Alice in Wonderland. Un film di Tim Burton

tim_burton-alice_in_wonderland1Oltre la meraviglia, la sopresa… Ancora una volta, Tim Burton crea l’attesa, carica l’aspettativa, ci illude di mostrarci il mondo fantastico al quale le fiabe della nostra infanzia ci avevano abituati e poi ci coglie alla sprovvista, cambia le carte in tavola e tutto diventa diverso e, come sa fare lui, si trasforma in “altro”. Alice non si è sottratta alla sua personalissima rivisitazione e, del resto, come avrebbe potuto? Una ragazzina che precipita nel sottomondo ed incontra incredibili creature come poteva non essere “rivisitata e corretta” dal fervido immaginario di Burton, assiduo frequentatore di universi quantomeno bizzarri?
La “sua”Alice è, prima di tutto, cresciuta; non più bimba catapultata in una dimensione di colorata fantasia ma diciannovenne inquieta che nel giorno del suo (combinato) fidanzamento sceglie di seguire un coniglio nel bosco, piuttosto che recitare la pantomima della giovane chiesta in sposa davanti ad un pubblico ammaestrato di parenti vari. Precipitata in uno strano universo Alice si trova in bilico tra il sogno (o quello che crede tale) e il ricordo, in precario equilibrio tra un ragionevole desiderio di destarsi ed una follia onirica assai più seducente della veglia. Il suo viaggio ha sì, del favoloso ma al tempo stesso si tinge di colori acidi, assume le sfumature dell’inquietudine, viene avvolto da un mantello variopinto che, tuttavia, non basta a celare le paure.

Come già accaduto ne La sposa cadavere, Burton presenta il mondo sotterraneo come un territorio più vitale di quello, di gran lunga più lugubre, del reale ma stavolta, nel Paese delle Meraviglie non ci sono solo fiori parlanti e buffi conigli frettolosi: la Regina Rossa incombe con il suo enorme testone su un regno che si adatta alla difformità della sua sovrana e l’unica guida (e salvezza) in questo dedalo di bizzarrie è un Cappellaio dal cuore grande e la testa matta.  Gli outsider tanto cari a Burton si danno convegno qui, in un sottomondo coloratissimo – e proprio per questo ancora più dark… – dove potrebbero incontrarsi Edward mani di forbice e Willy Wonka, Ichabod Crane e Sweeney Todd. Perché Alice non è tanto diversa da loro. Anche lei (ri)fugge dalle regole sociali, vive l’ansia dell’inadeguatezza e sa cogliere la malinconia negli occhi dell’altro perché è la stessa che vede riflessa nei propri.

tim_burton-alice_in_wonderland2Sotto l’apparenza del fiabesco Burton racconta quella che è, da sempre, la favola meno rassicurante del mondo, narrandola come un’opera al nero, forse la più vicina all’immaginario più puro di Lewis Carroll. La fantasmagoria del colore e del 3D non bastano infatti a fare di Alice in Wonderland un film di mero intrattenimento e pur nella sua veste pop, in una girandola di personaggi che attingono da immagini surrealiste, mostri fantascientifici, illustrazione d’epoca e i classici dei cartoni animati, l’intera storia è attraversata da una vena di struggente malinconia. Ogni attore, ad iniziare dalla protagonista, veste alla perfezione i panni del proprio personaggio aggiungendo tenerezza alla follia (Johnny Depp/Cappellaio Matto), umana mestizia alla crudeltà (Helena Bonham Carter/Regina Rossa) e strategica grazia alla bontà (Anne Hathaway/Regina Bianca). Ciascuno di loro diviene così un tassello che si incastra alla perfezione nel grande puzzle che Burton ha costruito mescolando gli esseri umani alle creature realizzate al computer, per comporre un quadro di grande suggestione dove il confine tra il reale e il fantastico si assottiglia sequenza dopo sequenza.

L’avventura di Alice non rappresenta solo il mutamento della crescita ma a quell’anello che sembra spezzarsi con l’infanzia nel passaggio alla vita adulta vuole invece saldare il ricordo di ciò che un tempo siamo stati: ingenui e un po’ folli come solo i bambini sanno essere. Burton non cerca la consolazione della favola ma, al contrario, si diverte a sbirciare nelle zone d’ombra e nel territorio del cinema, proprio come Alice, esplora curiosando per restiturici, a modo suo, le favole che ha conosciuto. Potrebbero sembrare le stesse che un tempo ci sono appartenute ma filtrate dal suo spirito visionario diventano, ancora una volta, nuove, arcane , misteriose… come nessuno ce le ha mai raccontate.

©CultFrame 03/2010


TRAMA

Alice, orfana di padre, è ora in età da marito. Per far fronte alla difficoltà economiche la madre accetta che la ragazza sposi un ricco quanto sgradevole rampollo ma il giorno del suo fidanzamento ufficiale, per sfuggire al tedio di quelle artificiose cerimonie, Alice si mette ad inseguire un bizzarro coniglio. Precipiterà in un mondo sotterraneo dove vivrà un’incredibile avventura.

CREDITI
Titolo: Alice in Wonderland / Titolo originale: id. / Regia: Tim Burton / Sceneggiatura: Linda Woolverton ispirata ai personaggi di Lewis Carroll / Interpreti: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway, Crispin Glover, Matt Lucas / Montaggio: Chris Lebenzon / Fotografia: Dariusz Wolski / Musica: Danny Elfman /Produzione: Tim Burton, Joe Roth, Richard D. Zanuck, Jennifer Todd, Suzanne Todd / Distribuzione: Walt Disney / Paese: Usa 2010 / Durata: 110 minuti

LINK
Sito ufficiale del film Alice in Wonderland di Tim Burton
Sito italiano del film Alice in Wonderland di Tim Burton
Filmografia di Tim Burton
Walt Disney Studio Motion Pictures

3 commenti

  1. …e ora pare che tocchi alla Bella Addormentata, che scommettiamo sarà un bel cadavere..che bello! W Burton

  2. Ora si parla anche di Burton produttore di “Abraham Lincoln: Vampire Hunter”, una storiaccia da cui chissò cosa di buono potrà uscire, speriamo in bene!
    (oramai all’uscita di un film di un autore la stampa si concentra sempre più sui progetti successivi, o su altre vicende esterne al film…)

  3. Ed ecco l’ultima notizia: Burton girerà una nuova versione de “La famiglia Addams”, naturalmente in 3D! Solo quando il suo ultimo film sarà smontato dalle sale di prima visione, e quasi ci siamo, le agenzie smetteranno di lanciare questi loro stral(c)i…

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