
Il Manuale della televisione Le idee, le tecniche, i programmi di Paolo Taggi La televisione entra in tutte le case, riversa nelle abitazioni delle famiglie italiane valanghe di immagini, suoni, parole. Impulsi sensoriali che i telespettatori spesso recepiscono con un’ingenuità assoluta e pericolosa. Usata come sottofondo esistenziale, durante la preparazione dei pasti o una discussione familiare, la programmazione tv è diventata un flusso ininterrotto che bombarda gli individui, i quali spesso non sono più in grado di distinguere la finzione dalla realtà, l’approfondimento giornalistico dalla pubblicità.
Appare dunque necessario tentare di dare un senso a questo fiume linguistico che ormai si intreccia indissolubilmente con la realtà quotidiana.
Il libro, recentemente pubblicato da Editori Riuniti, intitolato proprio Il Manuale della televisione, è in tal senso un testo di fondamentale importanza, poiché in modo analitico ed articolato, compie una ricognizione completa relativa al linguaggio televisivo e alla costruzione dei programmi. L’autore è Paolo Taggi, direttore del Laboratorio creativo Endemol Italia e docente di Scritture per lo Spettacolo nel corso di Laurea in Teoria e tecnica della comunicazione mediale presso l’Università Cattolica di Milano.
Si tratta di un tomo di quasi seicento pagine, tutte scritte in maniera diretta e piacevole, con una prosa che porta il lettore a concentrasi immediatamente su ogni argomento trattato.
Una delle tematiche centrali del libro riguarda l’elaborazione delle idee che necessariamente devono precedere la fase realizzativa. Questo processo creativo ed intellettuale, decisamente cruciale, viene totalmente atomizzato dall’autore che affronta in modo chiaro ogni passaggio, dalla presentazione del progetto alla creazione del titolo. Ma uno degli aspetti più interessanti di questo ampio saggio critico-linguistico riguarda l’applicazione degli elementi teorici elencati e decodificati ad eventi che risultano, per vari motivi, significativi. Così, passando dalle navigazioni a vela del duo Roversi-Blady allo show di Celentano 125 milioni di Caz…zate, nonché per le esperienze di Alda D’Eusanio, è possibile comprendere certi meccanismi strutturali, comunicativi ed espressivi che sostengono numerosi programmi tv.
Ma ciò che emerge da questo ampio studio è la complessità di una trasmissione ben fatta. Afferma l’autore: "Un programma non va difeso per principio o sacrificato per compromesso. Va confrontato continuamente. Fatto oscillare nelle condizioni più difficili, messo alla prova continuamente". E’ dunque un prodotto che deve rispondere a molte sollecitazioni e che trova un suo equilibrio dopo l’effettuazione di un lavoro molto pesante di continua verifica, anche sul campo, cioè anche dopo il suo lancio.
Da notare infine come Il Manuale della televisione si concluda con una notevole bibliografia, in grado di fornire agli appassionati e agli addetti ai lavori un enorme catalogo di testi relativi proprio allo studio del linguaggio televisivo.
©CultFrame 09/2003
|
|
|

 Editori Riuniti
| Crediti | | Titolo | Il Manuale della televisione | | Sottotitolo | Le idee, le tecniche, i programmi | | Autore | Paolo Taggi | | Editore | Editori Riuniti | | Anno | 2003 | | Pagine | 579 | | Prezzo | 26,00 euro | | ISBN | 88-359-5363-4 |
|
|
|
| |
|