TIM
Vivere senza confini

Ci siamo occupati più di un anno fa degli spot della TIM interpretati da Christian De Sica; e torniamo ad occuparcene ora poiché ad oltre dodici mesi di distanza le avventure del vigile urbano di Roma sono ancora più che vive. Passano le modelle, passano le testimonial, passano i personaggi di contorno, ma il protagonista assoluto rimane il vigile romano un po’ sfigato, un po’ arrogante, che ne combina di tutti i colori ma soprattutto ne subisce di tutti i colori.
Si tratta di un fenomeno che il settore pubblicitario di casa nostra conosce già molto bene. Si crea un personaggio, alcune situazioni ambientali e narrative collegate, si propongono co-interpreti e si costruisce, mese per mese, una sorta di sceneggiato a puntate che serve a fidelizzare il pubblico, e soprattutto a rendere simpatico un marchio.
In questo caso infatti sembra chiara la strategia di TIM: legare la propria immagine a un volto noto che sia amato dal pubblico, che sia popolare ed estremamente divertente. Christian De Sica incarna perfettamente questa tipologia e sta dando vita a scenette sempre (o quasi) divertenti, tipicamente ispirate alla commedia all’italiana e, ovviamente, ad Alberto Sordi. E’ vero, come alcuni sostengono, che la "romanità" ne esce in modo un po’ stereotipato e che uno spot (girato nel mercato romano di Porta Portese) dà un’immagine troppo standardizzata dell’Italia meridionale non proprio apprezzabile ma a nostro avviso ci sono attualmente in giro campagne pubblicitarie molto più rozze e volgari (ma questo è un altro discorso).

Il vigile, di bianco vestito, dopo essere stato perseguitato per mesi da Elisabetta Canalis, alle prese con la difficile circolazione romana, adesso è caduto in pasto alla propria famiglia.
Prima una moglie imbarazzante gli dice che passeranno una vacanza da soli (il che è tutto un programma), poi con tutta la famiglia caricata sulla macchina si troverà a dover scaricare i bagagli perché la "nonna di turno" ha dimenticato la medicina in una valigia sommersa dagli altri pacchi e fagotti. La disperazione umana del vigile è tutto dentro la parola strozzata di aiuto che emette alla fine dello spot: "Aiutatemi". Quante volte tutti noi avremmo voluto pronunciarla in situazioni simili? Innumerevoli, pensiamo.
Ma proprio in quest’ultima trovata è rintracciabile l’elemento forte dello spot; in questa richiesta di conforto rivolta agli spettatori, anche attraverso uno sguardo che sembra rivolto in macchina e che quindi crea un canale diretto di comunicazione tra testimonial e fruitore.
Questo spot è dunque il trionfo della commedia all’italiana, a dimostrazione dello scambio continuo che è in atto da sempre tra cinema e pubblicità, territori espressivi spesso messi in contrapposizione ma che invece, dal punto di vista creativo, sono diventati dei veri e proprio vasi comunicanti.

Alicia M. Huberman

©CultFrame 07/2006


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Crediti
SpotTIM
ClaimVivere senza confini
AgenziaMortaroli & Friends
ProduzioneBuddy Film
RegiaUmberto Riccioni
MusicaBob Sinclair
 
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fotografia, videoarte, videoclip, cinema, dvd, spot, televisione, netart, arte digitale

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