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	<title>CultFrame - Arti visive &#187; recensioni dvd</title>
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		<title>Defiance – I giorni del coraggio. Il film di Edward Zwick in dvd</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 09:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio G. De Bonis</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni dvd]]></category>
		<category><![CDATA[Edward Zwick]]></category>
		<category><![CDATA[registi americani]]></category>

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		<description><![CDATA[Se proprio dovessimo indicare un solo pregio di Defiance – I giorni del coraggio non potremmo altro che sottolineare come sia stato fondamentale (per molti motivi) che sia stata raccontata, nell’ambito di un sistema comunicativo così diffuso come il cinema, l’incredibile storia dei fratelli ebrei polacchi Bielski (Tuvia, Zus, Azael e Aron), i quali nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/edward_zwick-defiance.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5822" title="edward_zwick-defiance" src="http://www.cultframe.com/wp-content/uploads/edward_zwick-defiance.jpg" alt="edward_zwick-defiance" width="141" height="200" /></a>Se proprio dovessimo indicare un solo pregio di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Defiance – I giorni del coraggio</em> non potremmo altro che sottolineare come sia stato fondamentale (per molti motivi) che sia stata raccontata, nell’ambito di un sistema comunicativo così diffuso come il cinema, l’incredibile storia dei fratelli ebrei polacchi Bielski (Tuvia, Zus, Azael e Aron), i quali nel 1941 sfuggirono ai rastrellamenti nazisti rifugiandosi in un’immensa foresta al confine con la Bielorussia. Per quattro anni raccolsero lungo la loro strada ogni fuggiasco ebreo sopravvissuto che vagava nella foresta. Arrivarono a formare una comunità clandestina di 1200 persone, ma soprattutto crearono il Battaglione Bielski, unità partigiana che si alleò con l’Armata Rossa contro i tedeschi.</span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">L’importanza di questo film diretto da Edward Zwick sta nel fatto che emerge finalmente una vicenda praticamente sconosciuta che nega il luogo comune secondo cui le comunità ebraiche dell’Europa dell’Est furono incapaci nella loro totalità di ribellarsi al tragico destino della deportazione. La vicenda del Battaglione Bielski dimostra chiaramente che non sempre fu così e anche la capacità di molte persone di combattere lucidamente per la dignità che i nazisti volevano loro negare.</span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il lungometraggi di Zwick rievoca due anni delle lotte partigiane portate avanti dai seguaci dei fratelli Bielski e tenta di delineare anche il percorso umano di questi ragazzi che dovettero inventarsi combattenti dal nulla ma che non rinunciarono mai all’idea della solidarietà e del’aiuto reciproco.</span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Daniel Craig interpreta il ruolo del comandante del gruppo partigiano: Tuvia. Zwick ha costruito questa figura con grande intelligenza, mostrando l’umanità del personaggio ma anche la determinazione che lo guidava verso la salvezza e Craig ha saputo, da parte sua, sostenere una parte non facile con un’evidente forza espressiva. A impersonare l’altro fratello leader del gruppo (che per un periodo si unisce alle forze sovietiche) è Liev Schreiber, interprete in grado di fornire al suo personaggio una vasta gamma di comportamenti e atteggiamenti.</span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></em></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Defiance – I Giorni del coraggio</span></em><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> dura oltre due ore, ma ovviamente la vicenda non scade mai nella rappresentazione noiosa della vita errabonda nelle foreste. La sceneggiatura, infatti, è costruita con assoluta professionalità e alterna sequenze di combattimento ad altre nelle quali è raffigurata la vita dentro i villaggi nascosti, con tutto il carico di sentimenti, rabbia, tensione che inevitabilmente caratterizzava l’esistenza di soggetti in strenua e disperata lotta per la sopravvivenza. Numerosi, ma ciò non poteva che essere inevitabile visto il tema affrontato, i passaggi decisamente retorici che vengono sottolineati da un uso della musica più che tradizionale. Ma nonostante questo difetto, il film mantiene un certo rigore per oltre 120 minuti.</span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Sempre attenta la regia di Edward Zwick, il quale in alcuni brani riesce a organizzare inquadrature di assoluta suggestione visiva. Ma la forza visuale di questo film è rappresentata più che altro dalla fredda e sgranata fotografia del grande direttore della fotografia portoghese Eduardo Serra.<span style="mso-spacerun: yes;">   </span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Alla fine i fratelli Bielski riuscirono a portare in salvo oltre mille persone. Azael si unì all’Armata Rossa e morì in combattimento. Tuvia e Zus emigrarono negli USA e vissero altri trenta anni a New York. </span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Come indicato da una didascalia alla fine del film, Tuvia e Zus parlarono raramente della loro storia e soprattutto non pretesero mai nulla per aver salvato, da eroi, centinaia e centinaia di ebrei.</span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 07/2009</span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CREDITI</span></strong></span><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"></strong></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Titolo: Defiance – I giorni del coraggio / Regia: Edward Zwick / Sceneggiatura: Clayton Frohman, Edward Zwick / Fotografia: Eduardo Serra / Montaggio: Steven Rosemblum / Scenografia: Dan Weil / Musica: Joshua Bell, James Newton Howard / Produzione: Edward Zwick, Pieter Jan Brugge, Alisa Katz / Paese: USA, 2008 / Durata: 130 minuti</span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">DVD: 1 disco / Produzione: Medusa Home Entertainment, 2009 / 9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo Widescreen) / PAL Area 2 / Audio: italiano, Dolby Digital 5.1, inglese, Dolby Digital 5.1 / Lingua: <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>sottotitoli italiano per non udenti / Contenuti: interviste, trailers</span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.imdb.com/name/nm0001880/" target="_blank"><span style="color: #000000;">Filmografia di Edward Zwick</span></a></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.medusahe.it/" target="_blank"><span style="color: #000000;">Medusa Home Entertainment</span></a></span></p>
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		<title>Cofanetto Sexybition XXX di Jean-François Davy e Paolo Poeti</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 21:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola Roumeliotis</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni dvd]]></category>
		<category><![CDATA[Exhibition]]></category>
		<category><![CDATA[Exhibition 79]]></category>
		<category><![CDATA[Inhibition]]></category>
		<category><![CDATA[Jean François Davy]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Poeti]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film in dvd]]></category>
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		<description><![CDATA[In Italia il cofanetto dal titolo Sexybition XXX, edito da Noshame e distribuito dalla Cecchi Gori rischia di diventare famoso perché ci propone la versione uncut, anche se per la verità è quella gonfiata con inserti hard spuri, della pellicola soft, Inhibition, di Paolo Poeti con la pornodiva francese Claudine Beccarie e Ilona Staller in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><img class="alignleft size-full wp-image-1307" title="sexybition" src="http://wp.cultframe.com/wp-content/uploads/sexybition.jpg" alt="sexybition" width="120" height="187" />In Italia il cofanetto dal titolo <em>Sexybition XXX</em>, edito da Noshame e distribuito dalla Cecchi Gori rischia di diventare famoso perché ci propone la versione uncut, anche se per la verità è quella gonfiata con inserti hard spuri, della pellicola soft, <em>Inhibition</em>, di <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Paolo Poeti</span> con la pornodiva francese Claudine Beccarie e Ilona Staller in fase pre-Schicchi. Ma per la verità il motivo d’interesse risiede nelle altre pellicole e in particolare in <em>Exhibition</em>, pellicola del 1975, firmata da un regista sperimentale, almeno all’epoca, come <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Jean François Davy</span>. Ed è questo che ci ha incuriosito nella visione. Era il periodo del cosiddetto porno chic e in Francia, anni luce davanti dall’Italia, le pellicole a luci rosse erano già sdoganate e le sale che le proiettavano non erano quelle squallide della seconda, per non dire terza, visione. Molti registi si erano avvicinati con curiosità a quel &#8220;genere&#8221;: il porno. Registi come il grande <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Paul Vecchiali</span> e <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Jean François Davy</span>, solo per fare due nomi, sono rimasti affascinati dall’assoluta libertà del porno ed hanno cercato di capire i meccanismi.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">In <em>Exhibition</em>, Davy, scopre i meccanismi prendendo in prestito il corpo più corpo del cinema hardcore francese come <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Claudine Beccarie</span> e la riprende mentre racconta la sua vita più intima. E seguendo i metodi della nouvelle vague ammette che la macchina da presa non può che dire la verità. Emerge, attraverso anche scene di repertorio dei film della Beccarie e altre ostruite appositamente per <em>Exhibition</em>, infatti il sesso è tutto esplicito, il ritratto di una donna felice del suo mestiere anche se il mondo del porno francese ha più di un livido.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><em><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Exhibition</span></em></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> è forse la prima volta che viene visto in Italia in versione integrale e soprattutto on il suo montaggio originale (la coppia che all’epoca circolò prima era priva delle scene spinte e più tardi reintegrate quelle l’hanno gonfiata con più &#8220;scopate&#8221; per renderla adatta al pubblico delle sale specializzate). Oggi, restaurato e con splendide immagini, va visto come il reperto straordinario di un&#8217;epoca mai dimenticata ma che, per il cambiamento dei costumi, risulta piuttosto lontana da oggi.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Del film di Poeti abbiamo detto: un softcore tutto italiano con la Beccarie impegnata in alcune scene lesbo con la giovane <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Ilona Staller</span>, alcuni frammenti hard inseriti e un ottimo score musicale dei fratelli De Angelis. Meglio soprassedere su <em>Sexhibition 79</em> che, nonostante risulti firmato dallo stesso Jean François Davy, è solo un film antologico con scene tratte da famosi porno dell’epoca. Grande quantità di extra, c’è persino un dvd rom con il fumetto <em>Cicciolina insegnante liceale</em> e il fotoromanzo <em>La scrittrice dalla penna a sperma</em>. Nemmeno l’ombra di un’intervista con il regista francese nonostante il suo ultimo film <em>Les Aiguilles Rouges</em> sia stato presentato nella prima edizione del Cinema &#8211; Festa Internazionale di Roma. Un vero peccato.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 11/2007</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CREDITI</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Titolo Dvd: Sexybition XXX / Film: Exhibition, Exhibition 79, Inhibition / Anni: 1975, 1979, 1976 / Regia: </span></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Jean François Davy, Paolo Poeti<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;"> / Produzione: Noshame / Distribuzion: Cecchi Gori / Dvd: 3 / Extra: </span></span>Diva &#8211; video musicale degli Elettronoir. La pornodiva che piaceva alle mamme. Me la ricordo, io me la ricordo bene. Memorie di un&#8217;esibizione. Menù Interattivi. Quando il soft diventa hard. Senza inibizioni. Vacanze in tunisia</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.imdb.com/name/nm0205844/">Filmografia di Jean François Davy</a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.imdb.com/name/nm0688171/">Filmografia di Paolo Poeti</a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.cghv.it/">Cecchi Gori Home Video</a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cofanetto Amos Gitai</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Nov 2006 07:37:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio G. De Bonis</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
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		<description><![CDATA[Il cinema israeliano, nonostante le difficoltà economiche, è in una fase di espansione sia sotto il profilo produttivo sia sotto quello espressivo. Nomi come quelli di Eytan Fox, Dover Kosashvili, Amos Kollek e Menachem Golan sono rappresentanti di diverse generazioni (anche molto distanti tra loro) che testimoniano la vitalità di una cinematografia piccola ma densa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><img class="alignleft size-full wp-image-1311" title="amos_gitai-cofanetto" src="http://wp.cultframe.com/wp-content/uploads/amos_gitai-cofanetto.jpg" alt="amos_gitai-cofanetto" width="148" height="200" />Il cinema israeliano, nonostante le difficoltà economiche, è in una fase di espansione sia sotto il profilo produttivo sia sotto quello espressivo. Nomi come quelli di Eytan Fox, <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Dover Kosashvili</span>, <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Amos Kollek</span> e <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Menachem Golan</span> sono rappresentanti di diverse generazioni (anche molto distanti tra loro) che testimoniano la vitalità di una cinematografia piccola ma densa di creatività.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Quando in giro per il mondo si parla di cinema israeliano, il nome che viene subito in mente è però quello di <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Amos Gitai</span>. Cineasta non particolarmente amato in patria e attivo per un certo periodo in Francia, Gitai è l’emblema dell’intellettuale che si è dedicato al cinema non per vocazione specifica ma per scelta linguistica e razionale. La sua formazione di architetto deriva dall’ambiente colto e raffinato nel quale i suoi genitori l’hanno fatto vivere. Il suo approccio non accademico (e neanche da &#8220;cinéphile&#8221;) è ravvisabile nella struttura visuale delle sue opere, sempre impostata sulla questione del rapporto tra spazio visibile e corpo. I movimenti di macchina di Gitai sono noti a tutti gli studiosi così come la sua tendenza a narrare attraverso piani-sequenza decisamente elaborati. Il ritmo dei suoi film è disteso e cerebrale, e non sono pochi i casi in cui il regista predilige i tempi morti e la sospensione metaforica dell’azione.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Al regista israeliano è stata dedicata recentemente una retrospettiva al Museo del Cinema di Torino, mentre per quel che riguarda il settore dei dvd, RaroVideo ha immesso nel mercato un importante cofanetto contenete ben quattro dvd.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Al centro di quest’operazione di digitalizzazione dell’opera di Amos Gitai, sono i primi tre lungometraggi di finzione firmati dall’autore di <em>Kadosh</em>: <em>Esther</em> (1985), <em>Berlin Jerusalem</em> (1989) e <em>Golem – L’esprit de l’exil</em> (1991). Proprio grazie a queste pellicole è possibile comprendere la cifra stilistica di un autore che si è sempre dedicato ad una sorta di analisi poetica del pensiero ebraico. Ma anche le problematiche sociali e politiche del medio oriente e di Israele hanno rappresentato per Gitai terreno di riflessione approfondita.</span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il quarto dvd è tutto incentrato su interviste e conversazioni che il regista di <em>Kippur</em> ha tenuto con esperti italiani come Stefano Curti, Marco Melani ed Enrico Ghezzi.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Ad accompagnare i dvd un agile libretto all’interno del quale si trovano anche un saggio di Alberto Farassino e un interessante capitolo basato su dichiarazioni dirette dell’autore.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 11/2006</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-US;" lang="EN-US">CREDITI</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Cofanetto: Amos Gitai / Film: Esther, Berlin Jerusalem, Golem – L’esprit de l’exil / Regia: Amos Gitai / Dvd: 4 / Extra: interviste a cura di Stefano Curti, Marci Melani, Enrico Ghezzi / Libro: a cura di Enrico Ghezzi, Alessandro Riccini Ricci (bilingue) / Etichetta: RaroVideo</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.amosgitai.com/html/home.asp">Il sito di Amos Gitai</a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Luna Nera. Il film di Louis Malle in dvd</title>
		<link>http://www.cultframe.com/2006/10/luna-nera-il-film-di-louis-malle-in-dvd/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Oct 2006 07:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola Roumeliotis</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni dvd]]></category>
		<category><![CDATA[cinema francese]]></category>
		<category><![CDATA[Erich von Stroheim]]></category>
		<category><![CDATA[George A. Romero]]></category>
		<category><![CDATA[La città verrà distrutta all'alba]]></category>
		<category><![CDATA[Louis Malle]]></category>
		<category><![CDATA[Luna Nera]]></category>
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		<category><![CDATA[registi francesi]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Altman]]></category>
		<category><![CDATA[Zazie]]></category>

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		<description><![CDATA[Un film quasi dimenticato, perché Louis Malle, nella nostra memoria, rimanda soprattutto a Zazie o alla 42ma strada dove c’è Vanya. Tanto dimenticato da essere una bella sorpresa.
Ci riferiamo a Black Moon ossia Luna Nera, girato in inglese con attori di lingua anglosassone come Cathryn Harrison (nipote del grande Rex Harrison), Alexandra Stewart e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><img class="alignleft size-full wp-image-1315" title="louis_malle-luna_nera" src="http://wp.cultframe.com/wp-content/uploads/louis_malle-luna_nera.jpg" alt="louis_malle-luna_nera" width="140" height="200" />Un film quasi dimenticato, perché <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Louis Malle</span>, nella nostra memoria, rimanda soprattutto a <em>Zazie</em> o alla <em>42ma strada</em> dove c’è <em>Vanya</em>. Tanto dimenticato da essere una bella sorpresa.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Ci riferiamo a <em>Black Moon</em> ossia <em>Luna Nera</em>, girato in inglese con attori di lingua anglosassone come <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Cathryn Harrison</span> (nipote del grande <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Rex Harrison</span>), <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Alexandra Stewart</span> e il &#8220;warholiano&#8221; <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Joe Dallesandro</span>, forse per la prima volta non nudo. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">L’opera viene riscoperta in dvd, in versione restaurata e pubblicata dalla Dolmen Home Video. Non sorprendono tanto le qualità cinematografiche del film (anche se presenti), quanto la libertà espressiva, che ricorre nel cinema di Malle, e che in <em>Luna Nera</em> diventa continua ricerca formale all’interno di un genere preciso: il fantastico, che viene spogliato degli effetti speciali e invece immerso meravigliosamente nel quotidiano.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">La storia, per niente lineare, affronta le avventure di una giovane che, attraversato un campo di battaglia, arriva ad una casa di campagna dove ha una serie di incontri bizzarri con vari personaggi: un unicorno, una vecchia signora che parla con un topo, due giovani – una ragazza e suo fratello – legati da uno strano rapporto, un gatto che suona il pianoforte, un maialino che desina con dei bimbi nudi. Insomma non siamo troppo lontani da una versione aggiornata di Alice nel paese delle meraviglie, in cui l’inconscio e il sogno prendono il sopravvento.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Nella sua <em>Luna Nera</em> Malle non intende comunque offrirci una lettura freudiana della nostra realtà ma piuttosto, attraverso la sua protagonista Lily, un viaggio verso la scoperta del proprio equilibrio e la propria maturità sessuale. Non a caso tutte le donne del film si chiamano Lily e rappresentano (forse) le tre diverse età della stessa persona, dall’adolescenza alla maturità fino alla vecchiaia e di conseguenza alla morte.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il regista crea un racconto ipnotico, più suggerito che mostrato, in cui le ossessioni di un periodo preciso, come &#8220;il caos di una civiltà che non rispetta più i suoi valori e che anzi ne contesta le basi fondamentali&#8221; (Malle) &#8211; siamo nel 1975 &#8211; e quelle personali del regista convivono in armonia, grazie anche alla negazione del tempo, in un testo cinematografico che non ha bisogno di essere letto o interpretato ma semplicemente &#8220;vissuto&#8221; e &#8220;visto&#8221;.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Praticamente muto, a parte le sequenze in cui si parla una lingua incomprensibile, e quella con il liocorno chiacchierone e filosofo, <em>Luna Nera</em> è intriso di umorismo nero di matrice surrealista e di citazioni cinefile, come quando la protagonista perde le mutandine davanti alla vecchia signora esattamente come <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Gloria Swanson</span> nel capolavoro di <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Erich von Stroheim</span> <em>Queen Kelly</em>. L’unicorno sembra arrivare dritto dallo psicoanalitico <em>Images</em> di <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Robert Altman</span> e le maschere anti-gas dall’apocalittico <em>La città verrà distrutta all’alba</em> di <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">George A. Romero</span> di appena due anni prima.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Non bisogna cercare spiegazioni logiche in <em>Luna Nera</em>. Non perché sia privo di senso come hanno scritto molti critici (fu un grave insuccesso per il regista francese), ma perché è generalmentge difficile trovare una logica nei sogni. E la &#8220;luna nera&#8221; che illumina, attraverso i colori lividi del &#8220;bergmaniano&#8221; <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Sven Nykvist</span>, questo puzzle arcano sembra dirci che non è il caso di svegliarsi perché il futuro è oscuro e minaccioso. E così in qualche modo è stato, a ripensarci 30 anni dopo. E questo lasso di tempo fa guadagnare al film anche un’aura vagamente profetica.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Dispiace l’assoluta mancanza di extra nel dvd, perché avrebbero potuto &#8220;illuminare&#8221; ancora di più un film che pur vivendo di luce propria tende ad essere un po’ opaco. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 10/2006</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: #c00000;">CREDITI</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Titolo: Luna Nera / Titolo originale: Black Moon / Regia: Louis Malle / Sceneggiatura: Louis Malle / Fotografia: Sven Nykvist / Interpreti: Cathryn Harrison, Therese Giehse, Alexandra Stewart, Joe Dallesandro / Produzione: Claude Nedjar / Anno: 1975 / Durata: 96 minuti / Etichetta: Dolmen / Video: 16/9 1.66:1 / Audio: Dolby Digital 2.0 Stereo / Lingue: Inglese / Sottotitoli: Italiano</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: #c00000;">LINK</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.imdb.com/name/nm0001501/">Filmografia di Louis Malle</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.dolmenhv.it/">Dolmen Home Video</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Signore e signori. Il film di Pietro Germi in dvd</title>
		<link>http://www.cultframe.com/2006/09/signore-e-signori-il-film-di-pietro-germi-in-dvd/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Sep 2006 16:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David Arciere</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni dvd]]></category>
		<category><![CDATA[cinema italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Divorzio all'italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Il cammino della speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Il Testimone]]></category>
		<category><![CDATA[In nome della legge]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Germi]]></category>
		<category><![CDATA[registi italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Sedotta e abbandonata]]></category>
		<category><![CDATA[Signore e Signori]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo culturale italiano ha il brutto vizio di far cadere nel dimenticatoio artisti e intellettuali che hanno dato molto a questo nostro paese senza però sapersi vendere sotto il profilo dell’immagine (cioè rimanendo appartati e concentrando la propria azione pubblico solo sul lavoro).
I nomi che si potrebbero fare in tal senso sono, purtroppo, innumerevoli. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><img class="alignleft size-full wp-image-1321" title="pietro_germi-signori_signore" src="http://wp.cultframe.com/wp-content/uploads/pietro_germi-signori_signore.jpg" alt="pietro_germi-signori_signore" width="141" height="200" />Il mondo culturale italiano ha il brutto vizio di far cadere nel dimenticatoio artisti e intellettuali che hanno dato molto a questo nostro paese senza però sapersi vendere sotto il profilo dell’immagine (cioè rimanendo appartati e concentrando la propria azione pubblico solo sul lavoro).</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">I nomi che si potrebbero fare in tal senso sono, purtroppo, innumerevoli. Tra questi senza dubbio uno dei più eclatanti è quello di <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Pietro Germi</span>, regista genovese morto a Roma nel 1974, il quale, oltretutto, durante e dopo la sua carriera non è stato ben compreso neanche dalla critica.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="color: #61000d;">G</span></span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">ermi era un uomo del popolo, schietto, dai principi morali rigidi e limpidissimi. Cresciuto in un ambiente proletario, si era costruito un carattere duro ma umanissimo e sincero. Anche la sua posizione politica era chiara: era un esponente della sinistra ma era anche un socialdemocratico convinto, dunque un anticipatore della realtà politica che si è venuta a creare dopo la caduta del muro di Berlino e per questo emarginato politicamente dalla sinistra comunista.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Germi non amava esporsi, e non era un simpaticone. Era un artista serio e severo che si faceva forza della propria estrazione povera per elaborare un’idea di cinema rigorosa. Questo non vuol dire seriosa. Germi, infatti, amava l’ironia e il sarcasmo e l’evoluzione durante gli anni sessanta della sua poetica lo dimostra pienamente.</span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Dopo un primo periodo vicino (ma non perfettamente integrato) a istanze neorealiste (che potrebbe essere definito di impegno civile e sociale) con opere come <em>Il Testimone</em> (1945), <em>In nome della legge</em> (1949) e <em>Il cammino della speranza</em> (1950), Germi si concentrò sull’edificazione di una poetica personale nell’ambito della commedia all’italiana. Il suo stile negli anni sessanta è barocco, dilatato, eccessivo e genera capolavori come <em>Divorzio all’italiana</em> (1962) e <em>Sedotta e abbandonata</em> (1964), nonché <em>Signore e signori</em> (1965).</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Quest’ultimo titolo è stato recentemente pubblicato in dvd e rappresenta ora, esattamente come quarant’anni fa, un autentico caso. A Treviso, città dove è ambientata la vicenda, il dvd è andato letteralmente a ruba ed ha riaperto una querelle che sembrava sepolta.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il film di Germi, infatti, racconta le avventure grottesche e deliranti di un gruppo di altoborghesi della città che conducono una doppia vita. Da una parte la facciata, perbenista, borghese (appunto) e apparentemente bigotta e ultracattolica, dall’altra la facciata libertina, sessuofila, priva di ogni tipo di remora morale. Germi descrive personaggi gretti e ambienti di straordinaria bellezza attraverso uno stile molto vivace, ritmato (addirittura frenetico), ed elaborato (dal punto di vista dell’uso del linguaggio audiovisivo) e punta l’obiettivo sull’ipocrisia della borghesia ricca del nordest, tutta casa, chiesa e lavoro ma anche pronta alle avventure amorose e sessuali più spericolate.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><em><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Signore e signori</span></em></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> è un lungometraggio che trascina lo spettatore ma che lo fa anche riflettere sul tema dell’ipocrisia, della falsità e della verità nonché sul rapporto tra sfera individuale e regole imposte da una società piena di pregiudizi.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><em><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Signore e signori</span></em></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">, guardato con lo sguardo di oggi non può che essere considerato un capolavoro, esattamente come successe all’edizione del Festival di Cannes 1966, quando si aggiudicò la Palma d’oro – GranPremio della XX° edizione della manifestazione cinematografica francese.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">La versione commercializzata recentemente prevede due dvd, di cui uno dedicato ad extra molto interessanti. Si tratta di quattro interviste: tre a personaggi che hanno lavorato con Germi l’attore <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Gastone Moschin</span>, il produttore <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Robert Haggiag</span>, lo sceneggiatore <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Luciano Vincenzoni</span>.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 09/2006</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CREDITI</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Film: Signore e signore / Regia: Pietro Germi / Sceneggiatura: </span></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Luciano Vincenzoni, Furio Scarpelli, Pietro Germi, Ennio Flaiano / Fotografia: Aiace Parolini / Montaggio: Sergio Montanari / Scenografia: Carlo Egidi / Musiche: Carlo Rustichelli / Interpreti: Gastone Moschin, Alberto Lionello, Gigi Ballista, Virna Lisi , Olga Villi / Produzione: Robert Haggiag, Pietro Germi / Anno: 1965 / Durata: 70 minuti / Etichetta: General Video Recordings / Dvd: 2 / Video: 1,33:1 – B/N / Dolby Digital 2.0 / Extra: Interviste (Germi, Haggiag, Moschin, Vincenzoni)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.imdb.com/name/nm0314584/">Filmografia di Pietro Germi</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>The Driller Killer. Il film di Abel Ferrara in dvd</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Sep 2006 17:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio G. De Bonis</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni dvd]]></category>
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		<category><![CDATA[Richard Kern]]></category>
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		<category><![CDATA[The Addiction]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo piano-sequenza di The Driller Killer racchiude in sé tutto il senso del cinema di Abel Ferrara. Una chiesa, un cristo crocefisso, una sensazione di profonda angoscia, un’impostazione visiva cupa, un clima generale da horror metaforico. Ad interpretare questa scena, così come a sostenere il ruolo principale, è lo stesso Abel Ferrara, che nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><img class="alignleft size-full wp-image-1325" title="abel_ferrara-driller_killer" src="http://wp.cultframe.com/wp-content/uploads/abel_ferrara-driller_killer.jpg" alt="abel_ferrara-driller_killer" width="141" height="200" />Il primo piano-sequenza di <em>The Driller Killer</em> racchiude in sé tutto il senso del cinema di <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Abel Ferrara</span>. Una chiesa, un cristo crocefisso, una sensazione di profonda angoscia, un’impostazione visiva cupa, un clima generale da horror metaforico. Ad interpretare questa scena, così come a sostenere il ruolo principale, è lo stesso Abel Ferrara, che nel 1979 girava con <em>The Driller Killer</em> il suo secondo lungometraggio dopo aver portato a termine nel 1976 un vero e proprio porno intitolato: <em>Nine Lives of a Wet Pussy</em>.</span></span><span class="testo1"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">A lungo <em>The Driller Killer</em> è stato un film maledetto e censurato, addirittura vietato. Eppure è un’opera che raccoglie, e allo stesso tempo precorre, tendenze fondamentali nella storia del cinema recente e dell’arte contemporanea.</span></span><span class="testo1"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Tra i riferimenti chiari dobbiamo annoverare certamente Roman Polanski (<em>Repulsion</em>), tutto il primo <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Martin Scorsese</span>, con particolare riferimento a <em>Mean Streets</em> e un pizzico di Dario Argento, soprattutto per quel che concerne quel po’ di splatter che è visibile nel film.</span></span><span class="testo1"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Ferrara, profondo conoscitore di New York, dei suoi ambienti e delle realtà che caratterizzano la metropoli americana anticipa, inoltre, quella che è stata definita in un dvd edito da <em>RaroVideo</em> la <em>New York Underground Collection</em>, ovvero una raccolta di film girati dal fotografo-cineasta antiborghese ed estremo Richard Kern.</span></span><span class="testo1"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Anche la recente edizione italiana in dvd di <em>The Driller Killer</em> è stata pubblicata da RaroVideo, a dimostrazione del lavoro continuo di questa etichetta nel cinema dimenticato, censurato, messo ai margini.</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">La parte video di questo dvd non è splendida, ma d’altra parte ciò era inevitabile visto che l’opera seconda di Ferrara era stata girata con un budget ridottissimo e una pellicola in 16 mm. Nonostante ciò, si tratta di un’operazione editoriale di rilievo poiché rende disponibile sia per gli addetti ai lavori che per i semplici cinéphiles un film che non è molto facile da vedere. Oltretutto, <em>The Driller Killer</em>, come già affermato, rappresenta il punto di partenza di una poetica precisa, eccessiva e dai tratti paradossalmente moralistici che è rintracciabile in tutta la filmografia di Abel Ferrara. Il sangue e il corpo, l’angoscia esistenziale e i cattolicesimo, il sesso e l’ossessione moralistica, il disprezzo per il consumismo e la tensione nei rapporti umani, l’universo ferrariano appare decisamente complesso, e sempre scioccante.</span></span><span class="testo1"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il dvd di RaroVideo presenta oltre all’edizione del film anche dei contenuti extra, tra i quali vi segnaliamo (anche se di qualità tecnica bassissima) l’incontro proprio con l’autore di <em>The Addiction</em>, <em>The Funeral</em> e <em>Mary</em>.</span></span></span></p>
<p><span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 09/2006</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CREDITI</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Titolo: The Driller Killer / Regia: Abel Ferrara / Sceneggiatura: Nicholas St. John / Fotografia: Ken Kelsch, James Lemmo / Interpreti: Abel Ferrara, Carolyn Marz, Baybi Day / Produzione: D.A. Metrov, Rochelle Weisberg / Anno: 1979 / Etichetta: RaroVideo / Video: </span></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">4/3 letterbox 1,85:1 / Audio: <span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-font-size: 9.0pt; mso-bidi-font-size: 9.0pt;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></span>dolby digital 2.0 / Sottotitoli: Italiano</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.imdb.com/name/nm0001206/">Filmografia di Abel Ferrara</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.rarovideo.com/">RaroVideo</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
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		<title>Utamaro o Meguru Gonin no Onna. Il film di Kenji Mizoguchi in dvd</title>
		<link>http://www.cultframe.com/2006/07/utamaro-o-meguru-gonin-no-onna-il-film-di-kenji-mizoguchi-in-dvd/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Jul 2006 17:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio G. De Bonis</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni dvd]]></category>
		<category><![CDATA[cinema giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[Kenji Mizoguchi]]></category>
		<category><![CDATA[Kurosawa]]></category>
		<category><![CDATA[Ozu]]></category>
		<category><![CDATA[registi giapponesi]]></category>
		<category><![CDATA[Utamaro o Meguru Gonin no Onna]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ambito della proliferazione del mercato dei dvd, l’iniziativa messa in campo da Rarovideo, relativa al film di Kenji Mizoguchi intitolato Utamaro o Meguru Gonin no Onna, è decisamente straordinaria, e significativa anche per tutti gli studiosi che non avevano potuto vedere in altre occasioni questo raro lungometraggio. Diciamo subito che si tratta di un capolavoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><img class="alignleft size-full wp-image-1330" title="kenji_mizoguchi-utamaro" src="http://wp.cultframe.com/wp-content/uploads/kenji_mizoguchi-utamaro.jpg" alt="kenji_mizoguchi-utamaro" width="139" height="200" />Nell’ambito della proliferazione del mercato dei dvd, l’iniziativa messa in campo da <em>Rarovideo</em>, relativa al film di <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Kenji Mizoguchi</span> intitolato <em>Utamaro o Meguru Gonin no Onna</em>, è decisamente straordinaria, e significativa anche per tutti gli studiosi che non avevano potuto vedere in altre occasioni questo raro lungometraggio. Diciamo subito che si tratta di un capolavoro, di un’opera che presenta in maniera chiara la cifra espressiva di un autore che senza ombra di dubbio possiamo definire un artista della cinematografia.</span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Mizoguchi al giorno d’oggi è conosciuto solo ed esclusivamente dagli studiosi del cinema giapponese (o quasi) eppure è stato un cineasta di incredibili qualità poetiche e stilistiche.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">In <em>Utamaro o Meguru Gonin no Onna</em> tutto ciò è percepibile con limpidezza, ma ciò che colpisce di più è la sublime modernità e compostezza dello stile che fa di questo film un esempio di eleganza visuale e rigore formale. Le lunghe carrellate, lente ed armoniose, sono delle vere e proprie pennellate effettuate con la macchina da presa, la perfetta composizione delle inquadrature fornisce solidità ed equilibrio alle sequenze. Facendo ciò Mizoguchi ha fatto combaciare la sua cifra stilistica con l’atto del dipingere, sia dal punto di vista del gesto che della composizione dell’immagine.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Al centro di <em>Utamaro o Meguru Gonin no Onna</em> è la figura di un pittore a suo modo controcorrente e fuori dalle regole che trae ispirazione dalla soave bellezza delle donne del popolo. La scena in cui il protagonista dipinge sulla schiena bianca e liscia di una sensuale modella rappresenta il culmine di questa raffinatissima poetica che sublima l’eros fisico nel gesto delicato del pittore e nella raffigurazione delle linee morbide e leggere del corpo femminile. Ma in quest’opera ciò che emerge sono anche le storie dei personaggi, storie fatte di sentimenti, amori, delusioni, tristezze.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Racconto visivo di grande ricercatezza, <em>Utamaro o Meguru Gonin no Onna</em> rappresenta certamente una delle più importanti opere di Mizoguchi, regista che in vita realizzò più di cento pellicole, molte (specialmente quelle dei suoi anni di esordio) andate completamente distrutte. Molte di quelle oggi disponibili non sono inoltre in buone condizioni.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">E’ il caso anche di <em>Utamaro o Meguru Gonin no Onna</em>, la cui copia (come indicato nelle note iniziali del film) è decisamente sotto uno standard accettabile.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Nonostante ciò, poter vedere questo capolavoro rappresenta a chi studia cinema (ma anche per i semplici appassionati) un motivo per cercare di comprendere in modo diretto la grandezza di un regista oggi totalmente dimenticato e che rappresenta il vertice espressivo, insieme a <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Ozu</span> e <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Kurosawa</span>, del cinema giapponese.</span></span></p>
<p><span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 07/2006</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CREDITI</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Titolo: </span></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Utamaro o Meguru Gonin no Onna / Regia: Kenji Mizoguchi / Sceneggiatura: Yoshikata Yoda / Fotografia: Shigeto Miki / Interpreti: Minosuke Bandõ, Kinuyo tanaka, Iroko Kawasaki / Produzione: Shõshiku Kioto / Anno: 1946 / Durata: 95 minuti / Dvd: 1 / Video: 4/3 1.33 / Audio: Stereo giapponese / Sottotitoli: Italiano / Extra: Interviste Adriano Aprà, Dario Tommasi / Etichetta: RaroVideo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.imdb.com/name/nm0003226/">Filmografia di Kenji Mizoguchi</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.rarovideo.com/">RaroVideo</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La visita. Il film di Antonio Pietrangeli in dvd</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2006 18:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio G. De Bonis</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni dvd]]></category>
		<category><![CDATA[Adua e le compagne]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Pietrangeli]]></category>
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		<description><![CDATA[Non c’è dubbio: Antonio Pietrangeli è stato uno dei maggiori cineasti italiani attivi tra gli anni cinquanta e il 1968, anno in cui morì a causa di un annegamento.
Dieci lungometraggi e due corti per film a episodi. Non una grandissima produzione (quantitativamente), ma senza dubbio un’esperienza di cinema che ha regalato alla nostra cultura audiovisiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><img class="alignleft size-full wp-image-1334" title="antonio_pietrangeli-la_visita" src="http://wp.cultframe.com/wp-content/uploads/antonio_pietrangeli-la_visita.jpg" alt="antonio_pietrangeli-la_visita" width="141" height="200" />Non c’è dubbio: <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Antonio Pietrangeli</span> è stato uno dei maggiori cineasti italiani attivi tra gli anni cinquanta e il 1968, anno in cui morì a causa di un annegamento.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Dieci lungometraggi e due corti per film a episodi. Non una grandissima produzione (quantitativamente), ma senza dubbio un’esperienza di cinema che ha regalato alla nostra cultura audiovisiva alcuni importanti lavori.</span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il fatto è che Pietrangeli è ormai un cineasta totalmente dimenticato. Si tratta di una vera e propria ingiustizia che non rende merito a un regista che risulta ancora oggi un maestro di stile e un esempio di capacità nell’utilizzazione del linguaggio audiovisivo. I suoi film sono rarissimi in televisione e i passaggi sul piccolo schermo sono spesso limitati a due opere: <em>Io la conoscevo bene</em> (1965), il suo capolavoro (interpretato da <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Stefania Sandrelli</span>) , e <em>La Parmigiana</em> (1963). Ma non ci si può dimenticare de <em>Lo scapolo</em> del 1955, con uno straordinario <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Alberto Sordi</span>, di <em>Questi fantasmi</em> (1960) con <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Marcello Mastroianni</span> e <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Vittorio Gassman</span>, e de <em>Il magnifico cornuto</em> del 1964, interpretato da un <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Ugo Tognazzi</span> in grande forma.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il mercato dei dvd è altrettanto poco sensibile a questo talento. Sono rintracciabili <em>Il magnifico cornuto</em>, <em>Adua e le compagne </em>(1960) e, in un cofanetto dedicato alla figura di Sordi, <em>Lo scapolo</em>.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Ora però, è disponibile, edito da Minerva Classic, <em>La visita</em>, uno dei suoi film più riusciti. Si tratta di un’opera del 1964 ed è uno dei titoli in cui il regista romano diresse <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Sandra Milo</span>. Non sembri questa notazione priva di rilevanza, poiché proprio la prestazione della nota attrice rappresenta uno dei punti di forza del lungometraggio.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Al centro della vicenda una figura femminile, quella della delicata e solitaria Pina, lavoratrice della bassa mantovana, che cerca senza grandi speranze e un po’ di malinconia un marito tramite una rubrica che si chiama &#8220;La posta del cuore&#8221;. Dopo un rapporto epistolare, andrà così a trovarla Adolfo, un commesso di una libreria di Roma. Si tratta di un uomo mediocre, furbastro e volgare che cerca solo di entrare in contatto con una donna che possa migliorare la sua condizione economica.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il film si svolge quasi integralmente nella casa di Pina e si evolve narrativamente attraverso un intreccio di presente e passato che serve a fornire elementi significativi sulle esistenze dei due protagonisti. Viene fuori un ritratto amaro di due distinti caratteri italiani: quello provinciale ingenuo e puro, quello cittadino disincantato e bassamente materialista.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Pietrangeli edifica un impianto visuale di grande impatto e costruisce un mosaico registico basato sulla solidità delle inquadrature ma anche sulla essenziale modernità dei movimenti di macchina.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><em><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">La visita</span></em></span><span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> è un esempio di stile e di regia, un’opera che conferma le qualità creative di un autore che ha utilizzato la macchina da presa sempre con assoluta accortezza, cercando di ricreare un mondo espressivo personale.</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il dvd pubblicato da Minerva Classic, è il risultato di un restauro in digitale che ha restituito alle inquadrature di Pietrangeli tutta la loro forza comunicativa e compositiva.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 06/2006</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CREDITI</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Titolo: La visita / Regia: Antonio Pietrangeli / Sceneggiatura: </span></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Antonio Pietrangeli, Ruggero Maccari, Ettore Scola / Fotografia: Armando Nannuzzi / Montaggio: Eraldo Da Roma / Musica: Armando Trovajoli / Interpreti: Sandra Milo, François Perire, Gastone Moschin / Anno: 1963 / Durata: 110 minuti / Dvd: 1 / Etichetta: Minerva Classic / Collana: La memoria del cinema italiano / Extra: Interviste Scola e Paolo Pientrageli. Commento Flavio De Bernardinis / Video: 16/9 / Audio: Italiano 2.0 / Sottotitoli: Inglese</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.imdb.com/name/nm0682881/">Filmografia di Antonio Pietrangeli</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.rarovideo.com/">Minerva Classic/RaroVideo</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
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		<title>Il tagliagole. Il film di Claude Chabrol in dvd</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Apr 2006 18:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio G. De Bonis</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni dvd]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa dire ancora su Claude Chabrol che non sia stato già detto? Oggi, il regista francese, nato nel 1930 a Parigi, è uno dei maestri, in attività, della cinematografia transalpina e internazionale. La sua esperienza si snoda nell’arco di quasi cinquant’anni, dall’epoca de I Cugini (1958) fino a Damigella d’onore, presentato alla Mostra Internazionale d’Arte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><img class="alignleft size-full wp-image-1338" title="claude_chabrol-tagliagole" src="http://wp.cultframe.com/wp-content/uploads/claude_chabrol-tagliagole.jpg" alt="claude_chabrol-tagliagole" width="138" height="200" />Cosa dire ancora su <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Claude Chabrol</span> che non sia stato già detto? Oggi, il regista francese, nato nel 1930 a Parigi, è uno dei maestri, in attività, della cinematografia transalpina e internazionale. La sua esperienza si snoda nell’arco di quasi cinquant’anni, dall’epoca de <em>I Cugini</em> (1958) fino a <em>Damigella d’onore</em>, presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2004.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Una carriera lunghissima, caratterizzata da grandi prove (<em>Le beau Serge</em> – 1958, <em>A doppia mandata</em> – 1959, <em>Stéphane una moglie infedele</em> – 1968, <em>Les Biches</em> – 1968, <em>Un affare di donne</em> – 1988, <em>Il buio nella mente</em> &#8211; 1995) e da alcune opere trascurabili, ma sempre caratterizzate da un amore profondo e irrefrenabile per il cinema. D’altra parte, il suo lavoro nell’ambito della settima arte era iniziato come studioso e critico, quindi da un punto di vista teorico. Storico è il suo saggio (scritto in collaborazione con <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Eric Rohmer</span>) su Alfred Hitchcock, così come fondamentale fu la sua partecipazione alla redazione dei <em>Cahiers du Cinéma</em>, ancora oggi forse la più importante rivista di cinema al mondo, all’interno della quale si sono formati culturalmente molti registi della Nouvelle Vague, compreso <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">François Truffaut</span>.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Uno dei film più interessanti realizzati da Chabrol è senza dubbio <em>Il Tagliagole</em> (<em>Le boucher</em> – 1970).</span></span><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il racconto è ambientato nella provincia francese, in un paesino nel quale si incontrano un’insegnante (ruolo interpretato dalla sublime e gelida <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Stéphane Audran</span>), direttrice della scuola locale, e un macellaio. </span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Tra i due soggetti si sviluppa un intenso rapporto affettivo, sempre però caratterizzato da una sorta di inquietante ambiguità. La vicenda si sviluppa con un tono raggelante fino a quando i sospetti di alcuni omicidi di giovani donne si concentrano proprio sul macellaio del paese.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><em><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il tagliagole</span></em></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> è un lungometraggio che racchiude in sé tutte le caratteristiche della cinematografia di Chabrol. La passione per il giallo-psicologico, l’attenzione verso il maestro Hitchcock, lo sguardo perfido verso la provincia transalpina, la freddezza della cifra espressiva, la regia misurata e geometrica, la capacità di costruire situazioni enigmatiche ed agghiaccianti connotandole con elementi normali e allo stesso tempo angoscianti.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Si tratta di uno dei lavori migliori di questo cineasta, lungometraggio sempre più difficile da vedere se non in rassegne e retrospettive a lui dedicate.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Per tale motivo, la decisione da parte di <em>Rarovideo</em> di editare in dvd questa opera perfetta non può che essere accolta con favore da critici e semplici appassionati.</span></span><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Da notare che oltre al film in questione, nel dvd è riportato un significativo contenuto extra: una lunga intervista proprio a Claude Chabrol, nella quale l’autore de <em>Le donne facili</em> e <em>Landru</em> parla approfonditamente della sua cifra poetica e stilistica.</span></span><span class="testo1"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><br />
<span class="testo1"><span style="color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">©CultFrame 04/2006</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><span style="font-size: 10pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="testo1"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">CREDITI</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span class="testo1"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Titolo: Il tagliagole / Titolo originale: Le boucher / Regia: Claude Chabrol / Sceneggiatura: Claude Chabrol / Fotografia: Jean Rabier / Montaggio: Jacques Gaillard / Interpreti: </span></span><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Jean Yanne, Stéphane Audran, Pasquale Ferrone / Produzione: André Génovès / Anno: 1970 / Origine: Francia / Durata: 96 minuti / Dvd: 1 / Extra: Intervista Chabrol / Audio: Mono (versione originale francese) / Video: 16:9 – 1.85:1 &#8211; colore / Sottotitoli: Italiano, Inglese </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 10pt; color: #c00000; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">LINK</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.imdb.com/name/nm0001031/">Filmografia di Claude Chabrol</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><a href="http://www.rarovideo.com/">RaroVideo</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
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