ENEL
L’energia va oltre ciò che vediamo

Le campagne istituzionali concepite per i grandi enti pubblici e privati sono le più difficili da realizzare. Il pericolo più grande è quello di magnificare oltremisura le caratteristiche e la missione di queste organizzazioni, attraverso spot ingombranti e poco efficaci dal punto di vista della comunicazione.
Tale tendenza è del tutto prevedibile, poiché in queste occasioni la lucidità per ciò che concerne la sfera della promozione lascia inevitabilmente spazio alla volontà controproducente di glorificare non solo un marchio, ma anche la storia di questo marchio.
Così si finisce per esagerare, per mettere in piedi prodotti audiovisivi basati su un’enfasi espressiva non proprio gradevole.
Un esempio? Da qualche tempo circola sulle reti televisive nazionali lo spot dell’Enel, storica azienda dell’energia del nostro paese. Oltre ai filmati della durata consueta, utili per una programmazione televisiva, esiste una versione di tre minuti che è stata proiettata sia su Rai che su Mediaset, ma che ha avuto una vita più lunga nelle sale cinematografiche.
Lo sforzo dei creativi e degli autori è stato chiaramente quello di fornire a questo corto un respiro fortemente cinematografico e una struttura narrativa che andasse al di là della semplice comunicazione pubblicitaria.

Il film della durata di 180 secondi è composto da tre episodi che raccontano situazioni diverse, pseudovisionarie: un uomo che riesce a creare con le ombre generate dalle sue mani dei meravigliosi animali, un cuoco che indottrina i suoi ospiti nel campo della buona cucina, uno scienziato, che non riesce a venire a capo di una questione che sta studiando, deve precipitarsi per strada a recuperare i fogli sui quali ha scritto i suoi preziosi appunti, fogli catapultati fuori casa da uno spostamento d’aria provocato da un ventilatore.
Si tratta di tre vicende metaforiche che già da sole risultano straordinariamente noiose che poi collocate nel formato più lungo finiscono per divenire totalmente soporifere. A nulla serve la presenza come narratore (fisicamente presente, ma anche in voce) di Giancarlo Giannini.
Lo spot, infatti, è ridondante, carico a livello narrativo e formale, incentrato visivamente su una fotografia non proprio elegante, nonostante la presenza di Peter Suschitzky, maestro riconosciuto della direzione della fotografia in campo cinematografico.
Il tono dei tre micro-racconti è vagamente onirico e non in grado di catturare l’attenzione dello spettatore; neanche di farlo sognare.
Ci domandiamo come mai addetti ai lavori del mondo della pubblicità noti per la loro competenza e professionalità abbiano sfornato un prodotto così pesante stilisticamente e inconsistente a livello comunicativo.
Evidentemente si è cercato di puntare tutto sulla dimensione istituzionale del marchio Enel, per dare un’impressione di affidabilità e solidità. Ma ciò, da questa campagna pubblicitaria, non è emerso.

Alicia M. Huberman

©CultFrame 06/2006


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Crediti
SpotENEL
ClaimL’energia va oltre ciò che vediamo
AgenziaSaatchi & Saatchi
Direzione creativaLuca Albanese, Francesco Taddeucci
Produz.H Films
RegiaLaurence Dunmore
Direttore della fotografiaPeter Suschitzky
TestimonialGiancarlo Giannini
 
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fotografia, videoarte, videoclip, cinema, dvd, spot, televisione, netart, arte digitale

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