La camera-specchio: il cinema di Françoise Romand. Sottodiciotto Film Festival & Campus. Torino

Françoise Romand. Mix-Up ou Méli-Mélo (1986)
Françoise Romand. Mix-Up ou Méli-Mélo (1986)

Tra gli eventi del ricco programma del Sottodiciotto Film Festival & Campus che si tiene a Torino dal 15 al 22 marzo 2019, si inserisce il cuore de La camera-specchio: il cinema di Françoise Romand, rassegna-omaggio curata dall’Unione culturale Franco Antonicelli e dedicata a una regista francese ancora poco nota in Italia eccetto per una serie di proiezioni ospitate nel 2012 dal Festival Internazionale Cinema e Donne di Firenze.

Dagli anni Ottanta, Romand realizza film indipendenti, ironici e sensibili che oltrepassano i confini tra finzione e documentario per indagare le relazioni, l’identità, il rapporto con il corpo. L’omaggio torinese è partito a inizio marzo con la proiezione di Appellez-moi Madame (1987) al Divine Queer Film Festival (DQFF). Il film proiettato al DQFF racconta come Jean-Pierre Voidies, poeta e membro della Resistenza contro il nazismo, a più di cinquant’anni e con il sostegno della moglie Huguette, sia divenuto una donna trans, Ovida Delect, poeta e signora elegante impegnata attivamente nella sezione locale del Partito Comunista. Si tratta di un documentario sui generis della durata di cinquanta minuti, prodotto dalla televisione francese in anni in cui il mezzo televisivo forniva ancora relativi margini di creatività e libertà d’espressione.

Come spesso accade nel cinema di Romand, la realtà si fa punto di partenza per un lavoro formale di messa in scena molto puntuale al quale contribuisce lo stesso personaggio narrato. A più di trent’anni di distanza, Appellez-moi Madame si può osservare anche come una testimonianza di linguaggi, valori e mentalità di un contesto storico e geografico (la provincia francese a metà anni Ottanta) in cui ancora non si parlava di transgenderismo; ciononostante, due persone come Ovida e la moglie/compagna Huguette, nate a inizio Novecento e cresciute in contesto rurale, sono riuscite ad abbracciare la fluidità del loro essere e hanno dato forma a una relazione affettiva dirompente rispetto alle norme sociali eterosessuali.

Durante Sottodiciotto Film Festival & Campus, Romand sarà presente a Torino per presentare tre suoi film e incontrare studenti e pubblico: lunedì 18 marzo, alle ore 20,30 al Cinema Massimo – MNC sarà proiettato Mix-Up ou Méli-Mélo (1986), film d’esordio su di un vero caso di scambio in culla avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale in Gran Bretagna. La regista coinvolge le due famiglie in una strana inchiesta il cui scopo è narrare i fatti ma anche rimettere in scena alcuni momenti-chiave nella vita emotiva delle due protagoniste senza mai nascondere la presenza del dispositivo cinematografico e coreografico utilizzato. In un articolo intitolato “La forma conta” (Form counts), Jonathan Rosembaum, uno dei critici che hanno contribuito alla diffusione e al successo internazionale del cinema di Françoise Romand, scrisse di Mix-Up: “come in tutte le migliori opere d’avanguardia, sono necessari dei presupposti formali radicali per portare alla luce contenuti nuovi e radicali”. Il film è infatti un oggetto visivo di grande bellezza formale che gioca con leggerezza e profondità sul tema del doppio, della simmetria e dello scambio: tra passato e presente, tra verità e finzione, tra blu e rosso, tra lingua francese e lingua inglese.

Françoise Romand. Mix-Up ou Méli-Mélo (1986)
Françoise Romand. Mix-Up ou Méli-Mélo (1986)

Durante la stessa serata, al film d’esordio seguirà il lungometraggio più recente di Romand, in anteprima nazionale: Baiser d’encre (2015). In questo caso, i protagonisti sono Ella+Pitr una coppia di artisti murali noti anche con il nome di Papier Paintres che realizza poster di grandi dimensioni dedicati a un’umanità stralunata: l’uomo che allatta, la vecchia arrabbiata, la musicista pudica, Sisifo affaticato. Romand ritrae la coppia e i due figli piccoli alternando interviste, scene di vita quotidiana e sequenze girate in un teatro di posa in cui viene allestito uno spettacolo con attori che incarnano alcuni dei personaggi inventati da Ella+Pitr.

Martedì 19 marzo, alle ore 15,30 al Laboratorio Quazza dell’Università di Torino, la regista terrà una lezione nell’ambito del corso di Giulia Carluccio, preside e docente di Cinema del Corso di Laurea in DAMS. Durante l’incontro, Romand racconterà il proprio percorso e lo sviluppo del suo peculiare linguaggio cinematografico attraverso riferimenti alla storia del documentario, al cinema e alla politica delle donne e delle soggettività GLBTQ.  Alle ore 21 in Unione culturale Franco Antonicelli, sarà proiettato Thème Je (2011) un videodiario in cui la regista racconta con ironia e profondità la storia della sua famiglia, i suoi amori, la sua sessualità, il rapporto con il tempo che passa. Il film è una lettera d’amore alle persone che popolano il suo universo di affetti ma anche al cinema, dai fratelli Lumière ad Agnès Varda.

La retrospettiva si concluderà giovedì 28 marzo alle ore 21, al Centro Studi Sereno Regis nell’ambito della rassegna AffiDarsi a cura dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema, con la proiezione di Si toi aussi tu m’abandonnes (2004), che dà voce alla difficile storia d’adozione in Francia di un ragazzo sudamericano. Il film è stato al centro di un’intricata vicenda di censura da parte dell’emittente televisiva che lo commissionò. A Torino si vedrà il director’s cut. Le proiezioni e gli incontri sono a ingresso libero.

CultFrame 03/2019