia: Eric Gautier / Montaggio: Luc Barnier / Scenografia: François Renaud Labarthe / Interpreti: Clément Métayer, Lola Créton, Félix Armand, Carole Combes, India Menuez / Produzione: MK2 / Distribuzione: Officine blu / Paese: Francia, 2012 / Durata: 122′

LINK
Filmografia di Olivier Assayas
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – Il sito
Officine ubu

1 commenti

  1. Il film di Assayas mi sembra un premonimento di quanto sta succedendo oggi tra gli studenti. Solo che i ragazzi del’70 avevano sogni ed idee, i ragazzini di oggi non sanno neanche perché scendono in piazza. Me lo diceva un diciottenne che studia sul serio e disprezza fortemente questi fgli di papà che hanno tutto e che sono “choosy”. Andate a vedere Apres Mai e capirete che necessita anche prendere i libri in mano, avere dei valori da far fiorire, costruirsi un vero futuro, non solo con i cortei.

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