
Che cos'è la televisione piccolo schermo fra cultura e società: i generi, l’industria, il pubblico di Aldo Grasso e Massimo Scaglioni Ormai è quasi una banalità: la televisione è il più potente sistema di comunicazione planetario, solo da poco affiancato dalla labirintica articolazione di internet. La nostra vita, le nostre giornate, sono scandite dalle trasmissioni, dai telegiornali, dai volti dei personaggi famosi, dalle pubblicità. Il fruitore televisivo si trova dunque sommerso da una valanga di messaggi audiovisivi che spesso non è in grado di governare. Quest’ultimo è un fattore di estrema importanza poiché fa emergere un problema dalle vaste proporzioni sociologiche che pone un quesito fondamentale: in che modo ogni individuo metabolizza il bombardamento tv che è costretto a subire ogni giorno?
E’ difficile fornire una risposta precisa, però è possibile che chiunque voglia formarsi una propria opinione incominci a documentarsi, a informarsi e a studiare. Si, perché quello televisivo è un sistema che ha avuto una sua evoluzione storica, attraverso mutazioni di linguaggio e di meccanismi produttivi, e un susseguirsi di generi e periodi.
A tal proposito, giunge in soccorso dello spettatore che vuole assumere un atteggiamento "attivo" l’interessante volume intitolato Che cos’è la televisione, pubblicato dalla casa editrice Garzanti. Si tratta di un corposo tomo di ben 554 pagine che rappresenta un percorso critico-analitico lungo tutte le vicende che hanno riguardato la nostra tv, e non solo.
Gli autori sono Aldo Grasso, docente di Storia della radio e della televisione all’Università Cattolica di Milano e critico del Corriere della Sera, e Massimo Scaglione, dottorando di Scienze della Comunicazione sempre della Cattolica di Milano.
I due studiosi hanno realizzato un lavoro specialistico (ma non criptico ed elitario) che tocca molti punti: dagli aspetti semiologici a generi importantissimi come la fiction e il talk show, dalla programmazione per bambini a quella sportiva, dalla pubblicità alle questioni di carattere istituzionale, fino alle ripercussioni sul pubblico.
Che cos’è la televisione è dunque una ricognizione approfondita che permette di illuminare numerose zone d’ombra e di decodificare quei meccanismi, conosciuti dagli addetti ai lavori, ma poco noti ai fruitori.
Grasso e Scaglioni si soffermano in maniera molto attenta anche su fattori estetici e strutturali, cercando, come indicato nell’introduzione, di "andare oltre l’indistinzione di alcuni diffusi luoghi comuni e l’invisibilità di quello che diamo per scontato"; tutto ciò per svelare la complessità di un mezzo di comunicazione che di fatto ha un ruolo centrale nella società moderna.
Da segnalare che in conclusione di questo significativo libro è posto uno straordinario, per chiarezza espressiva e profondità contenutistica, saggio di Carlo Freccero, intitolato L’audience come periferia. Tra le molte affermazioni di questo grande esperto di tv, attuale dirigente RAI, una ci sembra perfettamente in grado di spiegare cosa è la tv di nostri tempi: "La televisione di oggi rappresenta un’attività commerciale e, come tale, è al servizio dei pubblicitari. Il pubblico è importante solo come audience da rivendere alla pubblicità. E la pubblicità è interessata a un’audience ampia e indifferenziata".
D.A.
©CultFrame 05/2004
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