
Piaceri e poteri della tv di Stefano Balassone Sul fatto che la televisione, insieme a internet, sia la più rivoluzionaria e incredibile delle innovazioni nel campo della comunicazione prodotta nel/dal secolo scorso non ci sono dubbi. Lo schermo tv è una presenza "rassicurante" rintracciabile in ogni casa, scrigno misterioso che, improvvisamente, illuminandosi emette valanghe di immagini e informazioni che travolgono e in qualche caso divertono lo spettatore.
Molti fruitori non sanno però che questa massa di materiale visuale che invade le loro vite non è "sparata" in modo scomposto e irrazionale ma è governata e "distribuita" grazie all’uso scientifico di codici ed elementi linguistici.
In sostanza, il piacere che ci da il flusso visivo della tv (piacere di vedere, conoscere, percepire) è dovuto a schemi di comunicazione che vanno a edificare una stratificata architettura composta di singoli segni, di volta in volta collocabili in griglie diverse, concepite per compiti differenti.
In tal senso, il titolo dell’ultimo libro scritto da Stefano Balassone, Piaceri e poteri della tv, appare decisamente significativo poiché in una breve frase spiega con nettezza la posizione di inferiorità dello spettatore nei confronti del mezzo televisivo. Tale analisi d’altra parte non rappresenta una novità. Già più di trenta anni fa, Pierpaolo Pasolini cercava di far comprendere come la tv fosse uno strumento tendenzialmente antidemocratico che amplificava smisuratamente ogni fattore utilizzato e poneva chi guardava nella condizione di non riuscire a decodificare la vera natura di tutti i messaggi provenienti dal tubo catodico.
Ebbene Stefano Balassone in questo suo testo, non fa altro che cercare di mettere ordine nella materia in questione, destrutturandola e facendo emergere come il sistema della comunicazione risponda a regole ferree contraddistinte da ingredienti riconoscibili. Solo attraverso quest’opera di "decrittazione", il "teledipendente" può trasformarsi in un utente attivo in grado di interpretare il linguaggio con cui entra in contatto tutti i giorni senza comprenderlo.
Il testo, risultato delle lezioni di linguaggio audiovisivo tenute presso le Università di Cassino, Napoli e Perugia, è suddiviso in tre grandi sezioni, tra le quali spicca per interesse quella dedicata al format, parola entrata nel vocabolario della gente ma di cui pochissimi conoscono significato e meccanismi interni.
Ciò che viene fuori dalla lettura di questo libro è come questo importantissimo e delicato strumento di comunicazione agisca ricostruendo la realtà in maniera artificiosa; quest’ultima viene inglobata in un labirinto di segni nel quale il concetto di verità finisce per perdere ogni possibile senso. Scrive Balassone: "I media stessi sono talmente consapevoli della propria natura vera/falsa da grondare della reciproca accusa di praticare la menzogna e da dedicare intere trasmissioni all’argomento".
Dunque, appare evidente come lo spettatore sia costretto a porsi in maniera più razionale e consapevole nei confronti della tv, proprio perché come sostiene l’autore: "La comunicazione, dai pensieri alle chiacchiere, dall’offerta d’amore al tv show, è uno spettacolo che incanta. Se lo sappiamo, ci godiamo l’incanto senza farci incantare".
m.g.d.b.
©CultFrame 10/2004
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 Meltemi editore
| Crediti | | Titolo | Piaceri e poteri della tv | | Autore | Stefano Balassone | | Editore | Meltemi | | Collana | Nautilus | | Anno | 2004 | | Pagine | 209 | | Prezzo | 18,50 euro | | ISBN | 88-8353-327-5 |
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