La televisione secondo Aristotele
di Giuseppe Feyles

Si succedono gli eventi storici in maniera vertiginosa, passano sulla Terra generazioni e generazioni di esseri umani, cambiano gli equilibri strategici, si modifica il clima del pianeta, muoiono dittatori e si fanno guerre a volte inutili. Ed ancora: si fanno scoperte scientifiche e si va sulla luna, cambiano le regole e i mezzi della comunicazione, il superfluo e la tecnologia trionfano, ma l’essere umano in fin dei conti non ha cambiato il suo modo di raccontare storie ed avvenimenti, reali e di fantasia.

Un libro, pubblicato nel 2003 da Editori Riuniti, sembra avvalorare questa tesi con una certa razionale e ragionevole sicurezza. L’autore, Giuseppe Feyles, compie questo percorso analitico prendendo come spunto uno dei testi fondamentali riguardanti la struttura e le regole del racconto: La Poetica di Aristotele, scritto nel IV secolo a.C.

Si tratta in realtà di uno studio di estremo interesse che alla luce degli scritti aristotelici compie una ricognizione decisamente divulgativa, e alla portata di tutti, della metodologia attraverso la quale si costruiscono i programmi televisivi della nostra epoca. Così, Feyles finisce per affrontare queste importanti tematiche cercando di svelare certi meccanismi ideati per fenomeni come Il Grande Fratello e C’è posta per te. Molto interessanti sono i brani dedicati alla differenza che passa tra "reality-show" e "real-tv" e al ruolo dell’autore televisivo, ultimamente passato da un lavoro prettamente di scrittura su carta dei programmi ad una sorta di creazione in diretta, proprio negli studi durante l’emissione della trasmissione.

Molto stimolante per i non addetti ai lavori è tutta la seconda parte del libro, quella in cui Feyles si sofferma con maggiore attenzione sui codici del racconto e sulla elaborazione narrativa dei personaggi.
In conclusione, vogliamo chiudere proponendovi una frase dell’autore de La televisione secondo Aristotele che ci è sembrata particolarmente significativa e che sarebbe bene spiegare a tutti coloro i quali credono ciecamente in quello che viene detto, fatto e promesso dagli schermi televisivi: Il prodotto televisivo è fondamentalmente una rappresentazione riproduttiva della realtà. Come la poesia esso è una "imitazione", o secondo un termine più moderno, è una "simulazione".

©CultFrame 09/2003


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Editori Riuniti





Crediti
TitoloLa televisione secondo Aristotele
AutoreGiuseppe Feyles
EditoreEditori Riuniti
CollanaBlack Box
Anno2003
Pagine215
Prezzo14.00 euro
ISBN88-359-5304-9
 
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