Esercizi per occhi pigri. Mostra dell’artista italo-argentina Mariana Ferratto a Roma

Mariana Ferratto. Dalla serie Esercizi per occhi pigri, Esercizio #8, 2015. Disegno su carta tosa washi intelata, cm 92 x 62. Foto di Giorgio Benni. Courtesy The Gallery Apart, Roma
Mariana Ferratto. Dalla serie Esercizi per occhi pigri, Esercizio #8, 2015. Disegno su carta tosa washi intelata, cm 92 x 62. Foto di Giorgio Benni. Courtesy The Gallery Apart, Roma

Una delle problematiche più rilevanti per le culture in generale è quella dei modelli di riferimento che sono alla base del proprio sviluppo sociale ed economico, e il periodo che stiamo attraversando non ne è immune. Gli effetti della pressione con cui gli attori che a vario titolo determinano tali processi ne riducono ulteriormente la loro varietà, attribuendo con abilità e metodo il successo sociale sull’omologazione a schemi limitati. Una comunicazione specifica, sempre presente e stratificata, si pone come guida di questi modelli contribuendo a porre bene in vista gli esempi a cui fare riferimento: assidua visibilità, dialoghi stereotipati, supremazia dell’individuo, relazioni innocue.

Potremmo individuare molteplici motivi e pretesti per esaminare la questione, ne scegliamo uno che a nostro avviso ne è un riassunto e cioè la responsabilità individuale. “La responsabilità è uno sforzo, la capacità di ricongiungere parti in disgregazione è un requisito per poter contribuire a costruire con giustizia ed equità l’architettura sociale,…”. Questa frase riportata nel comunicato stampa della mostra dal titolo Esercizi per occhi pigri, allestita nello spazio espositivo The Gallery Apart di Roma, ci invita a entrare in profondità all’interno del progetto presentato dell’autrice: Mariana Ferratto.

Effettivamente tutte le opere in mostra sono proposte come un unico percorso interattivo con lo scopo di esercitare la nostra curiosità, spesso ingabbiata da uno sguardo pronto a cogliere solo alcuni aspetti del già visto. Nell’ampia sala, situata al pianterreno della galleria, sono presenti due opere: una è un ciclo di otto disegni su carta poi montati su tela dal titolo Esercizio, numerati da #1 a #8; l’altra è composta da quattro video, in visione su altrettanti schermi, posti come un’unica rappresentazione intitolata Curriculum vitae.

Nei disegni, dalla semplice intuizione di relazione tra due soggetti posti uno vicino all’altro, vi è un’ulteriore possibilità di visualizzazione. Infatti avvicinandosi gradualmente alle opere, a una distanza che varia a seconda della soggettiva percezione dell’osservatore e utilizzando gli effetti di un’alterazione del nostro sistema visivo (ambliopia o occhio pigro), vedremo sovrapporsi le due immagini raffigurate riportando la sensazione che l’una sia all’interno dell’altra.

Nei video, che a una prima e veloce osservazione sembrano raccontare le vicende di quattro personaggi diversi, ci si accorge che in realtà è la stessa persona che offre un compendio delle esistenze di quattro soggetti femminili, ognuna immersa nelle problematiche del ruolo sociale di cui ci vuole informare. Un’ulteriore approfondimento svela che i personaggi interpretati non sono altro che dei ruoli nei quali quotidianamente una stessa persona, a seconda delle situazioni, può trovarsi a recitare.

Mariana Ferratto. Allo specchio, 2015. Video installazione, loop, 00:01:26, ed. 3 + 1 AP. Foto di Giorgio Benni. Courtesy The Gallery Apart, Roma
Mariana Ferratto. Allo specchio, 2015. Video installazione, loop, 00:01:26, ed. 3 + 1 AP. Foto di Giorgio Benni. Courtesy The Gallery Apart, Roma

Nel vano antistante l’accesso alle scale con cui scenderemo al piano espositivo inferiore della galleria, sulla parete di destra, vi è un’opera fotografica dal titolo Marian(n)a, dove sono riprese due donne molto somiglianti tra di loro. Questa immagine, con la sua allusività all’identità delle due persone ritratte (delle quali immaginiamo una sia quella della Ferratto), ci introduce direttamente alle opere esposte nel piano sottostante. L’installazione qui presente è intitolata Allo specchio ed è composta da sei video in cui anche l’aspetto sonoro crea una acustica disomogenea e pertinente al tema. A un primo sguardo i sei personaggi femminili, intenti in ripetitive auto esplorazioni come se fossero davanti a uno specchio, sembrano la stessa persona, ma a una più attenta osservazione si capisce che si tratta di verosimiglianza e non di sosia. Spontaneamente avvertiamo nei loro occhi la richiesta di un riscontro in noi osservatori: la risposta a un’esperienza tutta da condividere.

Con questi esercizi di gioco e di riposizionamento continuo della nostra attenzione su una realtà che crediamo sempre uguale e fine a se stessa, Mariana Ferratto ci invita a ripensarci non come un ‘tutti’ indifferenziato ma come una rete di individui responsabili, le cui singole identità sono in stretta relazione dentro la società in cui vivono ed elaborano le proprie esistenze.

L’artista, italo-argentina, vive e lavora a Roma dove è nata nel 1979. Ha al suo attivo diverse partecipazioni a mostre sia collettive che personali, tra le quali: nel 2014 Exodus, Museo de las migraciones a Montevideo in Uruguay; Lingua Mamma, con Sara Basta, al MAXXI Base di Roma nel 2013.

© CultFrame – Punto di Svista 03/2015

INFORMAZIONI
Mariana Ferratto. Esercizi per occhi pigri
The Gallery Apart / Via Francesco Negri 43, Roma / Telefono: 06.68809863 / info@thegalleryapart.it
Dal 13 febbraio all’11 aprile 2015
Orario: martedì – sabato 15.00 – 19.00 e su appuntamento

SUL WEB
The Gallery Apart, Roma