Barbara Steele, angelo e demonio

“Vorrei interpretare Medea” ci ha detto Barbara Steele, a Torino, “ ma forse è troppo tardi”.  Personalmente vorrei assicurarle dopo aver visto Melina Merkouri, non più giovanissima e già malata, interpretare a teatro l’omonimo ruolo penso che si possa fare avanti: lo status ce l’ha.

Barbara Steele dopo alcuni piccoli ruoli nel cinema e alla tv inglese approda in Italia e diventa, grazie a Mario Bava, che lei stessa definisce “un genio alla pari di un Orson Welles”, la protagonista de La Maschera del demonio. Doppio ruolo in un periodo in cui le donne negli horror erano le vittime predestinate e basta.

Non vorrei soffermarmi sul capolavoro di Bava, presente anche nella retrospettiva torinese dal titolo “Si può fare!”, perché lo hanno fatto in tanti. Un bianco e nero sfavillante, effetti artigianali di ottima fattura e soprattutto una storia macabra come non se ne vedevano (ancora) nel cinema italiano.

La carriera nel gotico italiano della Steele da questo punto, siamo nel 1960, data curiosa nascono infatti Psycho, La fontana della vergine (thriller metafisico firmato Bergman) e Peeping Tom, sarà inarrestabile.

L’orribile segreto del Dr. Hichcock e il suo seguito Lo spettro, firmati Riccardo Freda, anche qui con doppio ruolo, Danza macabra e I lunghi capelli della morte di Antonio Margheriti e via via due parto anche per Mario Caiano in Amanti d’oltretomba e una infinità di film evocativi come 5 tombe per un medium, Un angelo per Satana, Black Horror – Le messe nere accanto a Boris Carloff e addirittura The doctor and the devil, curioso horror di Nicholas Ray con  Lawrence Harvey e Geraldine Chaplin, oltre alla Steele, ovviamente. In mezzo a tutto ciò la troviamo nel cast, bellissima, de 8 e mezzo di Fellini e in una serie di scene purtroppo tagliate de Casanova, in una dozzina di commedie. tra cui L’armata Brancaleone di Monicelli, l’horror sublime di Roger Corman Il pozzo e il pendolo, accanto a Vincente Price e all’eclettico John Kerr. Inoltre, un piccolo ruolo ne The She Beast nella parte di una bruttissima strega del geniale Michael Reeves insieme al futuro Santo Ian Olgilvy, l’indipendente e stupendo The Silent Scream di Denny Harris  fino alla serie tv Venti di Guerra.

Barbara Steele

“Ho sempre interpretato donne forti” ci ha detto nell’intervista che abbiamo realizzato. “Ma oggi le donne continuano a soffrire, e sempre a causa degli uomini”. Infatti, anche nel resto della sua carriera la Steele ha sempre interpretato scienziate, donne di ferro, come ne Donne in Gabbia di Jonathan Demme oppure donne bipolare, quasi Medee, come nel recente La stanza delle farfalle di Jonathan Zarantonello. Ma intanto ci ha dato lezioni di cinema di genere lavorando con autori come David Cronemberg (Il demone sotto la pelle) o come Joe Dante (Piranha).

E non mancano i film d’autore nella sua filmografia come I turbamenti del giovane Torless del multi premiato a Cannes Volker Schlöndorff  e persino Pretty Baby di Louis Malle. Ryan Gosling l’ha voluta in poche scene, ancora bellissima, nel suo film del 2014 dal titolo Lost River. Non sarà un caso.

Oggi Barbara Steele sogna il cinema e noi siamo felici di questo. In fondo è stata la prima donna in Italia ad essere angelo e diavolo insieme. E per un paese cattolico non è poco!

© CultFrame 12/2019

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Filmografia di Barbara Steele

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