Il viaggio senza direzione di “Strada a doppia corsia” del regista Monte Hellman

Monte Hellman, scomparso recentemente, è sempre stato un “outsider”, anche quando si muoveva all’interno di generi più collaudati come il western: da “emulo del westerner Budd Boetticher” (Dictionnaire du Cinéma, Jacques Lourcelles), con La sparatoria del 1966 e il coevo Le colline blu, oppure con il fantastico L’iguana del 1988 (e persino l’horror, servito con la terza parte di una serie di slasher dedicati alla figura di un Babbo Natale assassino, con Silent Night, Deadly Night 3: Better Watch Out!). In ogni caso non ha mai abbandonato alcune sue caratteristiche di sempre: frammentarietà, tempi dilatati e sviluppo della narrazione attraverso i personaggi piuttosto che attraverso l’azione.

Strada a doppia corsia, in originale Two-Lane Blacktop, prende in esame uno dei generi tipici del cinema americano: il road movie. Ma solo per capovolgerlo come un calzino. E questo capovolgimento si avverte già nei modi: una rotta che va verso Est piuttosto che verso quella collaudata, appunto, verso Ovest e poi una storia ambientata in un’epoca forse a-moralizzata imbevuta di una certa “contro-cultura”.

La storia è presto detta: due giovani vagabondano sulle autostrade del sud-ovest degli USA, partecipando a gare per macchine scassate. Durante questo vagabondaggio incontrano una galleria di personaggi tra cui una ragazza che fa l’amore con entrambi e un vagabondo come loro, ma più vecchio e più ricco, che li sfida a una gara senza regole.

Monte Hellman proveniva dalla mitica Factory di Roger Corman, il produttore-regista più indipendente di sempre. Anche Hellman lavorava, come Corman, “contro”  il cinema industriale hollywoodiano. Ed è cosi che questo viaggio diventa il simbolo, appunto, di un’America che aveva già accantonato il suo sogno. Il viaggio di una generazione in attesa di un cambiamento che non arriva mai. Un paese fermo in una staticità sfiancante che diventa alienazione.

Ci si perde in Strada a doppia corsia, e non si trova mai il sentiero dorato de Il mago di Oz, nonostante i personaggi abbiamo “una magnifica ossessione” nella quale e per la quale esistere.

Il modello corse, auto e sfide, preso in prestito da Gioventù bruciata di Nicholas Ray, serve per definire caratteri ribelli ma perdenti e carismatici nella loro assoluta fragilità. Carisma dovuto moltissimo anche alla presenza degli attori: il cantautore James Taylor, il batterista dei Beach Boys Dennis Wilson ma sopratutto un magnifico Warren Oates, attore molto amato da Sam Peckinpah. Senza dimenticare la sfortunata Laurie Bird, che interpreta la ragazza, anche lei legata al mondo della musica attraverso il suo rapporto con Art Carfunkel, morta suicida a soli 25 anni, dopo aver girato solo 3 film di  cui l’ultimo fu Io e Annie di Woody Allen dove interpretava il ruolo piccolissimo della fiancè di Paul Simon.

Two-Lane Blacktop è stato molto apprezzato al periodo della sua uscita, sopratutto dalla critica del nostro paese. Tanto che Paolo Mereghetti nel suo Dizionario dei film, un bel po’ di anni più tardi, scrive “Senza le ruffianerie di un Easy Rider…. uno spaccato dell’America senza tempo”. Ma il pubblico ha apprezzato poco come per tutto il cinema di questo regista  eclettico.

Il Dvd di Strada a doppia corsia lo potete trovare su Amazon. Esiste sia il dvd che il Blu Ray. Solo in inglese e senza la traccia in italiano ma in compenso il Blu Ray contiene moltissimi extra.

© CultFrame 05/2021

TRAMA
Il Meccanico e il Pilota, a bordo della loro Chevrolet truccata del 1955, percorrono le highways del sud ovest degli Stati Uniti con l’unico scopo di partecipare a gare clandestine. Un giorno incontrano GTO, soprannominato così perché guida una Ferrari Gto, e lo sfidano ad arrivare a Washington mettendo in palio la loro Chevrolet.

CREDITI
Titolo: Strada a doppia corsia / Titolo originale: Two-Lane Blacktop / Regia: Monte Hellman / Sceneggiatura: Rudy Wurlitzer, Will Corry / Fotografia: Jack Deerson / Montaggio:  Monte Hellman / Musica: Billy James / Interpreti: James Taylor, Dennis Wilson, Warren Oates, Harry Dean Stanton, Laurie Bird / Produzione: Michael Laughlin / Anno produzione: 1971 / Paese: Usa / Durata: 103 minuti

SUL WEB
Filmografia di Monte Hellman

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