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	<title>CultFrame - Arti visive &#187; libri arte contemporanea</title>
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		<title>Mai scritti. Racconti, favole, lettere, qualche sogno. Un libro di Massimo Minini</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 09:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diana Marrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE CONTEMPORANEA]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte]]></category>
		<category><![CDATA[Diana Marrone]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Minini]]></category>

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		<description><![CDATA[A chi sarà capitato di frequentare le ultime edizioni di Artissima e Artefiera, si sarà innamorato del suo stand, perdendosi nei racconti brevi e potentissimi che figuravano accanto ad ogni opera esposta. Una poetica del frammento che, silenziosa umile e folgorante, andava informando con una prospettiva inconsueta sulla relazione opera-gallerista-collezione; sull’enorme buco, nero e profano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/massimo_minini-mai_scritti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8271" title="massimo_minini-mai_scritti" src="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/massimo_minini-mai_scritti.jpg" alt="massimo_minini-mai_scritti" width="120" height="180" /></a>A chi sarà capitato di frequentare le ultime edizioni di Artissima e Artefiera, si sarà innamorato del suo stand, perdendosi nei racconti brevi e potentissimi che figuravano accanto ad ogni opera esposta. Una poetica del frammento che, silenziosa umile e folgorante, andava informando con una prospettiva inconsueta sulla relazione opera-gallerista-collezione; sull’enorme buco, nero e profano, da cui escono guizzi, scintille dell’adorazione o del rifiuto. Parliamo di Massimo Minini, gallerista bresciano e del suo raccontare obliquo, mai fuori fuoco, sapiente e leggero al tempo stesso, di una vita spesa per l’arte, con umorismo e passione. La sua. Da quegli stand, di formato così acuto per essere in una fiera, s’intuì la verve narrativa del più famoso “dealer” italiano. Adesso, a confermarcelo caso mai ce ne fosse bisogno, arriva <em>Mai scritti &#8211; Racconti, favole, lettere, qualche sogno</em>, quasi un’antologia di pratiche e segreti di un gallerista italiano che non voleva fare lo scrittore, ma al contempo, fingeva di invidiare altri colleghi (<a href="http://www.cultframe.com/2003/03/chuck-close-daguerreotypes-un-libro-a-cura-di-demetrio-paparoni/">Demetrio Paparoni</a>) alle prese con il loro primo romanzo ed eccolo qui nel cimento della parola scritta.<br />
E’ un libro solo apparentemente perso nelle pieghe di un racconto tassonomico e bizzarro che a tratti si veste da lettera, a tratti da sussurro, a tratti atterra in poesia ironica e notazione di grandi incontri. La tassonomia Minimiana, dovrebbero inventare la categoria (almeno nelle arti) è mai superficiale, mai scontata, mai finalizzata al “rumour” o al “si dice”. E’ un libro, tutto o quasi in prima persona, che stenta a farsi ingabbiare in un genere solo: nato a margine di una feconda attività, è il ritratto di un settore, le arti visive italiane, e quindi un ottimo viatico per chi voglia intraprendere questa professione oggi, ai tempi in cui, per dirla con l’autore, da quando c’è il fax (ora Facebook, Linkedin, gli ftp, i voli low cost) si può vivere e lavorare in qualsiasi centro o città.</p>
<p style="text-align: justify;">Massimo Minini siede nel potente comitato Italiano di selezione per Art Basel ma il libro svela i suoi primi passi milanesi e nel mondo da outsider di razza. A cominciare dalla redazione di Flash Art, dove mosse anche i primi passi nella compravendita di opere. Fino a quando, un avvocato mancato, deciderà di aprire una galleria in una città di provincia, mentre colleziona sapientemente artisti concettuali che il domani gli daran ragione dell’essenza stessa del fare arte: “costruire un archivio, mettere in ordine (sia esso cronologico od altro) è un modo per sistemare, parlando d’altro, la propria esistenza.” Il collezionista Minini si concentra sulla fotografia, e rivela nel libro di aver iniziato grazie ai ritratti di Elisabetta Catalano. In particolare, Minini colleziona fotografia italiana (“ho provato a costruire una collezione di volti d’artista ripresi dai grandi fotografi italiani, quasi un mondo aiutasse l’altro a completarsi.”). Massimo Minini da Pisogne – se nella sovraccoperta del libro svela il cruccio di non essere mai riuscito a far aprire una galleria d’arte moderna nella sua Brescia e a questo punto dispera! – scrive e analizza i rapporti con alcuni dei più grandi del Novecento, sia se essi siano o siano stati suoi artisti sia se li abbia rincorsi per decenni senza ancora esserci riuscito. Tra essi, in ordine autarchico, eccone alcuni: Salvo, Paolini, Buren, Garutti, Boetti, Accardi, Fontana, Lewitt, Feldmann, <a href="http://www.cultframe.com/2007/09/sculture-di-linfa-mostra-di-giuseppe-penone-il-nuovo-padiglione-italiano-52a-esposizione-internazionale-darte-di-venezia/">Penone</a>, Sabrina Mezzaqui, <a href="http://www.cultframe.com/2005/05/beirut-1991-intervista-a-gabriele-basilico-fotografia-festival-internazionale-di-roma-2005/">Basilico</a>, Michael Asher, Paolo Icaro, Anselmo, Ian Wilson, Baj (in una suggestiva lettera di condoglianze indirizzata al suo gallerista, quindi il suo “legato” Giorgio Marconi senior).</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle affollate presentazioni milanese e bresciana dei suoi libri non ha svelato cosa vuole fare “da grande” sebbene abbia sottolineato che recentemente un noto gallerista americano è stato chiamato a dirigere un museo. Nel libro ha appuntato con ironia l’epitaffio che vorrebbe sulla sua tomba, attribuito a Sciascia che a sua volta lo voleva sulla sua: “contraddisse e si contraddisse”. E’ un onore di pochi poterlo fare con leggiadria come lui. E come Sciascia, certo!</p>
<p>©CultFrame 03/2010</p>
<p><span class="rossobold"><br />
CREDITI</span><br />
Titolo: Mai scritti. Racconti, favole, lettere, qualche sogno&#8230; / Autore: Massimo Minini / Editore: La Quadra, 2009 / 185 pagine / Prezzo: 13,00 euro / ISBN 9788895251059</p>
<p><span class="rossobold">LINK</span><br />
<a href="http://www.laquadra.it/editrice/" target="_blank">La Quadra Editrice</a></p>
<p><span class="rossobold"> </span></p>
<p><span class="rossobold"><br />
INDICE</span></p>
<p>Prefazione</p>
<p>Ma chi è Massimo Minini<br />
Da Pisogne a Lovere / Ma chi è Massimo Minini / Pittore delle Eolie / Diciotto anni / Ventidue anni: Giorgione a Castelfranco</p>
<p>Dedicato ad alcuni amici artisti<br />
Just Pottery? / Hans-Peter Feldamnn / Pietra e Albero (Giuseppe Penone) / Sabrina Mezzaqui / Michael Asher / Paolo Icaro / Omaggio indiretto a Giò Ponti e Daniel Buren / Maurizio Donzelli (la macchina del disegno) / Giovanni Anselmo e l’insalata / Baj Baj / Ian Wilson / Giulio Paolini “A porte chiuse” / Kounellis / Una poesia</p>
<p>Saggi o sogni<br />
United Artists of Italy    / Piero Manzoni, Vespasiano Augusto e lo zio Fefè / “Supermarché” / Tiresia delle sette stanze / Per Luciano Pistoi / Il padiglione italiano alla Biennale? / La città dell’arte / La stanza delle meraviglie</p>
<p>Storia dell’arte passata<br />
Johannes Vermeer / Balla, Giacomo / Piero e Foppa prigionieri / Il Trono Ludovisi</p>
<p>Favole per Brescia<br />
Della sineddoche / Pesca miracolosa dei conti / Cantar vittoria / Antigoldiniana / La pensilina di Piazza Rovetta</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Fra le immagini. Fotografia, cinema, video. Un libro di Raymond Bellour</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 09:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio G. De Bonis</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE CONTEMPORANEA]]></category>
		<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[FOTOGRAFIA]]></category>
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		<category><![CDATA[Maurizio G. De Bonis]]></category>
		<category><![CDATA[Raymond Bellour]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni sul cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Il percorso critico/divulgativo e la linea editoriale della nostra rivista stanno a testimoniare come l’impegno principale di CultFrame &#8211; Arti Visive sia quello di abbattere confini e barriere esistenti tra espressioni culturali e linguaggi artistici. Ancor di più, la nostra intenzione è quella di riflettere sui punti di connessione rintracciabili tra cinema, fotografia e videoarte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/rymond_bellour-fra_le_immagini.gif"></a><a href="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/raymond_bellour-fra_le_immagini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7543" title="raymond_bellour-fra_le_immagini" src="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/raymond_bellour-fra_le_immagini.jpg" alt="raymond_bellour-fra_le_immagini" width="138" height="200" /></a>Il percorso critico/divulgativo e la linea editoriale della nostra rivista stanno a testimoniare come l’impegno principale di CultFrame &#8211; Arti Visive sia quello di abbattere confini e barriere esistenti tra espressioni culturali e linguaggi artistici. Ancor di più, la nostra intenzione è quella di riflettere sui punti di connessione rintracciabili tra cinema, fotografia e videoarte, ma anche di far emergere dall’oblio i collegamenti ulteriori che queste discipline hanno con la letteratura e la pittura.<br />
Oggi poi, ragionare criticamente utilizzando il sistema dei compartimenti stagni non ha più senso, visto che la tecnologia digitale ha fatto compiere alla progressione del “super linguaggio meticcio/visuale” del nostro tempo un’accelerazione significativa (ma il processo era già perfettamente attivo nella fase analogica/elettronica).<br />
Ebbene, il nostro approccio teorico affonda le sue radici nel gigantesco e lucido lavoro svolto con certosina attenzione e precisione da uno dei maggiori critici delle arti visive in attività: Raymond Bellour.<br />
Da sempre Bellour svolge una fondamentale azione di esondazione continua del ragionamento sulle espressioni visuali tecnologiche; le sue derive critiche si intrecciano una nelle altre determinando un commistione del pensiero sul cinema, sulla fotografia e sul video con la letteratura, la pittura, la riflessione filosofica, l’approccio semiologico. Entrano in gioco nel suo metodo critico anche altri fattori apparentemente distanti come la televisione, la psicoanalisi, la questione della memoria e i concetti di rappresentazione e realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale complesso mosaico intellettuale è ben delineato nel libro intitolato <em>Fra le immagini</em>, pubblicato da Bruno Mondadori nel 2007 (la prima edizione francese risale al 2002 ed è intitolata <em>L’entre-Images, S.N.E.L.A. &#8211; La Différence</em>).<br />
<em>Fra le immagini</em> è una raccolta di saggi di assoluta rilevanza per chiunque voglia avvicinarsi agli argomenti sopradescritti in maniera non superficiale e non convenzionale.<br />
Bellour compie una specie di viaggio tra i linguaggi visuali soffermandosi proprio in quegli interstizi, in quei luoghi misti e (in)visibili, nei quali le arti visive contemporanee hanno saputo compiere uno scarto realmente sostanzioso. Bellour sfugge alle catalogazioni ferree, si muove con libertà e rigore tra cinema, fotografia e video analizzando con lucidità esemplare i territori meticci nei quali queste discipline si incontrano, si sovrappongono, si fondono.<br />
La relazione tra televisione e espressione video, il problema della riflessione di Marcel Proust sulla fotografia, le imprevedibili connessioni visuali tra <a href="http://www.cultframe.com/2008/10/visioni-interiori-mostra-di-bill-viola/">Bill Viola</a> e Orson Welles, “l’intrusione” della fotografia nel cinema, i concetti di mosso e sequenza nel linguaggio fotografico. Tutti temi centrali che Bellour affronta certamente in chiave del tutto teorica ma anche attraverso una serie impressionante e colta di “pezze d’appoggio” di indiscutibile spessore. Si va dalla regista/videoartista Chantal Ackerman al critico Roland Barthes, dalle visioni di Ingmar Bergman a quelle di Jean-Luc Godard, dal fotografo <a href="http://www.cultframe.com/2002/04/un-americano-a-parigi-incontro-con-william-klein/" target="_self">William Klein</a> agli artisti (video) Woody e Steina Vasulka.</p>
<p style="text-align: justify;">Raymond Bellour sembra saltare di palo in frasca ma in verità non perde mai la direzione del suo discorso, anzi man mano che il suo libro va avanti ci si può accorgere di come lo studioso stia dipanando con incredibile brillantezza e creatività critica la matassa.<br />
Il suo libro impone al lettore la massima attenzione, non perché sia scritto in modo criptico (tutt’altro, anzi la lettura è piacevole), ma solo perché la materia trattata è caratterizzata da quella impalpabilità che contraddistingue le zone di passaggio dei linguaggi espressivi. Allo stesso tempo, però, tali zone rappresentano (forse in modo paradossale) la colonna vertebrale del progresso delle arti visive contemporanee. E Raymond Bellour lo dimostra in maniera inequivocabile.</p>
<p>©CultFrame 12/2009</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color: #c00000;">CREDITI</span></strong><br />
Fra le immagini &#8211; Fotografia, Cinema, Video di Raymond Bellour / Editore: Bruno Mondadori, 2007 / Collana: Sintesi / 389 Pagine / Prezzo: 32,00 euro / ISBN: 9 788842 420255</p>
<p><strong><span style="color: #c00000;">LINK</span></strong><br />
<a href="http://www.puntodisvista.net/2008/12/per-fotografia-liberata-dalle-immagini/" target="_blank"><span style="color: #000000;">Punto di Svista. Per una fotografia liberata dalle immagini</span></a><br />
<a href="http://www.brunomondadori.com/" target="_blank"><span style="color: #000000;">Bruno Mondadori</span></a></p>
<p><strong><span style="color: #c00000;">INDICE<br />
</span></strong>Premessa all’edizione italiana / <em>di Vincenza Costantino e Andrea Lissoni<br />
</em>Nota al secolo<br />
Fra le immagini / L’analisi infiammata / Thierry Kuntzel e il ritorno della scrittura / L’utopia video / Quando la foto del cinema si scrive / Lo spettatore pensoso / La gabella del fantasma / La durata-cristallo / “Moi, je suis une image” / L’interruzione, l’istante / Sei film (di sfuggita) / I bordi della finzione / Fra i corpi / Le immagini del mondo / La memoria che brucia / Il video secondo san Giovanni / L’ultimo uomo in croce / L’arte della dimostrazione / La forma in cui passa il mio sguardo / La lettera dice ancora / Autoritratti<br />
Ringraziamenti, riferimenti bibliografici e crediti fotografici / Note / Indice dei nomi</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Videoclip. Storia del video musicale dal primo film sonoro all’era di YouTube. Un libro di Linda Berton</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 13:17:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alicia M. Huberman</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE CONTEMPORANEA]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Linda Berton]]></category>
		<category><![CDATA[videoclip]]></category>

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		<description><![CDATA[Il termine videoclip è ormai da anni entrato nel linguaggio popolare; i video musicali fanno parte a pieno titolo della programmazione televisiva giornaliera nonché delle politiche di marketing legate alla promozione delle star del pop/rock e della musica leggera; i canali tematici presenti sulle piattaforme satellitari dedicati alla fruizione di videoclip sono numerosi ed è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT"><a href="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/linda_berton-videoclip.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7159" title="linda_berton-videoclip" src="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/linda_berton-videoclip.jpg" alt="linda_berton-videoclip" width="142" height="200" /></a>Il termine videoclip è ormai da anni entrato nel linguaggio popolare; i video musicali fanno parte a pieno titolo della programmazione televisiva giornaliera nonché delle politiche di marketing legate alla promozione delle star del pop/rock e della musica leggera; i canali tematici presenti sulle piattaforme satellitari dedicati alla fruizione di videoclip sono numerosi ed è semplicissimo sul web trovare “filmati musicali” di tutte le maggiori star in attività. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>A livello di comunicazione di massa, dunque, tutto sembra assolutamente normale, addirittura ovvio per i tempi. E ciò ha portato a un abbassamento della guardia da parte di critici, addetti ai lavori e studiosi di massmedia e musica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT">Ma ci sono due corpose questioni da affrontare con puntigliosità. La prima: c’è stato un lungo periodo della storia della musica e dell’evoluzione del linguaggio audiovisivo in cui questo “formato” non esisteva e in cui la connessione tra musica e immagini era fortemente legata al cinema. La seconda: dopo un periodo di grande curiosità gli studiosi di comunicazione audiovisiva sembrano, oggi, meno attenti a questo fenomeno. Probabilmente si sono dimenticati che le maggiori innovazioni nel campo della narrazione per immagini, del montaggio e degli effetti speciali/digitali, sono scaturite proprio da questo settore (ma anche dal mondo degli spot) che, in molte occasioni, ha valicato i confini della pura promozione commerciale per fare delle incursioni, a volte geniali, nel territorio più complesso dell’arte contemporanea.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT">È esattamente per queste motivazioni che ogni nuovo testo che cerca di storicizzare l’arte del videoclip, di fornire informazioni e di compiere annotazioni critiche è essenziale per chi voglia avvicinarsi a questo argomento, i cui risvolti vengono nell’era di Internet e della fruizione iper-tecnologica dati per scontati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT">Videoclip – storia del video musicale dal primo film sonoro all’era di YouTube è dunque un libro che cerca di fornire al lettore numerose nozioni che apparentemente sembrano patrimonio culturale acquisito e che invece molti non conoscono. Autrice del lavoro è Linda Berton, docente di Teoria degli Audiovisivi presso l’Accademia delle Belle Arti di Milano e artefice in passato di laboratori dedicati alla materia in questione organizzati per il DAMS di Bologna.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT">Se si scorre con attenzione l’indice, suddiviso in nove robusti capitoli, ci si può rendere conto dell’importanza di questo volume per chi non è a conoscenza dei processi storici che hanno portato all’affermazione planetaria e industriale del videoclip. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT">La studiosa avvia il suo discorso fin dall’inizio dei rapporti tra cinema e musica, in un periodo in cui la settima arte veniva addirittura definita muta, passando per il musical hollywoodiano (a cominciare da Fred Astaire), la figura di Elvis Presley, i Beatles, l’era rivoluzionaria di Mtv, l’affermazione di grandi autori di videoclip come Michel Gondry, Chris Cunningham e Spike Jonze, per giungere fino alle frontiere attuali collegate a internet.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT">Insomma, si tratta di una lunga cavalcata attraverso la storia degli audiovisivi che permette di avere una visione d’insieme della questione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT">La fruizione di questo libro è scorrevolissima e caratterizzata da un susseguirsi di elementi significativi. Il tono è ovviamente ultradivulgativo, ma ciò aderisce perfettamente allo spirito di questa iniziativa editoriale che consente a chiunque, nell’arco di alcune ore di lettura, di comprendere con estrema facilità meccanismi e motivazioni che hanno portato alla moderna affermazione del video musicale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT">©CultFrame 11/2009</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #c00000; font-size: 10pt;" lang="IT">CREDITI</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Titolo: Videoclip. Storia del video musicale dal primo film sonoro all’era di YouTube / Autore: Linda Berton / Editore: Mondadori / Collana: Piccola Biblioteca Oscar / Anno: 2007 / Pagine: 335 / Prezzo: 8,80 euro</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #c00000; font-size: 10pt;" lang="IT">LINK</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT"><strong><a href="http://www.cultframe.com/2008/10/flashing-lights-videoclip-di-kanye-west/"><span style="color: #000000;">CULTFRAME. Flashing Lights. Videoclip di Kanye West diretto da Spike Jonze</span></a><br />
<a href="http://www.cultframe.com/2002/02/thirty-frames-per-second-the-visionary-art-of-the-music-video-un-libro-di-steven-reiss-e-neil-feinman/"><span style="color: #000000;">CULTFRAME. Thirty Frames per Second. The Visionary Art of the Music Video. Un libro di Steven Reiss e Neil Feinman</span></a><br />
</strong><a href="http://www.mondadori.it/" target="_blank"><span style="color: #000000;">Mondadori</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color: #c00000; font-size: 10pt;" lang="IT">INDICE DEL LIBRO</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0in 0in 0pt;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10pt;" lang="IT"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Introduzione</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Prima di Elvis il nulla</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">I Suoni e immagini: un matrimonio lungo una vita</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Muto un corno / Affari di famiglia: quattro fratelli per il cinema sonoro / “Broadway Goes to Hollywood”: il musical / C’era una volta il nonno del videoclip: i “soundies” / Non solo pizza: L’Italia e il primo video juke-box a colori / Gli anni Sessanta visti e suonati: gli “scopitones”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">L’ultimo treno per Memphis: Elvis Presley e il rock’n roll</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">La Sun Records e la nascita del nuovo sound / Elvis in tv: iconografia di un mito / “Elvis Goes to Hollywood” / Il ritorno in tv di The King: il “Comeback Special” del 1968</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt; mso-ansi-language: EN-US;">Teen-Idols</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt; mso-ansi-language: EN-US;">Teenager: drive-in, junk food e consumer society / Black music vs white music / Teen Moves / </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt; mso-ansi-language: EN-US;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">British Invasion: i Beatles alla conquista dell’America</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Beatlemania / Audience da record: i Beatles all’”Ed Sullivan Show” / I Beatles inventano Mtv / Pionieri della nuova frontiera: i rock musical dei Fab Four</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Il rock in tv prima di Mtv</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Il rock nella tv americana: da “American Bandstand” a “Saturday Night Live” / Il rock nella tv inglese: da “Six Five Special” a “Top of th Pops” / Il rock nella tv italiana: dal Festival di Sanremo a Mtv Italia</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Il rock al cinema: juke-box di celluloide</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Rock per colonna sonora: “Easy Rider” incontra “The Blues Brothers” / Musiche da Oscar / Rock musical / Spaghetti musical: L’Italia dei musicarelli / Opera rock / Rockumentaries: da “Woodstock” a “No Direction Home”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Mtv: il juke-bo globale</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Prima della messa in onda / Era pre-Mtv: i primi videoclip della storia del rock / Nascita del canale tematico: cosa c’entrano i Monkees con Mtv? / Strategie commerciali dei primi anni Ottanta: il format radiofonico applicato alla tv / “Video Killed the Radio Star” / La costruzione del veejay e il “tipical viewer” / Gli accordi con i discografici: tu dai un video a me, io do una hit a te / L’esclusione degli artisti neri da Mtv: il caso Michael Jackson / “In video veritas”: Madonna e la sovraesposizione massmediatica</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">I maestri di oggi: fra video musicali e Hollywood</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Michel Gondry: l’alchimista / Chris Cunningham: tra arte e robotica / Jonathan Glazer: L’esteta / Spike Jonze: L’equilibrista</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Il futuro della musica nell’era di Internet</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Napster Revolution: file sarin e nuovo socialismo musicale (YouTube: il video al popolo / Musica in rete: iTunes e MySpace</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Appendice</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Intervista a Chuck Statler</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT">Bibliografia</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;"><span style="line-height: 115%; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 9pt;" lang="IT"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Alfabeto Esteso / Visibile invisibile. Opere video e ambienti 1995-2008. Due libri di Bianco-Valente</title>
		<link>http://www.cultframe.com/2008/06/alfabeto-esteso-e-visibile-invisibile-opere-video-e-ambienti-1995-2008-due-libri-di-bianco-valente/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 15:27:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio G. De Bonis</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE CONTEMPORANEA]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bianco-Valente]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[libri videoarte]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte italiana]]></category>
		<category><![CDATA[videoartisti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Visibile Invisibile di Bianco-Valente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lavoro di ricerca critica nel campo della videoarte (termine ormai obsoleto, ma comunque utile a livello giornalistico) comporta un continuo monitoraggio che possa consentire una verifica sulle innovazioni espressive e tecnologiche del settore. Il mondo del video è cambiato moltissimo dall’era elettronica, pionieristica e monocanale a quella digitale e collegata al concetto più ampio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><img class="alignleft size-full wp-image-1159" title="bianco_valente-alfabeto_esteso" src="http://wp.cultframe.com/wp-content/uploads/bianco_valente-alfabeto_esteso.jpg" alt="bianco_valente-alfabeto_esteso" width="163" height="200" />Il lavoro di ricerca critica nel campo della videoarte (termine ormai obsoleto, ma comunque utile a livello giornalistico) comporta un continuo monitoraggio che possa consentire una verifica sulle innovazioni espressive e tecnologiche del settore. Il mondo del video è cambiato moltissimo dall’era elettronica, pionieristica e monocanale a quella digitale e collegata al concetto più ampio di installazione ambientale, nonché di fruizione plurima. CultFrame ha avuto sempre un’impostazione precisa, posizionata su una linea editoriale sensibile a ogni innovazione, a ogni tendenza che potesse aggiungere elementi di svolta a una forma espressiva che non rappresenta certamente un linguaggio ma che si concretizza attraverso la concatenazione di linguaggi diversi e l’uso di dispositivi tecnologici. Ebbene, c’è un tempo per le novità e un tempo per fare il punto della situazione, soprattutto in relazione a realtà creative che ormai da diversi anni producono oltre che opere d’arte, anche idee (questione a nostro avviso decisamente più significativa).</span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Prendiamo il caso di <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Bianco-Valente</span>. CultFrame segue questa coppia artistica dal 2002, quando pubblicammo l’articolo intitolato <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Vedere oltre: i video di Bianco-Valente, tra ricerca e poesia</em>. Il rapporto critico-giornalistico tra CultFrame e Bianco-Valente è continuato negli anni: prima con un’interivsta realizzata dalla nostra redattrice <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Diana Marrone</span> nel 2003, poi con un pezzo del 2004 intitolato Bianco-Valente/Mass: Self Organizing Structures e infine con la recensione del dvd <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Video in Italy</em>, al quale i due autori italiani partecipavano con un’opera.</span></span><span class="testo1"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Ci ha sempre interessato del lavoro di Bianco-Valente sia la dimensione umana che quella professionale. Si tratta, infatti, di artisti che hanno scelto di lavorare insieme, essendo insieme anche nella vita. Potrà sembrare una banalissima e superflua notazione biografica ma siamo convinti, invece, che dietro questa organizzazione esistenziale esista un progetto professionale/umano che andrebbe analizzato con molta intensità, nella consapevolezza che creatività-vita quotidiana-progettualità-aspirazioni artistiche/intellettuali siano fattori che contribuiscono in maniera decisiva alla strutturazione di una dimensione espressiva unica, nella quale esperienza concreta e pensiero creativo si mostrano come facce opposte della stessa medaglia: sviluppo in senso filosofico del &#8220;fare/pensare&#8221; insieme. Condividere, può voler dire tutto, anche nell’arte contemporanea. In tal senso, ci sembra che la critica d’arte abbia una sorta di pudore/disprezzo nei confronti dei risvolti umani della creatività e che sia ossessionata dall’oggetto artistico, e dalle sue valenze glamour, piuttosto che dalla curiosità che dovrebbe generare il fenomeno umano, appunto, dell’artista che fa; nel caso di Bianco-Valente della coppia artistica. Più che l’opera in sé, ciò che dovrebbe stimolare il processo critico è il tragitto mentale/manuale che porta dall’idea iniziale alla realizzazione pratica dell’oggetto (…ma questo è un altro discorso)</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Dunque, abbiamo parlato di punto della situazione. In relazione agli autori che citiamo in questo articolo, uno spazio di riflessione non legato solamente all’attualità ce lo forniscono due testi diversi. Si tratta di un piccolo catalogo intitolato <em>Alfabeto Esteso</em>, realizzato in occasione della mostra allestita pressa la Galleria Contemporanea di Mestre (febbraio-marzo 2008) e del libro, più articolato rispetto al precedente, intitolato <em>Visibile Invisibile – Bianco-valente, Opere video e ambienti 1995-2008</em>.</span></span><span class="testo1"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><img class="alignleft size-full wp-image-1160" title="bianco_valente-visibile_invisibile" src="http://wp.cultframe.com/wp-content/uploads/bianco_valente-visibile_invisibile.jpg" alt="bianco_valente-visibile_invisibile" width="151" height="200" />Per quel che riguarda il primo segnaliamo soprattutto l’intervista realizzata da Lelio Aiello, in cui oltre a un attento esame dell’attività artistica di Bianco-valente emergono degli spunti improvvisi che aggiungono complessità al progetto alla base del loro universo poetico. Dice Pino Valente: &#8220;Forse questo è dovuto al fatto di non aver frequentato né l’Istituto d’Arte né l’Accademia, tra virgolette essere un po’ ignoranti forse ti permette di essere anche più libero e il fatto di aver cominciato tardi ci ha permesso di essere più consapevoli sulle cose che facevamo…forse è questo&#8221;. </span></span><span class="testo1"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Dichiarazione significativa che spazza via, fortunatamente, uno dei luoghi comuni più triti, specie in Italia (ma non solo), secondo cui per fare arte si debba uscire necessariamente da studi accademici o da Istituti. La questione della formazione culturale è certamente importante, anche per gli artisti contemporanei, ma andrebbe affermato una volta per tutte che scuole e accademie non danno patenti di creatività, e neanche la capacità di elaborare concetti, semmai semplicemente di conoscerli.</span></span><span class="testo1"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il catalogo <em>Visibile Invisibile</em> è invece un’impresa editoriale più articolata. Presenta quattro diversi saggi critici, un imponente apparato iconografico, un’antologia critica, una biografia e un’interessante bibliografia comprensiva anche dei numerosi articoli su Bianco-Valente apparsi sugli organi di informazione e le riviste specializzate.</span></span><span class="testo1"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">La lettura di questo catalogo è fondamentale per chi voglia accostarsi al lavoro dei due artisti, i quali, in modo personale (almeno nel nostro paese), hanno affrontato la questione centrale riguardante le possibili connessioni tra universo poetico, percezione della realtà, tecnologia e scienza, il tutto attraverso un percorso decisamente non convenzionale.</span></span><span class="testo1"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 06/2008</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CREDITI</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Titolo: Alfabeto Esteso – bianco-valente</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Cura: Riccardo Caldura / Testi: Bianco-Valente, Riccardo Caldura, Lelio Aiello, Luca Farulli, Helga Marsala / Fotografie: Andreea Werner</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Editore: Dario de Bastiani Editore, Vittorio Veneto (TV)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">ISBN: 978-88-8466-125-8</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Titolo: visibile-invisibile &#8211; Bianco-Valente &#8211; Opere video e ambienti 1995-2008</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Cura: Emma Zanella, Vittoria Broggini / Testi: Emma Zanella, Vittoria Broggini, Bruno Di Marino, Elena Volpato</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Editore: Shin factory, Brescia-Parigi</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">35,00 euro</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">ISBN: 978-88-89005-39-2</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.bianco-valente.com/">Il sito di Bianco-Valente</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cultframe.com/2008/06/alfabeto-esteso-e-visibile-invisibile-opere-video-e-ambienti-1995-2008-due-libri-di-bianco-valente/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Videoarte. Un libro di Sylvia Martin</title>
		<link>http://www.cultframe.com/2007/10/videoarte-un-libro-di-sylvia-martin/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Oct 2007 10:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flux Img</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE CONTEMPORANEA]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte]]></category>
		<category><![CDATA[Anri Sala]]></category>
		<category><![CDATA[Bill Viola]]></category>
		<category><![CDATA[Gary Hill]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte contemporanea]]></category>
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		<category><![CDATA[Sylvia Martin]]></category>
		<category><![CDATA[Taschen]]></category>
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		<description><![CDATA[Il termine videoarte è ormai poco indicativo. La sua accezione è multiforme e subisce delle continue mutazioni dalla fine degli anni sessanta, in base all’evoluzione tecnologica soprattutto per quel che riguarda il passaggio dall’elettronica al digitale e le varie forme espositive che via via sono state sperimentate negli anni. Anche dal punto di vista concettuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><img class="alignleft size-full wp-image-1248" title="sylvia_martin-videoarte" src="http://wp.cultframe.com/wp-content/uploads/sylvia_martin-videoarte.jpg" alt="sylvia_martin-videoarte" width="164" height="200" />Il termine videoarte è ormai poco indicativo. La sua accezione è multiforme e subisce delle continue mutazioni dalla fine degli anni sessanta, in base all’evoluzione tecnologica soprattutto per quel che riguarda il passaggio dall’elettronica al digitale e le varie forme espositive che via via sono state sperimentate negli anni. Anche dal punto di vista concettuale la situazione risulta complessa, poiché nell’arco di quaranta anni il senso di un’operazione creativa che prevedeva l’uso di strumentazioni tecnologiche per le riprese, ma anche per la fruizione pubblica, è costantemente stato allargato prendendo a volte direzioni imprevedibili. Ciò che possiamo affermare è come il video sia allo stesso tempo uno strumento linguistico, attraverso il quale si può &#8220;scrivere&#8221; un’opera d’arte, e contemporaneamente un puro supporto tecnico che può essere utilizzato da un autore in funzione della sua poetica espressiva/comunicativa.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">In tal senso, un testo divulgativo in grado di mettere un po’ di ordine in questa materia densa di sfumature può essere utile per mettere a fuoco alcuni passaggi storici e determinati indirizzi creativi che dal coreano Nam June Paik (capostipite dei videortisti) ai più recenti risvolti contemporanei si sono succeduti praticamente senza soluzione di continuità.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Fa dunque al caso nostro il libro intitolato semplicemente <em>Videoarte</em>, pubblicato da <em>Taschen</em>. L’autrice è <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Sylvia Martin</span>, vicedirettore del Kunstmuseen di Krefeld (Germania). La sua impostazione critica appare molto precisa. Dopo un’ampia introduzione di carattere generale in cui viene ripercorsa la storia della videoarte dagli anni sessanta, con deviazioni significative verso argomenti come &#8220;corpo e performance&#8221; e &#8220;l’immagine della donna&#8221;, la studiosa tedesca si concentra su alcune schede monografiche molto interessanti perché chiare, corrette e sintetiche. Si va dall’americano <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Vito Acconci</span> al cinese Yang Fudong (che abbiamo immensamente apprezzato alla Biennale di Venezia tuttora in corso), dall’americano Gary Hill all’iraniana Shirin Neshat, fino alla svizzera <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Pipilotti Rist</span> e all’albanese <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Anri Sala</span>. Non manca ovviamente un capitolo dedicato a Bill Viola, tuttora considerato universalmente come uno dei più importanti esponenti della videoarte contemporanea.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Più che dignitoso l’apparato iconografico, fattore che contribuisce alla buona fattura di questo libro.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 10/2007</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CREDITI</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Titolo: Videoarte / Autore: Sylvia Martin / Editore: Taschen, 2007 / 96 pagine / 7,99 euro / ISBN: </span></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">3-8228-4255-9</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span class="testo1"><strong><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">INDICE</span></strong></span><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
</span><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">immagini in movimento</span></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></p>
<p><span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">MARINA ABRAMOVIC &#8211; Balkan Baroque / VITO ACCONCI &#8211; 3 Adaptation Studies (1. </span></span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US;" lang="EN-US">Blindfolded Catching) / EIJA-LIISA AHTILA &#8211; Talo/The House / DOUG AITKEN &#8211; Electric Earch / OLADELE AJIBOYE BAMGBOYE &#8211; Homeward:Bound / CANDICE BREITZ &#8211; Mother + Father / ROBERT CAHEN &#8211; Sept visions fugitives / PETER CAMPUS &#8211; Three Transitions / DAVID CLAERBOUT &#8211; The Bordeaux Piece / STAN DOUGLAS &#8211; Journey into Fear / VALIE EXPORT &#8211; Schnitte, Elemente der Anschauung / YANG FUDONG &#8211; Lock Again / DOMINIQUE GONZALEX-FORESTER – Sturm / DOUGLAS GORDON &#8211; Twenty Four Hour Psycho / DAN GRAHAM &#8211; Video Piece for Two Glass Office uildings / GARY HILL &#8211; Incidence of Catastrophe / NAN HOOVER – Impression / PIERRE HUYGHE &#8211; Les incivils / JOAN JONAS &#8211; Jones Beach Piece / PAUL MCCARTHY &#8211; Bossy Burger / BJORN MELHUS &#8211; Again &amp; Again / AERNOUT MIK &#8211; Dispersion Room / BRUCE NAUMAN &#8211; Anhro/Socio / SHIRIN NESHAT – Fervor / MARCEL ODENBACH &#8211; The Idea of Africa / TONY OURSLER &#8211; Gataway 2 / NAM JUNE PAIK &#8211; Global Groove / PIPILOTTI RIST &#8211; I&#8217;m Not th Girl Who Misses Much / MARTHA ROSLER &#8211; Born to Be Sold: Martha Rosler Reads the Strange Case of Baby SM / ANRI SALA &#8211; Intervista &#8211; Finding the Words / SMITH/STEWART &#8211; Mouth to Mouth / FIONA TAN &#8211; May You Live in Interesting Times / STEINA E WOODY VASULKA – Home / BILL VIOLA &#8211; I Do Not Know What It Is I Am Like / GILLIAN WEARING &#8211; Broad Street</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US;" lang="EN-US"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.taschen.com/">Il sito dell’editore Taschen</a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
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		<title>Donne d&#8217;arte. Storie e generazioni. Un libro a cura di Maria Antonietta Trasforini</title>
		<link>http://www.cultframe.com/2006/06/donne-darte-storie-e-generazioni-un-libro-a-cura-di-maria-antonietta-trasforini/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Jun 2006 14:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosa Maria Puglisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE CONTEMPORANEA]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Cattani]]></category>
		<category><![CDATA[Donne d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Luisa Lambri]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Antonietta Trasforini]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino a un recente passato solo sporadicamente, e in tono minore, si parla di artiste all’interno di quell’olimpo d’uomini illustri e geni che la storia dell’arte &#8211; quella riconosciuta e dominante &#8211; ci ha tramandato. Solo a partire dal Novecento, infatti, i territori dell’arte cominciano a schiudersi alle donne, le quali tentano di affrancarsi faticosamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/maria_antonietta_trasforini-donne_d_arte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2957" title="maria_antonietta_trasforini-donne_d_arte" src="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/maria_antonietta_trasforini-donne_d_arte.jpg" alt="maria_antonietta_trasforini-donne_d_arte" width="129" height="200" /></a>Fino a un recente passato solo sporadicamente, e in tono minore, si parla di artiste all’interno di quell’olimpo d’uomini illustri e geni che la storia dell’arte &#8211; quella riconosciuta e dominante &#8211; ci ha tramandato. Solo a partire dal Novecento, infatti, i territori dell’arte cominciano a schiudersi alle donne, le quali tentano di affrancarsi faticosamente dal marchio di dilettantismo, spesso apposto al loro lavoro da una critica anch’essa, prima del femminismo, appannaggio del genere maschile.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">A porre rimedio a tale stato di cose facendo luce su &#8220;l’altra metà dell’arte&#8221;, sono intervenute studiose, che hanno dedicato la propria opera dapprima a restituire visibilità a figure femminili misconosciute, in seguito a dar voce alle istanze delle nuove artiste.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">In Italia questi studi hanno avuto alterna fortuna e tutt’oggi stilandone una bibliografia ci si ritrova con un breve elenco, nel quale la più recente acquisizione è &#8220;Donne d’arte. Storie e generazioni&#8221;, edito da <span style="mso-bidi-font-style: italic;">Meltemi</span>.</span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></p>
<p><span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il volume, curato da Maria Antonietta Trasforini, è il risultato di un ciclo di conferenze organizzate fra il 2004 e il 2005 dall’<em>Unione Donne Italiane</em> e dalla <em>Casa delle Donne di Pesaro</em>.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">E’ &#8220;un piccolo ma significativo puzzle&#8221;, forse un po’ discontinuo nel catturare l’attenzione del lettore; i pezzi che connette, scritti da storiche e critiche d’arte, ma anche da artiste, ricompongono per mezzo di una molteplicità &#8220;polifonica&#8221; di prospettive una visione variegata di quello che è l’arte al femminile a partire dal secolo scorso.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">La prima parte del libro si limita a render conto delle principali tappe della conquista da parte delle artiste di un proprio spazio “professionale” inalienabile, lottando contro pregiudizi sociali cui talora esse stesse aderiscono; la seconda è uno spaccato significativo del panorama teorico-artistico al femminile a partire dagli anni Sessanta.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">A differenza di un’analoga raccolta di testi, dal titolo <em>L&#8217;arte delle donne</em>, pubblicata nel 2001 dalla medesima casa editrice e che già beneficiava dell’apporto di alcune delle autrici riproposte in quella attuale, qui non si tratta di fotografia. Almeno non nel suo specifico. Riappare qua e là fra le righe. Come nell’interessantissimo saggio su <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Carla Lonzi</span>, in cui se ne parla come di un elemento che introduce una forte connotazione temporale all’interno di un discorso personale, restando tuttavia mero strumento d’illustrazione. Altrove ritorna, invece, fagocitata nei più complessi discorsi di artiste contemporanee quali <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Luisa Lambri</span> e <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Annalisa Cattani</span>. Del resto, in un contesto come quello dell’arte contemporanea, appare perfettamente naturale e coerente che la fotografia sia considerata alla stregua di una qualsiasi tecnica (come la pittura o la scultura) al servizio della progettualità artistica. Quest’approccio sicuramente accomuna le artiste ai colleghi uomini, laddove altri elementi legati per lo più a sfumature psicologiche &#8211; nelle quali l’educazione parrebbe tuttavia avere un ruolo determinante &#8211; si dimostrano ancora soggetti a connotazioni di genere.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 06/2006</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CREDITI</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Donne d&#8217;arte &#8211; Storie e generazioni / <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">A cura di </span>Maria Antonietta Trasforini / <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Editore: </span>Meltemi, 2006 / 240 pagine / 19,50 euro / <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">ISBN: </span>88-8353-451-4</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.cultframe.com/2001/12/larte-delle-donne-nellitalia-del-novecento-un-libro-a-cura-di-laura-iamurri-e-sabrina-spinazze/"><span style="color: #000000;">CULTFRAME. L’arte delle donne nell’Italia del Novecento. Un libro a cura di Laura Iamurri e Sabrina Spinazzè</span></a></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.meltemieditore.it/"><span style="color: #000000;">Casa editrice Meltemi</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">INDICE DEL LIBRO</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><em><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span class="testo1"><em><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Presentazione /</span></em></span><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Casa delle Donne di Pesaro – Udi</span></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Introduzione / <em>Maria Antonietta Trasforini</em></span></span></p>
<p><span class="testo1"><em><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Parte prima / </span></em></span><span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Storia/storie dell’arte</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">L’artista invisibile. Come il genere ha cambiato la storia dell’arte / <em>Maria Antonietta Trasforini</em></span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Uguali, non discepole. Artiste nel futurismo italiano / <em>Lia Giachero</em></span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Artiste nel Ventennio.Il ruolo dell’associazionismo femminile tra emancipazione e nazionalizzazione / <em>Sabrina Spinazzè</em></span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Figure di artiste nel panorama italiano fra le due guerre / <em>Elena Pontiggia</em></span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Artigiane/artiste-designer &#8220;e&#8221; imprenditrici nel Novecento italiano / <em>Anty Pansera</em></span></span></p>
<p><span class="testo1"><em><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Parte seconda / </span></em></span><span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Arte relazionale e narrazioni</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">&#8220;Un mestiere fasullo&#8221;: note su Autoritratto di Carla Lonzi / <em>Laura Iamurri</em></span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Visioni ravvicinate e spazi della relazione. Artiste italiane a confronto / <em>Emanuela De Cecco</em></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>&#8220;Il lavoro del nostro corpo e l’opera delle nostre mani&#8221;. Intervista all’artista e racconti di ruolo / <em>Giorgina Bertolino</em></span></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Negoziare la distanza. Artiste italiane e arte pubblica / <em>Annalisa Cattani</em></span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Artiste nel contesto. Narrazioni a margine di una mostra / <em>Emanuela De Cecco</em></span></span></p>
<p><span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Bibliografia / Le autrici</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Strati mobili. Video contestuale nell&#8217;Arte e nell&#8217;Architettura. Un libro di Alexandro Ladaga e Silvia Manteiga</title>
		<link>http://www.cultframe.com/2006/04/strati-mobili-libro-alexandro-ladaga-silvia-manteiga/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 20:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alexandro Ladaga - Silvia Manteiga</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE CONTEMPORANEA]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte]]></category>
		<category><![CDATA[Alexandro Ladaga]]></category>
		<category><![CDATA[Elastic Group of Artistic Research]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[MacLuhan]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Manteiga]]></category>
		<category><![CDATA[Steina Vasulka]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Il video rappresenta per l’universo audiovisuale quella rivoluzione che si è verificata negli altri campi artistici agli inizi del Novecento: il romanzo moderno, la musica atonale, l’astrattismo. Il video segna la rivoluzione linguistica e tecnologica del nuovo secolo dal punto di vista creativo, uno sguardo avveniristico nella sua capacità di costruire spazi metaforici; nel suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/alexandro_ladaga-silvia_manteiga-strati_mobili.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5087" title="alexandro_ladaga-silvia_manteiga-strati_mobili" src="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/alexandro_ladaga-silvia_manteiga-strati_mobili.jpg" alt="alexandro_ladaga-silvia_manteiga-strati_mobili" width="120" height="189" /></a>Il video rappresenta per l’universo audiovisuale quella rivoluzione che si è verificata negli altri campi artistici agli inizi del Novecento: il romanzo moderno, la musica atonale, l’astrattismo. Il video segna la rivoluzione linguistica e tecnologica del nuovo secolo dal punto di vista creativo, uno sguardo avveniristico nella sua capacità di costruire spazi metaforici; nel suo agire sulla virtualizzazione del mondo, sulla simulazione di nuovi mondi artificiali. Le nuove tecnologie sono chirurgiche (W. Benjamin, Illuminations), rivelano il mondo sotto nuove prospettive e mutano la percezione dell’osservatore. Lo spazio di contemplazione non è più statico, immobile, materico ma dinamico, frenetico, flessibile.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Per Steina Vasulka, artista precursore della video arte, c’è una visione umana e una visione della macchina. Perché mai noi umani dovremmo sempre cercare di imporre la nostra visione del mondo? Questo pensiero, dall’interno della pratica artistica, unisce la tesi di Benjamin a quella di MacLuhan. MacLuhan, invece che di tecnologia chirurgica, parla di una copartecipazione fisica dei nuovi media, una tecnologia delle protesi, un’estensione elettrica del corpo umano che lo fa diventare un mutante. L’occhio elettronico, la visione espansa ed alterata, postumana, può essere quella del microcosmo della nanotecnologia, o quella opposta della visione satellitare.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">La rivoluzione digitale poi, conduce alla pluralità dei punti di vista in un processo fluido in cui si succedono diversi contesti visivi. “Con la digitalizzazione delle tecnologie di riproduzione del visibile, l’ottica ha ceduto passo alla visione virtuale provocando la generazione di un mondo metavisivo in cui le immagini possono essere state create dal nulla. L’immagine di sintesi digitale è un modello informatico, degli algoritmi che vivono nello spazio fittizio della memoria del computer, la camera del pensiero del grande cervello elettronico. Sono delle computer visions che abitano la camera dell’immaginazione, un non luogo come quello dell’inconscio umano. </span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©Alexandro Ladaga, Silvia Manteiga / Per gentile concessione degli autori e dell’Editore EdilStampa</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Estratto dal libro Strati Mobili – Video contestuale nell’Arte e nell’Architettura / Capitolo 4. La trascendenza dell’immagine elettronica, pagina 22</span></span></p>
<p><span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CultFrame 04/2006</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CREDITI</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-bidi-font-weight: bold;">Titolo: </span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Strati Mobili &#8211; Video contestuale nell&#8217;Arte e nell&#8217;Architettura / <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Autori: </span>Alexandro Ladaga e Silvia Manteiga. Elastic Group of Artistic Research / <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Editore: </span>EdilStampa, 2006 / <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Collana: </span>IT Revolution in Architettura / 96 pagine / <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>14,00 euro / <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">ISBN: </span>88-7864-036-6</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.elasticgroup.com/" target="_blank"><span style="color: #000000;">Elastic Group of Artistic Research di Alexandro Ladaga e Silvia Manteiga</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">INDICE DEL LIBRO</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">1. Antecedenti artistici: la preistoria della civiltà elettronica / 2. La civiltà elettronica / 3. Flusso-Elasticità-Superfici dinamiche / 4. La trascendenza dell’immagine elettronica</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span class="testo1"><em><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">4.1 Video proiezione; video riflessione / 4.1.2 Montaggio e stratificazione dell’immagine in movimento / 4.2 Video metamorfosi: la fluidità dell’immagine elettronica / 4.3 Video utopie / 4.4 Video bytes: moving layers / 4.5 Video City, Amniotic Surface</span></em></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">5. Archeologia video. Dalle origini ai nostri giorni: la video genesi / 6. La nascita dell’Installazione video</span></span><br />
<span class="testo1"><em><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">6.1 La relazione tra dispositivo tecnologico e spazio / 6.2 Videoarchitettare lo spazio: dallo spazio chiuso del monitor allo spazio architettonico</span></em></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">7. Interventi sullo spazio naturale: Land Art &amp; decontestualizzazione del paesaggio / 8. Site specific e arte contestuale / 9. Dallo spazio privato allo spazio urbano: la public art</span></span><br />
<span class="testo1"><em><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">9.1 Dallo public art alla mediapolis: la città elastica / 9.2 Electronic video city / 9.2.1 Akihabara: city video installation / 9.2.2 Vectorial Elevation, Relational Architecture #4 / 9.2.3 Personal Digital Pal, Times Square, New York / 9.2.4 Blinkenlights, Berlino 2001 / 9.2.5 OUT VIDEO, Russia public video art / 9.3 Dalla scenografia rinascimentale alla piazza telematica: la piazza architettonica rivisitata dalla pelle video / 9.3.2 Mind projects: progettualità site specific</span></em></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">10. </span></span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US;" lang="EN-US">Site specific, public art, moving image &amp; new media. Istituzioni e musei</span></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US;" lang="EN-US"><br />
<span class="testo1"><em><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">10.1 inSITE Private Time in Public Space / 10.2 Motion Studios, LMMC Lower Manhattan, programma di residenze artistiche nelle Twin Towers / 10.3 Eyebeam Media Center, New York / 10.4 Creative Time: The 59th Minute. Video Art on the NBC Astrovision by Panasonic in Times Square / 10.5 The Public Art Fund / 10.6 Van Alen Institute: projects in public architecture</span></em></span> / <span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Between the Lines &#8211; Epilogo di V. Trione / Approfondimenti video architettonici</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">11. Art-chitetture: Architetti-installatori / 12. </span></span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Artisti-installatori: dai video antenati ai nostri giorni</span></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Per approfondire: Video Bibliografia e Video-links</span></span><br style="mso-special-character: line-break;" /><br style="mso-special-character: line-break;" /></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il luogo [non] comune. Arte, spazio pubblico ed estetica urbana in Europa. Un libro a cura di Bartolomeo Pietromarchi</title>
		<link>http://www.cultframe.com/2005/11/il-luogo-non-comune-arte-spazio-pubblico-ed-estetica-urbana-in-europa-un-libro-a-cura-di-bartolomeo-pietromarchi/</link>
		<comments>http://www.cultframe.com/2005/11/il-luogo-non-comune-arte-spazio-pubblico-ed-estetica-urbana-in-europa-un-libro-a-cura-di-bartolomeo-pietromarchi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2005 10:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diana Marrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE CONTEMPORANEA]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bartolomeo Pietromarchi]]></category>
		<category><![CDATA[Il luogo (non) comune]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte contemporanea]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il luogo [non] comune. Arte, spazio pubblico ed estetica urbana in Europa&#8221; a cura di Bartolomeo Pietromarchi è un volume sulle pratiche artistiche in spazi pubblici definiti, prendendo a prestito Augè, sempre di più come non luoghi e non tempi. Dall’impeccabile layout grafico, è una ricerca necessaria per urbanisti, filosofi del linguaggio e traduttori. Anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comuni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2904" title="bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comuni" src="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comuni.jpg" alt="bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comuni" width="142" height="200" /></a>&#8220;Il luogo [non] comune. Arte, spazio pubblico ed estetica urbana in Europa&#8221; a cura di Bartolomeo Pietromarchi è un volume sulle pratiche artistiche in spazi pubblici definiti, prendendo a prestito Augè, sempre di più come <em>non luoghi</em> e <em>non tempi</em>. Dall’impeccabile layout grafico, è una ricerca necessaria per urbanisti, filosofi del linguaggio e traduttori. Anche se è un libro attorno all’arte e alle pratiche artistiche che risiedono, sia per volontà dei singoli artisti che per progettazione condivisa, in luoghi pubblici appartenenti al territorio europeo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Mettendo insieme saggi, testi d’artista e report di installazioni &#8211; il volume è il risultato di <em>Trans:it Moving culture Through Europe</em>, un progetto pubblicato nel giugno 2005 in occasione della sua esibizione alla Biennale Arte di Venezia. Contiene scritti, tra gli altri, di Pietromarchi, Hou Hanru, Maria Papadimitriou, Osservatorio Nomade, Oda Projesi, Jeanne Van Heeswijk, Indensitat, Ute Meta Bauer, An architektur, Nuovi Committenti e Nouveaux Commanditaires.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Nuovi Committenti è l’esperienza italiana di quest’ultimo. E’ promossa da Fondazione Olivetti ed indaga la prospettiva, la commissione e la produzione di arte pubblica sollecitata e richiesta, per fini particolari e profondamente legati ad esperienze o storie degli spazi a cui si riferisce, dagli stessi fruitori dell’opera. Il progetto d’arte, così come la relazione artista/luogo e progetto è facilitata dall’intervento costruttivo di mediatori (terzi soggetti tra l’artista, il luogo prescelto ed il pubblico <em>committente</em>).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2905" title="bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune1" src="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune1.jpg" alt="bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune1" width="200" height="160" /></a>Il volume connota il significato di Europa e spazi pubblici partendo dal linguaggio e dalla storia. L’Europa, terra di <em>traduzioni</em> e pertanto povera di linguaggi immediati e condivisi, può forse essere realmente percepita e comunicata staccandosi dalla sua nozione di continente economico <em>a 25</em>: il suo territorio è ben oltre la categoria politica e la contemporanea accezione di mercato interno con la quale viene attualmente esperita. In questa Europa così problematizzata ed <em>anomica</em>, gli spazi <em>pubblici</em>, intesi come non occupati da attività private, sono in realtà affastellati e quindi espropriati da un coacervo di attività, veicolate soprattutto da messaggi legati al consumo &#8211; in cui l’individuo pensa falsamente di aspirare alla libera espressione e fruizione ed è invece <em>eterodiretto</em>. Sotto la spinta di migrazioni, derive culturali e soprattutto sotto la spinta di dilaganti conflitti, lo spazio urbano europeo affronta una nuova crisi e pertanto l’<em>agorà</em> diviene il luogo naturale dove sperimentare le nuove possibili utopie di relazione e di scambio.</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">L’Europa come luogo <em>non comune fondato sulla differenza</em>, grazie a Trans:it diventa forse il luogo fertile dove sperimentare luoghi immaginari dell’arte. Quale migliore figura di collegamento coassiale tra discipline l’artista che lavora nei luoghi pubblici o con comunità? Per dirla con Nancy, l’artista è colui il quale ha il potere di liberare l’immaginario e l’immaginazione, il potenziale creativo di una comunità <em>fratta, ottusa</em> e resistente: in questo modo, forse, attraverso l’artista, essa può ricevere il <em>via</em> a nuove forme, più coese, di relazione e di esperienze urbane.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune2.jpg"><br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-2906" title="bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune2" src="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune2.jpg" alt="bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune2" width="425" height="340" /></a><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il volume contiene numerosi progetti/opere d’arte, accanto a tre documentari in dvd. I progetti sono raccolti in categorie (La Comunità Invisibile; L’Estetico, il Politico, l’Istituzione; La memoria del Luogo; L’esperienza del luogo; Sull’intimità pubblica).</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Gli olandesi <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Atelier Van Lieshout</span>, anche assistiti da una fondazione che si occupa esclusivamente di arte nei luoghi pubblici (Skor Foundation), sono presenti sia nella categoria politica sia in quella dell’intimità. La prima delle due presenta AVL-Ville, una repubblica autonoma che gli artisti fondarono (e fecero sopravvivere per oltre 8 mesi) nel centro del porto di Rotterdam: moneta, bandiera, costituzione (pubblicata nel libro!), sistemi energetici autonomi ed unità abitative autosufficienti ed ecologiche, sopravvissero fino a quando le istituzioni, accortesi della loro esistenza, ne minacciarono la continuità con azioni legali.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Nella categoria dell’intimità, Mobile Shop Cuddle è il frutto di una permanenza di uno dei due fratelli <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">AVL</span>, Erik, in un manicomio di una cittadina olandese. Al termine del suo viaggio in quella comunità, l’artista progetta uno speciale intervento della comunità stessa all’esterno, nel mondo definito <em>normale</em>: i malati mentali aprirono una sfilata di tir e mezzi pesanti, una festa olandese nei pressi di Rotterdam, con un’unità mobile progettata da AVL. Un bus trasformato in party-bus completamente ricoperto di specchi deformanti: le persone dall’esterno non potevano vedere gli occupanti, i matti, che invece vedevano i <em>normali</em> per una volta deformati ed esclusi dal party.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2907" title="bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune3" src="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune3.jpg" alt="bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune3" width="200" height="160" /></a>Nelle Comunità Invisibili, <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Osservatorio Nomade</span>, gruppo di architetti, artisti e ricercatori italiani, parte dalla sconfitta dell’architettura modernista e da un suo simbolo, l’edificio del Corviale, per introdurre un cambiamento in un’esperienza urbana nata da un fallimento di programmazione e da un contemporaneo fenomeno di <em>ghettizzazione</em> indotta.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Nella categoria di azioni di arte pubblica del volume più interessante, e cioè Esperienze Urbane, ci sono i progetti di Urban Void, architetti ed artisti ateniesi. Dal 1998 ha organizzato negli spazi vuoti urbani 12 differenti azioni che miravano a coinvolgere il pubblico e far conseguentemente attivare le aree abbandonate. Proteste per non far abbattere case popolari o letture sui vagoni delle metropolitane che simboleggiassero la pubblicità dello spazio dove scorrono i mezzi di trasporto, osservazioni del cielo, piccole navigazioni e seminari in luoghi non convenzionali hanno permesso ad Urban Void di conoscere il rapporto dei cittadini con gli spazi ambigui o contesi della loro città e questa loro relazione particolare luogo/fruitore permetterà loro di elaborare risposte e soluzioni urbanistico-sociali che nessuna pratica e nessuno strumento di ricerca, in certi campi, può meglio fornire rispetto alla deriva artistico-relazionale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il dvd accluso al libro presenta tre documentari e numerose sono le proiezioni in corso tra ottobre e novembre 2005 in Italia ed all’estero. Ciascun documentario si dipana su un itinerario: “La Comunità invisibile (46’23”); Rovine per il Futuro (46’) Città Fluide (32’47’’) e tutti sono diretti da Pietromarchi e prodotti dalla Fondazione Olivetti in collaborazione con il network di Trans:it. Il primo scorre tra Parigi, Rotterdam, Amsterdam e Roma. Il secondo va a est, partendo da Berlino: Belgrado, Bucarest e Sofia. Il terzo, Istanbul, Atene e Cipro. Di questi ultimi due, <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Fluid Video Crew</span> firma la fotografia.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 11/2005</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">IMMAGINI</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Dal libro <span class="titolo1"><span style="font-weight: normal; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-bidi-font-weight: bold; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Il luogo [non] comune</span></span><span class="sottotitolo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;"><em>. </em></span></span><span class="sottotitolo1"><span style="color: windowtext; font-style: normal; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-bidi-font-style: italic; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Arte, spazio pubblico ed estetica urbana in Europa</span></span> a cura <span class="autore1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">di Bartolomeo Pietromarchi</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CREDITI</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il luogo [non] comune. Arte, spazio pubblico ed estetica urbana in Europa / A cura di Bartolomeo Pietromarchi / <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Editore: </span>Actar, Barcellona, 2005 / 245 pagine / Allegato: Dvd</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.fondazioneadrianolivetti.it/"><span style="color: #000000;">Fondazione Adriano Olivetti, Roma</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cultframe.com/2005/11/il-luogo-non-comune-arte-spazio-pubblico-ed-estetica-urbana-in-europa-un-libro-a-cura-di-bartolomeo-pietromarchi/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Trasgressioni. I colpi proibiti dell’arte. Un libro di Anthony Julius</title>
		<link>http://www.cultframe.com/2004/04/trasgressioni-i-colpi-proibiti-dell%e2%80%99arte-un-libro-di-anthony-julius/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2004 07:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David Arciere</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE CONTEMPORANEA]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte]]></category>
		<category><![CDATA[Andres Serrano]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Julius]]></category>
		<category><![CDATA[Gustav Klimt]]></category>
		<category><![CDATA[libri arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Lucian Freud]]></category>
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		<category><![CDATA[Max Ernst]]></category>
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		<category><![CDATA[Trasgressioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Trasgressione: violare una legge, una norma. L’espressione artistica in tutte le sue articolazioni ha sempre dovuto percorrere il confine sottile che divide la catalogazione delle forme creative e la negazione libertaria e sovversiva di codici e tradizioni. L’arte, pur avendo spesso a che fare con il potere, tende geneticamente ad opporsi alle regole e ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/anthony_julius-trasgressioni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4215" title="anthony_julius-trasgressioni" src="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/anthony_julius-trasgressioni.jpg" alt="anthony_julius-trasgressioni" width="154" height="200" /></a>Trasgressione: violare una legge, una norma. L’espressione artistica in tutte le sue articolazioni ha sempre dovuto percorrere il confine sottile che divide la catalogazione delle forme creative e la negazione libertaria e sovversiva di codici e tradizioni. L’arte, pur avendo spesso a che fare con il potere, tende geneticamente ad opporsi alle regole e ai simboli istituzionali, a comunicare attraverso il superamento di limiti che di volta in volta vengono spostati in avanti, soprattutto in base al progresso stesso della società.</span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Le arti figurative e visive hanno sempre dovuto confrontarsi con tale fondamentale questione ideologico/filosofica, attraverso una continua ricerca di nuovi segni e poetiche in grado di veicolare in maniera non convenzionale quelli che sono i contenuti tipici della creatività umana. Si tratta, dunque, di un terreno approfondimento molto vasto. In tal senso, il libro di <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Anthony Julius</span>, intitolato <em>Trasgressioni – I colpi proibiti dell’arte</em>, appare come un testo in cui si cerca di dare ordine storico-critico ad un materia di non facile gestione culturale. </span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il volume, edito da <em>Bruno Mondadori</em>, si concentra soprattutto sulla pittura, da René Magritte e Edouard Manet, da Gustav Klimt a Lucian Freud, fino a Pablo Picasso e Max Ernst. Nell’introduzione l’autore sostiene, in relazione all’arte trasgressiva, che il compito del critico è &#8220;quello di capire un fenomeno al quale sono stati fatti numerosi richiami, ma molto poco studiato&#8221;. Ebbene, l’aspetto interessante di questo saggio è che sono stati esaminati aspetti legati non solo alla pittura; l’analisi, infatti, si è spinta fino al cinema e alla fotografia. Quest’ultima disciplina non poteva certo rimanere fuori da questo studio teorico, poiché proprio attraverso l’obiettivo fotografico sono passate alcune delle più significative trasgressioni artistiche del ventesimo secolo.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Julius si concentra su due grandi fotografi: Andres Serrano e <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Robert Mapplethorpe</span>.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="color: #61000d;"> </span></span></span><span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Del primo artista viene decrittata l’opera denominata <em>Piss Christy</em>, composizione considerata da molti blasfema che suscitò all’epoca della pubblica presentazione una valanga di proteste e prese di posizione. Si tratta di un’icona religiosa cristiana immersa nell’urina dell’artista stesso. Afferma a tal proposito Julius: &#8220;…è la dimostrazione di un atto di irriverenza, è uno scherzo alle spalle del soggetto e del pubblico. L’immagine sollecita venerazione, mentre il titolo si prende gioco di noi…&#8221;. Lo studioso anglosassone si addentra in un complesso ragionamento sostenuto anche dalla cronaca delle reazioni della società americana ma coglie nel segno solo quando afferma che la pratica di accostare il sublime alla materia fisiologica più infima non è un escamotage raro, anzi &#8220;il lavoro di Serrano porta il suo contributo ad una tradizione artistica teologicamente ispirata, che concentra l’attenzione sull’umanità del Cristo, per sottolineare il miracolo fondante del cristianesimo&#8221;.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><em><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Self Portrait</span></em></span><span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> di <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Robert Mapplethorpe</span> è oggetto di un’altra acuta riflessione. Il fotografo si ritrae mentre mette in atto una autosodomizzazione. Basta andare oltre la patina della provocazione per comprendere il valore di questo scatto. L’elaborazione compositiva è infatti estremamente raffinata, le citazioni artistiche numerose e abilmente utilizzate, la comunicazione filtrata attraverso lo straniamento provocato dallo sguardo in macchina dell’autore. Non è semplicemente un’esibizione hard; è un’ardita stilizzazione intellettuale della figura artistica non più aristocraticamente estranea all’architettura dell’opera ma posta al centro della stessa, bloccata in un atto di rivelazione di una parte interiore di sé. Dunque, artista e fruitore sono messi in <em>Self Portrait</em> sullo stesso piano, in un terreno comunicativo realmente democratico e diretto.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">A parte questi due casi molto noti, la fotografia entra in altre occasioni nel percorso di Anthony Julius (diverse citazioni sono riservate a Man Ray e Sue Fox), il quale ha tentato di affrontare questo delicato, ma centrale, argomento con atteggiamento problematico, senza farsi portatore di una tesi, tanto meno di (pre)giudizi.</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Molto ampia e utile la bibliografia conclusiva.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 04/2004</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CREDITI</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-bidi-font-weight: bold;">Titolo: </span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Trasgressioni &#8211; I colpi proibiti dell’arte / <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Autore: </span>Anthony Julius / <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Editore: </span>Bruno Mondatori, 2003 / 320 pagine / <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>32,00 euro / <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">ISBN: </span>88-424-9630-8</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.brunomondadori.com/"><span style="color: #000000;">Casa editrice Bruno Mondadori</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">INDICE DEL LIBRO</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">INTRODUZIONE</span></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">1. UN&#8217;OPERA TRASGRESSIVA E LE SUE DIFESE / Un esperimento di pensiero / Il trasgressivo / La celebrazione della trasgressione / Le tre difese</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">2. UN ARTISTA TRASGRESSIVO / LE ORIGINI DEL PERIODO TRASGRESSIVO / Il periodo</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">Flaubert/Manet / Il nudo femminile / Gesù crocifisso / Un antigenere / Generi, tipologie e aspetti</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">3. UNA TIPOLOGIA DI TRASGRESSIONI / Le tre versioni / La violazione delle norme dell&#8217;arte / La violazione dei tabù / Arte ribelle / Baudelaire/Manet</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">4. LA FINE DELL&#8217;ARTE TRASGRESSIVA / Scoraggiare il pubblico / Scoraggiare l&#8217;artista / La vulnerabilità dell&#8217;arte</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">5. OGNI OPERA D&#8217;ARTE E&#8217; UN CRIMINE MANCATO</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;">BIBLIOGRAFIA / INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI / INDICE DEI NOMI</span></span></span></p>
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