
Alfa 159 SW Il cuore ha sempre ragione A volte la comunicazione pubblicitaria, in un lodevole sforzo anticonvenzionale, finisce per spingersi in territori non proprio adatti ad esprimere il senso profondo della campagna che si intende costruire.
Prendiamo il caso dello spot dedicato alla Alfa 159 SW che da qualche tempo circola all’interno dei palinsesti delle emittenti nazionali. Tutto il discorso narrativo è ispirato, pare, alle parole di Erasmo da Rotterdam, il quale attraverso un pensiero dai tratti lirici esalta il concetto di follia.
Il commercial è scandito da sequenze autonome collegate tra loro da un voce fuori campo che conclude cosi: "La vita umana non è altro che un gioco della follia. Il cuore ha sempre ragione".
Una donna bionda cammina nel giardino di una casa dove è posto un armadio aperto. La donna con gesto sicuro e veloce compie un atto incomprensibile: dà fuoco agli abiti che sono collocati nell’armadio. Una ragazza rompe una catena e libera dei cani tenuti in cattività. Un uomo corpulento fa l’altalena su una gru. Un individuo si immerge in un acquario e inizia a fare delle smorfie sorprendendo un bambino che sta guardando. Una sposa vestita di bianco, con tanto di strascico, si immerge nelle acque mosse del mare. Due anziani con i capelli grigi si abbracciano sotto la pioggia e si baciano con passione.
Ebbene, sono scene che ricalcano perfettamente il contenuto delle parole espresse dalla voce fuori campo, voce appunto che esalta positivamente (e giustamente) quel tanto di follia che esiste nei comportamenti dell’uomo, follia che alcune volte coincide anche con gesti più che apprezzabili. Non riusciamo però a capire come mai due persone non più giovani che si abbracciano e si baciano siano collocate in un contesto visivo e visionario che riconduce tutto al concetto di follia, seppur positiva. Forse è folle che due "vecchi" si amino e si desiderino, anche fisicamente.
Evidentemente, quando ci si spinge troppo in là nell’elaborazione poetica di un messaggio di tipo commerciale si può finire per perdere il controllo del senso profondo del testo, nonché del materiale visivo che viene magari collocato in maniera maldestra all’interno della narrazione.
Infine, non siamo certi che il tono irreale e tutto mentale dello spot, peraltro molto accattivante e splendidamente girato da Luca Maroni, renda un buon servizio al prodotto che promuove.
Strategie della comunicazione…
©CultFrame 03/2006
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