
Archeologie della pubblicità Alle origini della pubblicità moderna di Daniele Pittèri e Paola Papakristo (a cura) Uno dei motori della società globale è senza dubbio la pubblicità, ormai fruibile in occasioni e forme innumerevoli. Se riflettiamo sul fatto che la vita e la morte di un programma televisivo è determinato dal gradimento degli inserzionisti e che i palinsesti tv sono costruiti in funzione della programmazione pubblicitaria, ci possiamo rendere conto di come il sistema della comunicazione e l’intera organizzazione internazionale siano condizionati fortemente da questo fenomeno, non solo irrefrenabile ma, addirittura, pienamente strutturale.
Eppure, questa è una realtà che viene da lontano, da decenni di un’evoluzione che inizia il suo percorso già nel diciannovesimo secolo. Ed è proprio questo il tema del libro intitolato Archeologie della pubblicità, pubblicato dalla casa editrice Liguori di Napoli.
L’esigenza di diffondere e far conoscere le merci ha trovato, dunque, il suo impulso iniziale nell’Ottocento, quando la nascita delle grandi aziende e dei marchi impose una veicolazione promozionale, tesa o sostenere i costi di produzione e a generare profitto.
Le esposizioni nazionali ed internazionali, la nascita dei negozi nei pressi delle stazioni ferroviarie, il concetto di vetrina, il sistema dei "passages" che trovò applicazione a Parigi, l’idea "geniale" e rivoluzionaria del Grande Magazzino, tutti tasselli di un grande mosaico che ha trovato, infine, nella seconda parte del Novecento e negli anni duemila una dimensione nei concetti più ampi di marketing e consumismo di massa.
Il libro edito da Liguori, curato da Daniele Pittèri (docente di Comunicazione pubblicitaria presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione de l’Università La Sapienza di Roma) e da Paola Papakristo (docente di Tecniche della comunicazione pubblicitaria presso l’Università di Macerata), presenta alcuni interessanti approfondimenti che riassumono, anche in chiave analitica, la storia della promozione delle merci, affrontando con dovizia di particolari tutti i passaggi che hanno riguardato questa attività. Estremamente utile è il materiale iconografico messo a disposizione del lettore, nonché l’accurata bibliografia specifica.
La seconda parte del libro è dedicata alla pubblicazione di importanti studi del settore. Tra questi, vi segnaliamo quelli firmati da Alberto Abruzzese, intitolati L’arte del cartellone e Prezzolini e l’arte del persuadere, e da Giuseppe Prezzolini.
©CultFrame 10/2003
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