Blue Jasmine. Un film di Woody Allen

Al fan di Allen stremato dalle pessime prove europee, avvilito dall’imbarazzante “vacanza romana”, la sequenza d’apertura di Blue Jasmine non potrà che essere di conforto: l’aereo che solca il cielo è metafora del ritorno in patria, a un cinema più sentito e personale. Ma, sorpresa, il set non è più (Upper)Manhattan con le sue raffinatezze in bianco e nero, ma la west-coast, San Francisco, un altro mondo, un altro tempo.
Dimostrandosi sensibile alla realtà, Allen celebra la morte del proprio cinema e dei suoi eroi alto-borghesi, intellettuali radical-chic in perenne (auto)analisi, signore smilze ed eleganti di ritorno da Cap d’Antibes, boutiques di Madison Avenue e spazi immacolati su Park Avenue, gallerie d’arte e struggenti paesaggi metropolitani: ‘this is the end’ sembra dire Allen, tutto finito, travolto dalla crisi e dalla durezza della quotidianità.

Definire Blue Jasmine “commedia” significa aver visto un altro film, non avere colto l’atmosfera funebre che ammanta la pellicola in cui si aggira la strepitosa Cate Blanchett, eburneo simulacro di un mondo ormai crollato, orfana di un’esistenza dorata e perduta, incapace di affrontare una realtà incomprensibile e dozzinale in cui le persone vestono malissimo e guardano le partite in tivù. Non vi è dolore più grande che rimembrare il passato felice in un presente colmo di angoscia e i flashback dell’esistenza dorata (anzi, placcata poiché fasulla) risultano ancor più strazianti per la fragile protagonista che finisce per rifugiarsi in un castello di menzogne che la condurranno all’ennesima sconfitta.
Nessun happy-end per Allen che l’età rende più empatico nei confronti dei propri personaggi, meno entomologo e più umano, ma pur sempre spietato nel rivelare debolezze e meschinerie di ogni strato sociale, perché se netta è la condanna del finanziere arrogante e senza scrupoli, ugualmente acuto è lo sguardo verso la low-class, volgare certo, ma quantomeno in contatto con la realtà. Così le due sorelle adottive, diverse tra loro oltre ogni dire, condivideranno il medesimo destino di sconfitta: Jasmine il definitivo sgretolarsi dei propri tentativi di rivalsa sociale, la sorella Ginger lo svanire di un breve sogno d’amore e l’umiliante ritorno a una relazione di ripiego.

Rimane da segnalare la straordinaria performance di Cate Blanchett che, da sola, illumina lo schermo di grazia e di follia.

© CultFrame 12/2013

 

TRAMA
Di fronte al fallimento di tutta la sua vita, compreso il suo matrimonio con il ricco uomo d’affari Hal, Jasmine, una donna elegante e mondana newyorkese, decide di trasferirsi nel modesto appartamento della sorella Ginger a San Francisco, per cercare di dare un nuovo senso alla propria vita. Jasmine arriva a San Francisco in uno stato psicologico molto fragile, la sua mente è annebbiata dall’effetto dei cocktail di farmaci antidepressivi. Sebbene sia ancora in grado di mantenere il suo portamento prettamente aristocratico, in verità lo stato emotivo di Jasmine è precario e totalmente instabile, tanto da non poter neanche essere in grado di badare a se stessa.


CREDITI

Titolo: Blue Jasmine / Titolo originale: id. / Regìa: Woody Allen / Sceneggiatura: Woody Allen / Fotografia: Javier Aquirresarobe / Montaggio: Alisa Lepselter / Scenografia: Santo Loquasto / Interpreti principali: Cate Blanchett, Alec Baldwin, Sally Hawkins, Louis C.K., Bobby Cannavale, Andrew Dice Clay, Peter Sarsgaard / Produzione: Perdido Productions / Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia / Paese: U.S.A., 2013 / Durata: 98 minuti

LINK
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Sito ufficiale del film Blue Jasmine di Woody Allen
Filmografia di Woody Allen
Warner Bros. Pictures Italia

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