Florence. Un film di Stephen Frears

Stephen FrearsSecondo l’antica regola dell’attrazione degli opposti la mancanza di talento e la fama possono talvolta risultare, sorprendentemente, una coppia ben assortita. Esempio vivente ne fu Florence Foster Jenkins (1868 – 1944) ereditiera e cantante lirica che raggiunse una notevole popolarità nonostante non fosse provvista di qualche, seppur vaga, dote canora. La sua profonda passione per la musica, alla quale si dedicò fin da bambina, fu l’unica ragione di una vita che, benché agiata, non le risparmiò dolori e umiliazioni. Andata in sposa al dottor Frank Thornton Jenkins, che le trasmise la sifilide, divorziò giovanissima e dovette rinunciare alla carriera di pianista proprio a causa della malattia che le procurò gravi lesioni.

Nonostante i problemi di salute e una voce che feriva i timpani, la Jenkins divenne famosa proprio per essere un’artista decisamente anticonvenzionale che suscitava, sì, ilarità ma al tempo stesso incuriosiva il pubblico che la trovava originale e nondimeno “coraggiosa”. Le sue esibizioni erano, di solito, riservate ad una ristretta cerchia di persone e, anche a fronte delle richieste che si facevano sempre più numerose, i suoi recital si svolgevano principalmente nei club e all’annuale ricevimento al Ritz-Carlton di New York, fino a quando, in tarda età, giunse a cantare alla prestigiosa Carnegie Hall.

Un personaggio sui generis quello di Florence la cui incrollabile fede in se stessa, a dispetto dell’assenza di estro, le conferì un’aura leggendaria e ispirò, nel 2015 il bel film Marguerite di Xavier Giannoli e, oggi, il remake di Stephen Frears. Il regista britannico rivisita la storia della cantante e gioca l’asso Meryl Streep che veste i panni (sontuosissimi e ricercati) della protagonista, unita al suo adorato St. Clair Bayfield (Hugh Grant) da un matrimonio bianco.

Stephen Frears

Pur scegliendo un approccio diverso alla storia dell’artista americana, la pellicola di Frears non può sottrarsi al paragone con quella del suo collega francese che, non mancando di sottolineare gli aspetti grotteschi e divertenti dell’avventura artistica della Jenkins (Cahterine Frot), restituiva intatta la profondità dell’anima lacerata di una donna ferita sia nel corpo che nello spirito. L’accuratezza della messa in scena e l’eleganza formale, infatti, non bastano per raccontare l’autentico tormento di Florence che, al di là del successo raggiunto, patì quella pietosa condiscendenza che molti della sua cerchia le riservavano e i cui sorrisi e complimenti erano, in molti casi, pagati in moneta sonante dal suo protettivo marito-manager.

La Streep, con Grant e con il bravo Simon Helbeg (il pianista Cosmé McMoon che accompagnò la Jenkins nei suoi concerti) danno vita a gustosi e divertenti siparietti in cui il talento della grande attrice la fa, come è ovvio, da padrone senza tuttavia arrivare al cuore tormentato del suo personaggio. Si ride certo, e in molti passaggi di gusto, senza tuttavia che si raggiunga un pathos autentico, né che si riveli, dietro gli orpelli dei costumi e gli striduli acuti, la profonda afflizione di questa eccentrica quanto unica artista.

Quel che resta è un’opera gradevole di un regista che non manca di grazia nemmeno nelle sue opere minori, come in questo divertissement di stile e di dilettevole leggiadria.

© CultFrame 10/2016 – 12/2016

TRAMA
New York, anni Quaranta. Florence Foster Jenkins è una ricca ereditiera che cerca di realizzare il suo sogno di divenire cantante. Assolutamente priva di talento e completamente stonata la donna è invece convinta di essere una grande artista. Suo marito e manager St. Clair Bayfield, aristocratico inglese, farà di tutto per assecondare i suoi desideri e tenerla al riparo dalla perfidia delle critiche. Quando Florence decide di cantare alla Carnagie Hall arriva il momento della triste verità alla quale la Jenkins non potrà più sottrarsi.


CREDITI

Titolo: Florence / Titolo originale: Florence Foster Jenkins / Regia: Stephen Frears / Sceneggiatura: Nicholas Martin / Fotografia: Danny Cohen / Montaggio: Valerio Bonelli / Musica: Alexandre Desplat / Costumi: Consolata Boyle / Interpreti: Meryl Streep, Hugh Grant, Simon Helberg, Nina Arianda, Rebecca Ferguson / Produzione: BBC Films, Qwerty Films, Pathé / Distribuzione: Lucky Red / GB, 2016 / Durata: 110 minuti

SUL WEB
Filmografia di Stephen Frears
Festa del Cinema di Roma – Il sito
Lucky Red

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