CINEMA NEOREALISTA. Lo splendore del vero nell’Italia del dopoguerra. Una mostra al Museo Nazionale del Cinema di Torino

I bambini ci guardano di Vittorio De Sica, Italia, 1943. Una scena del film: al centro, in primo piano, Luciano De Ambrosis (Pricò) Coll. Museo Nazionale del Cinema
I bambini ci guardano di Vittorio De Sica, Italia, 1943. Una scena del film: al centro, in primo piano, Luciano De Ambrosis (Pricò). Coll. Museo Nazionale del Cinema

In concomitanza con l’Expo di Milano, è in programma a Torino un articolato calendario di eventi cinematografici, teatrali, accademici ed espositivi intorno al Neorealismo, un fenomeno artistico riconosciuto in tutto il mondo come italiano, e attraente l’interesse del pubblico internazionale che in questi mesi sta visitando e visiterà il nostro paese.

Nell’ambito di tale progetto, che trova una sua ragion d’essere profonda anche nel fatto che quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della Liberazione e dell’uscita del film fondativo Roma città aperta, il Museo Nazionale del Cinema di Torino dedica al Neorealismo una mostra curata da Alberto Barbera con Grazia Paganelli e Fabio Pezzetti Tonion e inaugurata alla presenza di Silvia d’Amico Benedicò, Sergio Nicolai, Emi De Sica e Renzo Rossellini. Quest’ultimo ha ricordato come secondo suo padre il cinema neorealista fosse nato davanti a un caminetto, nelle lunghe discussioni avute con Visconti quando durante la guerra le due famiglie sfollarono insieme da Roma a Tagliacozzo, in Abruzzo. Lo stesso Rossellini definì come il nuovo sguardo sull’Italia della sua generazione, in opposizione all’estetica del bello dominante fino ad allora, fosse guidato dalla ricerca “dell’utile agli esseri umani”, accompagnata da un empito di rinascita che il figlio Renzo definisce “un urlo di libertà”.

Il cammino della speranza di Pietro Germi, Italia, 1950. Sul set. Foto di Elirio Invernizzi, 1950. Coll. Museo Nazionale del Cinema
Il cammino della speranza di Pietro Germi, Italia, 1950. Sul set. Foto di Elirio Invernizzi, 1950. Coll. Museo Nazionale del Cinema

In effetti, l’immediato dopoguerra fu un periodo particolarissimo e irripetibile per la cultura italiana e l’uscita di Roma città aperta sancì uno spartiacque nel nostro cinema. Come affermò lo scrittore Guido Hess Seborga recensendo Roma città aperta sull’“Avanti!” del 22 novembre 1945: “Questo film non lo potemmo vedere come qualcosa al di fuori della nostra vita. Fece parte di un movimento profondo che tra la gioia delle giornate più luminose, la tristezza per le ingiurie patite, il terrore e il disgusto profondissimi per gli atti di barbarie, s’intensificò e ci diede un nuovo senso della realtà”. Analogamente, anche Alberto Asor Rosa rievocò nel suo L’alba di un mondo nuovo (2002) quell’“esperienza unica nella storia del cinema” di riconoscersi sul grande schermo, di ritrovarsi “a occhi spalancati e a bocca aperta, a vedere che cosa diavolo ci era capitato in quei così vicini mesi terribili”.

Ecco quindi che negli eventi torinesi e nella mostra visitabile alla Mole sino a fine novembre si ritrovano anni decisivi della nostra storia attraverso fotografie, manifesti, documenti e video. Il percorso espositivo si apre nella grande Aula del tempio con un’installazione dotata di tre monitor su cui scorrono gli interventi di registi e intellettuali (da Rossellini a Pasolini, da Moravia a Godard) che raccontano la loro idea del cinema neorealista. Alle sue estremità due nicchie raccontano i prodromi di quel movimento con foto ed estratti da film francesi come Toni (1934) di Jean Renoir o Il porto delle nebbie (1938) di Marcel Carné, per il quale il critico Umberto Barbaro usò il termine Neorealismo “ante litteram”, oltre che di 1860 (1934) e Vecchia guardia (1935) di Blasetti, e di Campo de’ fiori (1943) di Mario Bonnard e Due lettere anonime (1945) di Mario Camerini in cui comparivano Aldo Fabrizi e Anna Magnani.

Germania anno zero di Roberto Rossellini, Italia, 1948. EdmundMoeschke (Edmund). Coll. Museo Nazionale del Cinema
Germania anno zero di Roberto Rossellini, Italia, 1948. EdmundMoeschke (Edmund). Coll. Museo Nazionale del Cinema

Lungo la passerella verticale che si inerpica dentro la Mole si ripercorre con foto e locandine la carriera di Rossellini, a partire dalla sua collaborazione con Francesco De Robertis per La nave bianca (1941) e dalla svolta di Roma città aperta (1945), Paisà (1946) e Germania anno zero (1948) fino a Stromboli (1950) e Viaggio in Italia (1953). Proseguendo, si passa a Visconti, il cui Ossessione (1943) fu definito neorealista dal montatore Mario Serandrei ben prima della fine della guerra, e che poi con La terra trema (1948) e Bellissima (1951) rinnoverà gli stilemi di un genere che era stato ormai riconosciuto in tutto il mondo (si vedano i suoi bellissimi bozzetti per i costumi dell’ultimo film citato).

I maggiori successi internazionali dell’epoca si devono a Vittorio De Sica, con gli Oscar per Sciuscià (1946) e Ladri di biciclette (1948), capace secondo Bazin di realizzare l’“illusione estetica perfetta della realtà”, e del quale troviamo in mostra anche diversi documenti privati, le lettere di complimenti di Soldati, di riconoscenza a Gide, un telegramma di Cocteau che di quel film scrisse su “Le Figaro” nel 1949. Nel seguito, scorrono le immagini e i ricordi delle opere degli anni Quaranta di Lizzani, Lattuada e De Santis, con i fotogrammi inediti (perché censurati) del bagno al fiume delle mondine di Riso amaro (1949). Vi sono poi le nicchie dedicate al documentario (con gli esordi di Antonioni, Zurlini e altri) e agli scrittori de cinema neorealista, che come Amidei e Zavattini, del quale si può vedere il primo copione, intitolato Totò il buono, di Miracolo a Milano (1951).

Achtung! Banditi! di Carlo Lizzani, Italia, 1951. Gina Lollobrigida (Anna). Foto di © Osvaldo Civirani, 1951. Archivio Fotografico della Cineteca Nazionale - Centro Sperimentale di Cinematografia
Achtung! Banditi! di Carlo Lizzani, Italia, 1951. Gina Lollobrigida (Anna). Foto di © Osvaldo Civirani, 1951. Archivio Fotografico della Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia

Le ultime stazioni del lungo percorso sono riservate agli sviluppi degli anni Cinquanta e ai primi film di Germi, Rosi e Maselli, con due finestre sulle eredità del Neorealismo nel cinema mondiale: la prima con un montaggio di film di Bresson, Truffaut, Richardson, Reitz, Cassavetes, Kiarostami e altri debitori dell’estetica neorealista fino a Lav Diaz, la seconda con una serie di video-intervista ad autori quali Tavernier, Reitz, Scorsese, Bertolucci che dichiarano quanto quel cinema li abbia influenzati. La mostra si chiude infine con una piccola biblioteca, quattordici volumi di ritagli e altri materiali documentari ben selezionati (a un primo sguardo sembrano assenti le critiche feroci di Mario Gromo e molti altri ai film di Rosselini e dei suoi colleghi).

In occasione dell’esposizione torinese è stato realizzato anche il catalogo intitolato CINEMA NEOREALISTA. Lo splendore del vero nell’Italia del dopoguerra, edito da Silvana Editoriale, che contiene riproduzioni delle immagini e dei documenti esposti oltre a testi inediti, cronologie e bibliografie. Nel mese di novembre 2015, contestualmente al Convegno internazionale organizzato dall’Università di Torino, il Cinema Massimo ospiterà una rassegna con i film più importanti di quel periodo abbinati a opere più recenti di autori di generazioni e nazionalità differenti che hanno però tratto in vario modo ispirazione dal Neorealismo italiano.

Fino al 13 settembre 2015, è inoltre visitabile a Palazzo Madama la mostra Federico Patellani. Professione Fotoreporter dedicata a uno dei primi fotogiornalisti italiani a ritrarre tanto le contraddizioni dell’Italia del dopoguerra quanto le sue principali personalità artistiche e cinematografiche.

© CultFrame 06/2015

 

INFORMAZIONI
CINEMA NEOREALISTA. Lo splendore del vero nell’Italia del dopoguerra / A cura di Alberto Barbera, con la collaborazione di Grazia Paganelli e Fabio Pezzetti Tonion
Fino al 29 novembre 2015
Museo Nazionale del Cinema / Mole Antonelliana / Via Montebello 20, Torino / Tel. 011.8138560/1
Orario: lunedì, da mercoledì a venerdì, domenica  9.00 – 20.00 / sabato 9.00 – 23.00 / chiuso martedì
Biglietto: intero € 10,00 / ridotto € 8,00

SUL WEB
Museo Nazionale del Cinema, Torino
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