Confessioni di un pubblicitario
di David Ogilvy

David Ogilvy era un bambino scozzese di Guilford, nato in una famiglia particolare: il padre parlava gaelico e la religione in casa era bandita. La sua giovinezza è stata caratterizzata da tante esperienze fatte attraverso mille lavori: venditore di elettrodomestici, cuoco (a Parigi), ricercatore all’Istituto Gallup.
Poi, ormai adulto, il trasferimento a NewYork e l’apertura di un’agenzia di pubblicità che nell’arco di qualche anno è diventata una delle più famose del mondo: Ogilvy & Mather.
Un uomo dunque che si è fatto da solo, che ha avuto il coraggio di entrare in campo difficile come quello della pubblicità e che in breve tempo è diventato una specie di mito nell’ambito della comunicazione.

Per sapere di più su questo personaggio basta leggere attentamente la sua autobiografia intitolata Confessioni di un pubblicitario.
Pubblicato da Lupetti, il volume contribuisce a chiarire le tecniche adottate da questo maestro del settore per operare nella realtà della comunicazione pubblicitaria. Attraverso schemi precisi e diretti, David Ogilvy analizza i metodi di promozione dei prodotti e il modo in cui, secondo le sue convinzioni, un’azienda che si occupa di questo business debba essere gestita. Si parla dunque di sofisticati meccanismi come la “tecnica del frigorifero” e il “richiamo della storia” e delle maniere più adatte per contattare e soddisfare i clienti. Ma anche, eventualmente, per rifiutarli.
Sono inoltre citate tutte le maggiori ditte internazionali per le quali la sua agenzia ha lavorato, anche se un occhio di riguardo è destinato ad una nota azienda petrolifera che lo stesso Ogilvy definisce il cliente più importante che abbia mai avuto.

Buona parte di questo libro è anche riservato alla descrizione dei rapporti interni ad un’agenzia di pubblicità. Dice Ogilvy:” Il mio disprezzo va ai leccapiedi anche perché spesso si tratta di quelle stesse persone che tengono un atteggiamento arrogante con i subordinati”. Parole in questo caso sacrosante che stanno però ad evidenziare il tono utilizzato dal pubblicitario scozzese in tutto il libro.
Un tono a volte un po’ troppo sicuro e perentorio che lascia poco spazio al dubbio.
Sarà poi così vero che un pubblicitario non possa mai commettere errori o avere incertezze?


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Crediti
TitoloConfessioni di un pubblicitario
AutoreDavid Ogilvy
EditoreLupetti
CollanaClassici
Anno1998
Pagine89
Prezzo35.000 lire
 
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