Les Abysses ⋅ Un film di Nico Papatakis

Nei giorni in cui avrebbe dovuto svolgersi il festival di Cannes torniamo a parlare di un autore pressoché ignoto in Italia: il greco-franco-etiope Nico Papatakis. Abbiamo già presentato il suo capolavoro I pastori del disordine ma adesso veniamo a parlare del suo primo film, dal titolo Les Abysses, presentato proprio alla kermesse francese.

Ovviamente, ci sono molti altri motivi per parlare di Papatakis: ex modello per Herbert Hoffmann, tatuatore e fotografo, marito della sublime Anouk Aimée con la quale ha avuto una figlia, la ex modella (ormai anche lei ha 68 anni) Manuela Papatakis; fu anche amante della cantante Nico, la quale ha preso il suo pseudonimo proprio dal nome di Papatakis, produttore del primo film del suo compatriota John Cassavetes Ombre, amico personale di Jean Paul Sartre e di Jean Genet.

Papatakis ha firmato poche opere ma tutte hanno lasciato il segno, soprattutto nei paesi in cui ha scelto di svolgere  la sua attività non solo artistica ma anche politica: Francia e Grecia. Ogni pellicola di Nico è un grido contro ogni totalitarismo sociale o politico. D’altronde nel 1935 aveva combattuto nella guerra contro Mussolini, con gli Abissini, prima di scappare in Grecia.

Les Abysses, ha detto Sartre, “è stata la prima vera tragedia cinematografica”. Tratto da L’affaire Papin, da cui più tardi Sartre avrebbe scritto Le Serve, fu visionato al Festival di Cannes di quell’anno. Risultato? Respinto. Siamo nel 1963, André Malraux, uno degli uomini più vicini a De Gaulle, e all’epoca ministro della cultura, intervenne e Les Abysses entrò nel programma. Pubblico e critica si divisero: ci furono addirittura minacce affinché non fosse assegnato a quest’opera un premio.

L’affaire Papin, e di conseguenza Les Abysses di Papatakis, racconta di due due sorelle che, negli anni ’30, avevano ucciso l’intera famiglia preso la quale prestavano servizio: prima con le mani e poi usando gli utensili della loro cucina per motivi economici. Dopo aver commesso questo crimine efferato si lavarono, si misero i vestiti della loro padrona e si sdraiarono sul letto matrimoniale e poi esclamarono: “Abbiamo finito!”.

Nella versione di Papatakis non c’è spazio per l’ironia geneiana de Le serve, anche se non mancano delle punte di umorismo nero. Il tutto è crudo e maledetto. È il grido di una classe sociale sottomessa, insofferente e soprattutto consapevole della sua incapacità di uscire da un labirinto infernale (la casa); basti pensare alle inquadrature verso l’alto delle scale, scale realizate da una borghesia ipocrita e sfruttatrice.

Papatakis non lascia nessun appiglio allo spettatore e in ciò non c’è nessuna ambiguità alla Buñuel. L’autore stravolge i volti con primissimi piani, allarga la nostra visione svelando tutto il marcio che l’inquadratura può contenere: i muri, il cottage, le stradine, persino la campagna: nulla ha fascino. Così, cucinare delle semplici crêpes diventa un’azione insensata e angosciante.

Papatakis credeva che il cinema fosse quello che succede davanti alla macchina da presa e non dietro. Così, ne Les Abysses è ricaduto, in modo coerente, nel suo stesso dogma: da vero tiranno ha obbligato le sorelle Bergé (anche loro sorelle), che interpretavano le Papin, a non cambiarsi vestiti e a non lavarsi per settimane perseguitandole fuori dal set, creando un subbuglio e una situazione di delirio mai vista.

Sembra che Les Abysses sia un film sull’illusione. Ma se così fosse, allora la verità filmica, che è illusoria per definizione, dove sta? Papatakis non darà risposta su questo se non più tardi, nel suo testamento, ovvero La Fotografia; ma avremmo tempo per parlare anche di questo.

L’opera in questione la potete trovare o in dvd singolo o in cofanetto con altri film di Papatakis (in Francia distribuito dalla Gaumont).

© CultFrame 05/2020

TRAMA
Le sorelle Marie Louise e Michèle lavorano come domestiche nella vecchia villa di monsieur Lapeyre, che non paga loro lo stipendio da più di tre anni. Dopo aver appreso che il loro padrone vuole vendere, vengono colte da crisi isterica ed insultano monsieur Lapeyre. Il padrone le licenzia e quando si presenta un possibile acquirente, è il dramma sanguinolento

CREDITI
Titolo: Les Abysses / Regia: Nico Papatakis/ Sceneggiatura: Jean Vautier, Louis Jouvet / Fotografia: Jean-Michel Boussaguet/ Montaggio: Edwige Bernard/ Musica: Pierre Barbaud / Interpreti: Francine e Colette Bergé, Paul Bonifas, Colette Regis, Pascale de Boysson/ Produzione: Nico Papatakis / Etichetta distributore: Gaumont/ Anno produzione: 1963/ Anno distribuzione: 2011/Durata: 90 minuti

SUL WEB
Filmografia di Nico Papatakis

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