Incontri di fotografia. L’indagine sulla psiche umana nelle fotografie di Roger Ballen

Presso l’Auditorium del Macro – Museo d’Arte Contemporanea di Roma in via Nizza ha avuto luogo il quarto appuntamento di Incontri di Fotografia a cura di Marco Delogu. Ospite della serata Roger Ballen. Il fotografo americano ha raccontato di fronte a un folto pubblico le principali fasi della sua lunga carriera fotografica che abbraccia un arco temporale di quasi cinquanta anni.

Ballen nasce a New York nel 1950, ed è qui che esordisce come fotografo, tuttavia la sua fama è legata a una città in particolare, Johannesburg, in Sudafrica, dove ha lavorato ininterrottamente per quasi trent’anni.
Il suo lavoro è stato esposto presso importanti istituzioni in tutto il mondo ed è presente in numerose collezioni museali, dal Centre Pompidou di Parigi, al Victoria and Albert Museum di Londra. Con la casa editrice Phaidon Press ha pubblicato tre monografie Outland (2001), Shadow Chamber (2005), e Boarding House (2008) le quali mostrano le evoluzioni del suo stile così come si è andato definendo negli anni.

Ballen si avvicina alla fotografia alla fine degli anni ’60; l’America sta attraversando una grande stagione di utopie e di cambiamenti, sono questi gli anni della radicalizzazione della politica, del movimento per i diritti civili degli afroamericani, del femminismo, della contestazione giovanile contro l’ordine tradizionale che si esprime in una sorta di ribellione di massa dove i desideri dei singoli si esprimono congiuntamente in manifestazioni e movimenti di carattere pubblico. Ma a Ballen non interessa la politica in senso stretto, la sua non vuole essere una fotografia di “impegno civile”, almeno non nei termini in cui essa è stata teorizzata in quello stesso periodo da Cornel Capa che, com’è noto, della concerned photography è stato il più indefesso paladino.  Il suo stile documentaristico sembra risentire piuttosto dell’impronta di una delle fotografe più originali di quegli anni: Diane Arbus. Difatti anche in Ballen, come nella Arbus, è ravvisabile un’istintiva predisposizione a indagare con curiosità chirurgica i recessi più profondi della psiche umana, nonché un’attrazione per l’anormale, l’eccentrico e il perverso. E come la Arbus anche Ballen predilige il medio formato, il bianco e nero e una tecnica di ripresa frontale, dura e oggettiva.

Dopo un lungo viaggio in giro per il mondo Ballen giunge in Sud Africa ed è qui che avviene la maturazione del suo stile divenuto poi inconfondibile. Dei primi anni ’90 è Platteland, un libro fotografico che ritrae il mondo rurale sudafricano con i suoi tratti incancellabili di povertà e misera. I suoi soggetti sono in posa, statici, all’apparenza non c’è dramma; ma da alcuni, seppur pochi, dettagli si possono cogliere i segni tangibili di un mondo squallido, pieno di piccoli dolori e silenziosa disperazione. Nel 2000 avviene la svolta con il libro Outland cui fanno seguito i già citati  Shadow Chamber e Boarding House. Benché rimanga pressoché inalterato il suo interesse a indagare la dimensione esistenziale e psicologica degli emarginati, è ravvisabile un sensibile mutamento di stile. Da adesso in poi Ballen si affranca dalle questioni relative allo statuto della testimonianza fotografica, dunque all’immagine-documento e all’impegno etico della rappresentazione realistica il fotografo preferisce un tipo di “fotografia artistica” in bilico tra astrazione e formalismo. Ballen ritrae ossessivamente interni di case, dove gli animali e le cose non sono meno importanti degli esseri umani che le abitano. Si concentra sui muri, scrostati e pieni di segni grafici: macchie, parole, impronte, linee spezzate, volti disegnati a mano, quasi a voler creare un fitto e intricato universo di simboli. E se è vero che, come dice Marcel Proust, “l’arte è essenzialmente la ricerca di un’espressione simbolica”, allora non c’è dubbio che Ballen sia un artista.

© CultFrame 06/2012

 

IMMAGINI
1 © Roger Ballen. Twirling Wires, 2001 (Shadow Chamber)
2 © Roger Ballen. Dresie and Casie, Twins, Western Transvaal, 1993 (Platteland)
3 © Roger Ballen. Head Inside Shirt, 2001 ( Shadow Chamber)

INFORMAZIONI
Incontri di fotografia: Roger Ballen
mercoledì 13 giugno 2012
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma / Via Nizza 138, Roma

LINK
CULTFRAME. Incontri di fotografia. La memoria del mondo nell’opera di Paolo Ventura di Maurizio G. De Bonis
Il sito di Roger Ballen
MACRO –  Museo d’Arte Contemporanea di Roma

 

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