
Le tribù della tivù Cinquant’anni di televisione italiana raccontati da un protagonista di Vittorio Giovanelli La televisione italiana compie cinquant’anni. Una storia che ha attraversato tutta la seconda metà del Novecento ed è approdata al terzo millennio in una condizione del tutto particolare e non proprio rassicurante. Conflitto di interessi, tv pubblica ed emittenti commerciali, audience e qualità, evoluzione digitale e fibra ottica, informazione e spettacolo, pay-tv e reti locali, censura e satira: un enorme e complesso calderone che oggi è anche oggetto di scontro politico.
Ma la Tv è per prima cosa uno strumento di comunicazione e divulgazione che specie negli anni cinquanta ha contribuito non poco alla creazione reale della lingua italiana come lingua di tutta la popolazione. E’ stata una sorta di unificazione della comunicazione che ha consentito di elaborare un minimo di identità (e sentimento) nazionale. E questo non è poco.
Vittorio Giovanelli, vecchia volpe del tubo catodico, ha vissuto in prima persona questi cinque decenni, ricoprendo nell’ambito delle emittenti più importanti i più diversi incarichi, dagli esordi come tecnico RAI fino alla sua militanza come dirigente Mediaset. Per tale motivo il suo sguardo su questo mondo appare decisamente stimolante e in grado di fornire un quadro abbastanza preciso di quella che è stata la vicenda del più diffuso dei mezzi di comunicazione.
Questo uomo di televisione dopo molti anni di carriera ha deciso di riassumere la sua enorme esperienza scrivendo un libro intitolato Le tribù della tivù. Il volume, pubblicato da Mursia, è una sorta di diario personale di questo protagonista del piccolo schermo, stimato professionista che ha lavorato con tutti i più grandi autori, giornalisti e conduttori di casa nostra, da Enzo Biagi a Raffaella Carrà.
Il tono del volume è estremamente leggero e la struttura della narrazione affidata a innumerevoli aneddoti, episodi e dietro le quinte, a volte divertenti, altre volte poco significativi.
Molto interessante è il racconto del suo ingresso in RAI e della vita errabonda nei primi anni di carriera. Poi il passaggio alle varie realtà private: Rizzoli, Mondatori e, infine, Fininvest/Mediaset. A tal proposito i lettori potranno "gustare" la descrizione di una riunione con il Cavaliere in volo su un aereo privato (nel prologo) e i retroscena della cena natalizia durante la quale Berlusconi comunicò ufficialmente al suo stato maggiore televisivo di voler entrare in politica.
Le Tribù della tivù è un libro di facilissima lettura, a cui forse avrebbe giovato qualche ulteriore taglio qua e là. Quindi prendetelo per quello che è: non un saggio storico-critico, ma il racconto pieno di entusiasmo e senza grandi analisi teoriche di una lunga stagione professionale vissuta nel sistema televisivo del nostro paese, quasi sempre in posizioni di notevole responsabilità.
©CultFrame 12/2003
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| Crediti | | Titolo | Le tribù della tivù | | Sottotitolo | Cinquant’anni di televisione italiana raccontati da un protagonista | | Autore | Vittorio Giovannelli | | Editore | Mursia | | Collana | Interventi | | Anno | 2003 | | Pagine | 399 | | Prezzo | 16.00 euro | | ISBN | 88-425-3139-1 |
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