Moonrise Kingdom. Un film di Wes Anderson

Vi sono registi immediatamente riconoscibili, come Tim Burton ed il suo stile “Halloween”, e come il texano Wes Anderson, maniacale creatore di miniature, di teatrini bidimensionali ed ultrapop. Ma se Burton già da un po’ risulta eccessivamente manierato, la reiterazione stilistica di Anderson mantiene ancora una certa freschezza, pur presentando sempre le stesse tematiche sin dai tempi de I Tenenbaum: famiglie disfunzionali guidate malamente da adulti disperatamente confusi e redente dalla triste saggezza di ragazzini innaturalmente saggi, scenari quasi astratti, ambientazioni teatrali e composizione scenografica curatissima e sfacciatamente artificiale.

Da più di dieci anni Anderson gira sempre lo stesso film, con minime variazioni sul tema, riuscendo però ogni volta a donargli freschezza e stupore. Moonrise Kingdom è esemplare dei vezzi e dei tic del suo autore, le atmosfere rétro, il gusto per i personaggi stralunati, le uniformi degli scout che rendono uguali adulti e bambini, e non solo esteriormente. L’autore si cimenta nel suo pezzo forte: un kammerspiel che buca la quarta parete e fagocita anche le sequenze in esterno, poiché in realtà tutto si svolge su di un’isola, uno spazio circoscritto, un esterno fasullo quanto le quinte di cartapesta del teatrino domestico. La fuga impossibile diviene così metafora dei dolori e della meraviglia del crescere, disperato quanto inutile rifiuto di una maturità incarnata da genitori evanescenti ed infelici, adulti disturbati ed infantili, non a caso accomunati ai ragazzini dalla stessa puerile divisa.
Anderson riesce comunque a frenare l’accumulo un attimo prima che divenga lezioso, anche grazie alla freschezza dei due protagonisti adolescenti, teneri e determinati, circondati da comprimari gustosissimi, a cominciare da un depresso Willis, dal sempre nevrastenico Murray e dalla surreale madre/sergente interpretata dall’ottima McDormand che rappresenta l’omaggio esplicito a quell’ “atmosfera Coen” che si avverte distintamente in questa pellicola.
Ma a compensare il vuoto emozionale tipico delle opere di Anderson, quella sensazione di freddezza intellettuale che pare diluire ogni slancio emotivo in elucubrazioni esistenziali e stilistiche, contribuisce soprattutto la straordinaria colonna sonora di Alexandre Desplat, straordinario nell’utilizzare la destrutturazione musicale di Britten per distruggere e ricomporre il puzzle sentimentale dei personaggi, strumenti solitari che per pochi, preziosi istanti riescono a suonare all’unisono.

© CultFrame 12/2012

 

TRAMA
New England, metà anni ’60: gli adolescenti Sam e Suzy hanno scoperto il primo amore e sono decisi a fuggire insieme. I loro tentativi di fuga porteranno scompiglio nella tranquilla comunità in cui vivono.


CREDITI

Titolo originale: Moonrise Kingdom / Regìa: Wes Anderson / Sceneggiatura: Wes Anderson, Roman Coppola / Fotografia: Robert D. Yeoman / Montaggio: Andrew Weisblum / Scenografia: Adam Stockausen / Musica: Alexandre Desplat / Interpreti principali: Bruce Willis, Edward Norton, Bill Murray, Frances McDormand, Tilda Swinton, Harvey Keitel, Jared Gilman, Kara Hayward/ Produzione: American Empirical Pictures, Indian Paintbrush, Moonrise, Scott Rudin Productions / Distribuzione: Lucky Red / Paese: U.S.A., 2012 / Durata: 94’

LINK
Filmografia di Wes Anderson
Lucky Red