L’attualità del cinema sperimentale di Hieronim Neumann

Frame del film “Zdarzenie” (The Event) di Hieronim Neumann, 1988

Il canto di un gallo dà inizio a un’assolata giornata qualunque, in una di quelle rassicuranti campagne rurali che pare non siano destinate a cambiare quasi mai, tanto il tempo scorre lentamente.

Si apre così il film del 1988 del regista polacco Hieronim Neumann dal titolo Zdarzenie (The Event), un cortometraggio di circa 10 minuti che ho trovato molto interessante e mi ha stimolato alcune riflessioni a proposito.

Come lascia presagire il titolo del film, improvvisamente, con un impeto incontrollabile, la tranquilla realtà contadina mostrata in apertura viene travolta e stravolta da un “evento” che ne determinerà una drammatica trasformazione: il paesaggio muterà inaspettatamente e l’architettura subirà una vera e propria metamorfosi, ma ciò su cui il regista ci invita a riflettere è il fatto che tali cambiamenti non si accompagneranno a radicali trasformazioni nelle abitudini degli abitanti del villaggio e non porteranno alcun rinnovamento positivo nel loro stile di vita. Anzi in loro, colti del tutto impreparati e incuranti delle avvisaglie sommesse che lasciavano presagire l’imminente catastrofe, ciò che emerge con ancor più evidenza è lo stato di rassegnazione, talvolta di vera e propria ignavia, con cui continuano a condurre le loro vite. Il presunto progresso sociale che ha innescato il processo di cambiamento, è solo un’illusione che non toccherà la sostanza delle cose, ma si limiterà a modellarne la superficie.

Frame del film “Zdarzenie” (The Event) di Hieronim Neumann, 1988

Il contesto in cui si sviluppa il film Zdarzenie è fortemente radicato nella Polonia rurale, investita dall’impatto dello sviluppo socio-economico degli anni ’70-‘80, ma il messaggio che comunica va oltre la dimensione locale per esprimere piuttosto qualcosa di più ampio, di universale come la difficoltà dell’essere umano di reagire prontamente al cambiamento improvviso, l’incapacità di sfruttarlo come momento positivo e propositivo, la tendenza a farsi sopraffare e a vedere come unica vittoria la resistenza allo scossone iniziale. Poi tutto si riassesta, torna la normalità. Alla fine cambia la forma esterna del mondo, ma la natura più intima rimane sempre la stessa.

Un messaggio che ho trovato estremamente attuale, vicino a quanto sta accadendo in questa nostra epoca storica, in cui a livello mondiale siamo stati travolti dalla potenza di un evento che è arrivato prima che riuscissimo ad accorgercene, ci ha sovrastato, ha ribaltato le nostre abitudini senza darci il tempo di comprendere cosa stesse accadendo, ha cambiato il modo di comunicare, di vivere, di convivere, ha cambiato le forme e i materiali; ma così come accade nel film andiamo avanti, con una straordinaria capacità di adattamento, impegnati in una quotidianità asfissiante, nell’inutile tentativo di salvare qualche indispensabile frammento di un mondo vecchio, che già non esiste più mentre ancora lo stiamo vivendo.

Frame del film “Zdarzenie” (The Event) di Hieronim Neumann, 1988

Il film comunica la sua idea in maniera estremamente precisa e raggiunge lo spettatore direttamente, aiutato in questo da effetti tecnici basati su soluzioni innovative, che vanno oltre i confini del genere di animazione, com’è tipico dello stile del regista. Hieronim Neumann, nato nel 1948 a Poznań, è infatti uno dei principali esponenti della Scuola Polacca di Cinema Sperimentale e di Animazione, una realtà estremamente florida che vede il punto di massima notorietà nella figura di Zbigniew Rybczyński, con cui Neumann ha collaborato alla realizzazione del suo film Oh, I Can’t Stop e dalla cui ricerca artistica è stato fortemente influenzato.

Zdarzenie è da considerarsi appunto un film sperimentale in cui sono combinate sapientemente varie tecniche di animazione, da quelle più classiche come il disegno e il ritaglio, a quelle più tecnologiche. Qui, come anche in altri casi della produzione del regista, viene fatto un largo uso di fotografie post-prodotte. D’altronde l’attenzione verso l’animazione delle immagini fotografiche e, in generale, lo stretto rapporto tra fotografia e cinema è rilevante nella produzione di Neumann. Due suoi film sono un omaggio al pioniere della cinematografia Eadweard Muybridge e ne richiamano le opere: Counting Rhyme del 1976 e Zoopraxiscope il suo ultimo film, realizzato nel 2005, che prende il titolo proprio dal nome dello strumento inventato dal fotografo britannico e da lui utilizzato per proiettare le sue opere in movimento.

Frame del film “Block” di Hieronim Neumann, 1982

Accanto a Zdarzenie un altro film di Neumann che ho trovato molto interessante è il cortometraggio di animazione dal titolo Block, realizzato nel 1982, anch’esso fortemente impegnato sul piano sociale. In questo caso l’attenzione del regista si rivolge verso la vita dei blocchi di costruzioni popolari di derivazione sovietica, tematica affrontata più volte nella sua produzione. Il suo sguardo si sofferma su ciò che accade all’interno di ogni singolo appartamento, sui suoi abitanti, sulle abitudini di vita che conducono, per restituirne un quadro in cui è evidente un forte disagio, sia materiale che spirituale, che sfocia in episodi di tensione e angoscia, talvolta in vera e propria tragedia.

Trovo che anche questo lavoro dia allo spettatore la possibilità di una riflessione più ampia, che vada oltre gli angusti alloggi polacchi ed arrivi fino agli ambienti domestici di ognuno di noi. Un invito ad osservare dall’esterno la nostra quotidianità, con gli occhi di un estraneo, soprattutto in un periodo storico come questo durante il quale, forzatamente, abbiamo dovuto confrontarci con gli spazi raccolti tra le mura domestiche che troppo spesso non sono rifugi confortanti, ma si rivelano, piuttosto, scomode gabbie soffocanti.

Frame del film “Block” di Hieronim Neumann, 1982

Neumann osserva il blocco residenziale, caratterizzato dall’assenza di qualità sia architettonica che morale, nella sua complessità, come un corpo multiforme: anche se costituito da tante singole unità abitative separate, è un unico spazio di relazioni, per lo più negate, in cui gli inquilini sono legati indissolubilmente da un rapporto di obbligata convivenza, sebbene ciascun alloggio si rinchiuda sempre dietro l’anonimato e l’indifferenza delle porte d’ingresso.

Anche in questo film è evidente il forte interesse di Neumann per la sperimentazione; la padronanza della tecnica, necessaria per gestire la complessità degli elementi inseriti, vede il ricorso anche all’uso di computer che all’epoca non erano disponibili in Polonia. Grazie a questa sua abilità va oltre la fisicità delle pareti, entra nelle stanze sfondando l’intimità degli inquilini per osservare le loro debolezze e le loro fragilità, spesso invisibili dall’esterno, e rimanda queste realtà come spunti di riflessione per ciascuno di noi, così come dovrebbe fare costantemente la pratica artistica, in qualunque forma si esprima.

© CultFrame 12/2020

Zdarzenie (The Event) di Hieronim Neumann, 1988

Block di Hieronim Neumann, 1982

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