Paul Graham, Films. Un’indagine sulla chimica della fotografia, in mostra a Londra

di Claudia Colia

paul_graham-kodak_vericolor_professional-the_great_north_roadPaul Graham, vincitore del Deutsche Borse Photography Prize 2009, è un’artista autodidatta, prolifico e dall’intenso lirismo, che, in una carriera quasi trentennale, ha saputo regalare infiniti gioielli di reportage sociale e di viaggio, trasudanti pathos, disorientamento e ambiguità, spesso recepiti dalla critica in maniera controversa o con sospetto. Mentre alla Whitechapel Art Gallery il lavoro e le scelte, anche rischiose, di Graham ottengono finalmente il giusto riconoscimento, con una retrospettiva in programma fino al 19 giugno 2011, l’artista espone in questi giorni, alla Anthony Reynolds Gallery, nel cuore di Soho, la sua ultima fatica.

paul_graham-fuji_fujicolor-television_portraitsFilms è un tributo alle qualità materiche della pellicola fotografica, al senso di magia che si esperimenta nel processo di sviluppo e stampa. Lo stesso Graham ha definito questo ultimo lavoro come retrospettiva al negativo della sua attività. Riesaminando e riordinando il corpus delle sue opere, l’artista rivaluta le qualità intrinseche della celluloide, la sostanza fisica delle sue immagini. Scansiona i fotogrammi terminali o non esposti dei negativi, ne ingrandisce la grana, mettendo a fuoco colori ed emulsioni. Il risultato è una complicata ed affascinante serie di lucidissime stampe, in cui la trama di punti, nebulose, filamenti colorati, costituiscono un microcosmo, l’approccio minimalista ai segreti di un procedimento che l’avvento del digitale ha messo in discussione.  I lavori portano sia i titoli delle serie da cui sono estrapolati sia nomi evocativi come Kodacolor, Fujicolor, Tri-X, Kodachrome, Ektacolor, materiali scomparsi o in via di sparizione, vestigia di un’era in cui si aveva un rapporto tattile con l’alchimia di sali ed emulsioni e la struttura stessa della pellicola.

paul_graham-fuji_fujicolor-beyond_caringEsperimentando con l’essenza stessa della fotografia, l’artista prosegue nella sua personale ricerca, nel suo voler investigare la natura del mezzo, la duttilità alla luce, la capacità di fermare l’attimo, coglierne i dettagli. Le stampe  sono incorniciate con lo stesso rispetto e attenzione che sarebbe stato impiegato per le opere da cui sono tratte. Sfilano sulle pareti bianche della galleria come tanti gioielli di luce e colore, nebulose pastello, galassie di filamenti e punti rossi, verdi e blu. Gli ingrandimenti di Graham traducono la perfezione di un mezzo imperfetto, la polvere, i graffi, le macchie, la complicazione di trame granulose, la scientificità esatta di tinte e cristalli.

Films è dunque l’omaggio ad una storia fatta di scienza e magia, alla bellezza intrinseca di frammenti di celluloide e macchie di emulsione, all’avventura di una ricerca personale, in cui la traccia rivela molto di più della visione d’insieme.
Films è anche un libro, progettato da Paul Graham e pubblicato da Mack Books.

© CultFrame 05/2011

IMMAGINI

1 Kodak Vericolor Professional Type S 160ASA, A1 – The Great North Road 1982, 2011.  Kodak Vericolor Professional Type S 160asa, A1 – The Great North Road 1982. Pigment ink print. 21 x 28 cm unframed, 57.8 x 49.5 cm framed. Edition of 6 + 2 AP. © the artist, courtesy Anthony Reynolds Gallery, London

2 Fuji Fujicolor HR 400 Television Portraits, 1992, 2011. Fuji Fujicolor HR 400 Television Portraits, 1992. Pigment ink print. 109 x 90 cm unframed, 118.5 x 98.8 cm framed. Edition of 3 – 1 AP. © the artist, courtesy Anthony Reynolds Gallery, London

3 Fuji Fujicolor HR 400, 400 asa Beyond Caring, 1984, 2011. Pigment ink print. 77 x 58 cm. Edition of 3 + 1 AP. unframed, 85.9 x 66.5 cm framed. © the artist, courtesy Anthony Reynolds Gallery, London

INFORMAZIONI
Paul Graham. Fims
Dal 21 aprile al 4 giugno 2011
Anthony Reynolds Gallery / 60 Great Malborough Street, Londra / Telefono: +44 (0) 439 2201
Orario: martedì sabato 10.00 – 18.00 / Ingresso libero

LINK
Il sito di Paul Graham
Anthony Reynolds Gallery, Londra

Tags: , , , , , ,

Lascia un commento

wenders incontra salgado



Il sale della terra: il docufilm di Wenders pecca di celebrazione (di Maurizio G. De Bonis - Punto di Svista)

[...] si tratta di un’agiografia priva di analisi e di approfondimento che, dunque, pone lo spettatore di fronte a un soggetto praticamente intoccabile. Così, ne Il sale della terra le sublimi e atroci immagini delle miniere d’oro in Brasile (Serra Pelada) finiscono incredibilmente per avere lo stesso valore degli inutili e banali scatti de [...]

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di CultFrame - Arti visive

Archivi