A Londra la mostra del fotografo americano Saul Leiter

© Saul Leiter. Harlem, 1960. Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York
© Saul Leiter. Harlem, 1960. Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Alla Photographers’ Gallery di Londra è in mostra una retrospettiva su Saul Leiter. La parabola umana, professionale e artistica di questo fotografo, considerato ora come uno dei pionieri del colore, membro, in particolare, di quella Scuola di New York, di cui fanno parte Diane Arbus e Robert Frank, è affascinante.

Abbandonati gli studi teologici, a cui lo aveva indirizzato il padre, Leiter lascia Cleveland e si stabilisce a New York, per dedicarsi all’arte. Alla pittura, che lo appassiona fin da bambino, ma ben presto esclusivamente alla fotografia, come suggeritogli dal pittore e amico Richard Poussette-Dart. I suoi esperimenti con la pellicola a colori per le strade di Manhattan cominciano quasi subito, verso il 1946, ma sono espressioni costrette ai margini, in un’epoca che disdegna il colore (per Walker Evans e Cartier-Bresson il colore è addirittura volgare) e considera la vera fotografia d’arte quella rigorosamente in bianco e nero.
Professionalmente, Leiter avrà successo come fotografo per riviste di moda, lavorando principalmente in bianco e nero e facendo una rapida carriera ad Harper Bazaar, Elle, Esquire e Vogue. Parallelamente, continuerà a vivere nel suo mondo a colori, camminando per le strade di New York, per catturarne i marciapiedi, i caffè, i taxi, le pubblicità, le insegne di barbiere, le prospettive ardite al di là di un ponte o una finestra, e i passanti dietro vetri appannati, sotto un cielo carico di neve.

© Saul Leiter. Postmen, 1952. Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York
© Saul Leiter. Postmen, 1952. Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Le foto di Leiter tendono all’astrazione e risentono dei fenomeni naturali. Pioggia e condensa creano aloni da cui emergono anonimi protagonisti, i toni altisonanti del Kodachrome fanno fiorire le brutture di cemento e asfalto o la monotonia di una neve ormai poltiglia, con le tinte accese di un ombrello rosso, il contrappunto di un taxi giallo, la solarità di un’automobile arancio, Per venti anni Leiter lavora nella moda, con un approccio fresco ed originale, ma è New York la sua musa. Ogni giorno ne percorre le strade, con pazienza e curiosità.

Finalmente, verso la fine della sua vita, critici e curatori si accorgono della sua arte, dedicandogli la dovuta attenzione. La Photographers ‘Gallery racconta il mondo a colori di Leiter, non solo attraverso gli scatti newyorkesi, ma anche la pittura: nudi, quaderni di schizzi e collages di biglietti da visita e fatture coperti da strati di vernice. Ne emerge un uomo schivo, cosciente delle proprie capacità, sebbene disinteressato al successo, sempre alla ricerca di una bellezza assoluta. Una bellezza e una poetica che si nascondono nei vicoli di una città in continuo movimento, appaiono per un attimo, nei riflessi di un vetro sporco, o si perdono nel vortice freddo di una tormenta.

Leiter non può restare contenuto nello scatto monocromo di un bianco e nero, per lui l’arte (e la vita) è colore. È il colore che regala attimi di gioia ad un mondo imperfetto.

© CultFrame 02/2016

 

INFORMAZIONI
Mostra: Saul Leiter
Dal 22 gennaio al 3 aprile 2016
The Photographers’ Gallery / 16-18 Ramillies Street, Londra / +44(020)70879300
Orario: Tutti i giorni 10.00 – 18.00 / giovedì 10.00 – 20.00
Ingresso: intero £3 / ridotto £2.50 / gratuito prima di mezzogiorno

SUL WEB
The Photographers’ Gallery, Londra

 

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