3 Dreams of Black. Videoclip interattivo di Danger Mouse & Daniele Luppi diretto da Chris Milk

di Antonio Laudazi

A ben vedere, una piccola rivoluzione. Esperienza affascinante dalle fattezze sbozzate. Sorta di prototipo la cui parzialità appare evidentemente finalizzata a rivelarne la struttura, i meccanismi, l’organismo sotto l’epidermide.

Con 3 Dreams Of Black, il videoclip, da sempre luogo di azzardi linguistici da parte di autori e registi, aggiorna il proprio status di piattaforma libera, e lo fa in nome di un’inedita ed estremizzata contaminazione visuale, aggiungendo l’ulteriore tassello della interattività. Un nuovo e affascinante grado zero nel quale una creatività incondizionata possa usufruire di possibilità tecnologico-formali in continua evoluzione, punto d’incontro tra prospettive differenti (cinema, musica, video arte, videogame) ma sempre più convergenti verso un pensiero informatico unico e universale. Se cervello umano e computer vanno progressivamente riducendo le distanze, insomma, le nuove derive della comunicazione artistica guardano sempre più alle infinite serie di zeri e uno per ampliare i propri orizzonti espressivi.

Nel dettaglio, si tratta di un film interattivo realizzato dal regista Chris Milk in collaborazione con alcuni sviluppatori Google utilizzando un nuovo protocollo, il WebGL, che permette di elaborare immagini tridimensionali direttamente dal browser Chrome senza l’ausilio di plug-in (anche se è necessaria una scheda video di ottimo livello).
La musica è quella del singolo Black, tratto dall’album Rome, ultimo progetto a firma Brian Burton, aka Danger Mouse, realizzato insieme al compositore (italiano di stanza a Los Angeles) Daniele Luppi. Autore quotato, quest’ultimo, nel campo delle colonne sonore, nonché appassionato propugnatore oltreoceano dei migliori suoni del cinema italiano, da Rota a Morricone a Trovajoli. Tant’è che, se escludiamo le sessioni dei due coprotagonisti di lusso, Jack White e Norah Jones, il disco è stato registrato in Italia – Roma, appunto – da musicisti italiani.

Il produttore statunitense, d’altronde, non è nuovo a operazioni di questo tipo. Se nel precedente Dark Night of The Soul (insieme alla country-folk-rock band Sparklehorse) aveva affidato niente meno che a David Lynch la parte grafica e visuale che accompagna e completa il progetto, oggi pensa ancora più in grande e mira a reinventare il videoclip.

Per cominciare, non sembri casuale la scelta di intitolarlo diversamente dal brano, poiché del brano non è solo espressione o rappresentazione, ma sviluppo, superamento, espansione. Sono infatti tre i sogni di quello stesso “nero”, tanti quante le tecniche grafiche utilizzate, che si susseguono destabilizzando (prima) e incantando (poi) lo spettatore/protagonista. Protagonista, già, perché il film offre una visuale in prima persona (nonostante alcune incertezze) di derivazione videoludica, e la possibilità di guardarsi letteralmente intorno spostando il cursore del mouse, mano a mano che le scene scorrono in questa sorta di viaggio attraverso memorie cinematografiche filtrate dalle imprevedibili e lisergiche contingenze del sogno.
La musica – una raffinata ma tutto sommato ordinaria variazione su temi folk-blues-rock, arricchita da sontuose orchestrazioni di celluloide e con una Miss. Jones particolarmente sensuale a fare la differenza – ci guida lungo scenari immaginifici contrastanti. Dall’abitacolo di un’automobile attraversiamo le rovine di una metropoli, viviamo scorci da western post-apocalittico, penetriamo lo spazio e il tempo con la naturale impossibilità propria della fantasia, accompagnati da una scia di animali colorati, piante e strane creature poligonali che sbocciano dalle ambientazioni. E ancora guardiamo i bisonti fuori dal finestrino di un treno lanciato in corsa, fino a sorvolare il deserto, nel cui cielo levitano oggetti inconsueti e metafisici, persistenze di una memoria digitale che sembra voler svelare i propri codici.
Tutto ciò, reso con la cangiante mutevolezza dei continui cambi di tecnica: dalle ricche animazioni in chiave pittorica, passando per scheletriche grafiche poligonali, fino ai fondali renderizzati popolati da forme che esibiscono con orgoglio i propri pixel.

Superate le diffidenze iniziali, la forza espressiva di tanto eclettismo invoglia a riviere la stessa esperienza più volte, merito anche della possibilità che ci è data di decidere la traiettoria del proprio sguardo. Un piccolo enorme gesto che genera emozione, la porta di un mondo che si apre e la elettrizzante sensazione di farne veramente parte.

© CultFrame 11/2011

 

CREDITI
Brano: Black / Artista: Danger Mouse & Daniele Luppi feat, Norah Jones / Regia videoclip: Chris Milk / Album: Rome / Etichetta: EMI Music / Anno: 2011

LINK
3 Dreams of Black – IL VIDEOCLIP INTERATTIVO

 

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