
Tim 1 x tutti Abbiamo spesso sostenuto una questione molto precisa: il territorio della pubblicità audiovisiva rappresenta oggi uno di campi più liberi della comunicazione, nell’ambito del quale è più facile sperimentale nuove soluzioni.
Ebbene, questa tendenza subisce una battuta d’arresto quando creativi e registi scelgono di guardarsi indietro puntando in maniera forte su generi cinematografici passati e tipologie di recitazione legate a grandi divi. E’ come se si scegliesse di andare sul sicuro, di non provocare gli spettatori e di condurli in maniera rasserenante al momento al consumo, senza claim sofisticati o immagini di tipo metaforico.
In genere, quando si verifica ciò il messaggio pubblicitario risulta superficiale, scontato e noioso. In sostanza, poco coinvolgente ed emozionante per poter invogliare i cittadini ad acquistare il prodotto o il servizio che viene promosso.
E’ questo il caso della nuova campagna Tim 1xtutti che in questi ultimi tempi ha invaso le emittenti nazionali.
I due protagonisti sono quelli che la Tim ha scelto da tempo come personaggi-immagine: un giovane aitante e una splendida ragazza (la modella Adriana Lima). Tra loro il rapporto va avanti da molto tempo, ma ora si ritrovano una sera davanti ad una delle fontane più celebri e grandi di Roma. Ad un certo punto la soave fanciulla, con movenze decisamente sexy, si alza l’elegante e semplice vestito nero che indossa, scoprendosi le gambe, e si introduce nella vasca della fontana. Dopo qualche secondo un vigile urbano un po’ pittoresco (Christian De Sica), intento a gustare un panino, si accorge del fatto e fischia all’indirizzo della ragazza. Quindi procede ad un fermo, mettendosi successivamente in contatto con la centrale.
L’analisi di questo spot è parecchio agevole: basta cogliere i riferimenti cinematografici e collocarli in un contesto comunicativo fin troppo popolare e leggibile.
Ovviamente, la prima allusione/citazione riguarda lo storico e ultra conosciuto episodio de La Dolce Vita (1960) di Federico Fellini, quando l’allora provocante e giunonica Anita Ekberg fu costretta dal maestro romagnolo a immergersi nelle acque della Fontana di Trevi di Roma. La seconda riguarda un genere e una figura attoriale, piuttosto che un film specifico (anche se il ricordo va inevitabilmente a Il Vigile - regia di Luigi Zampa,1960). Il genere (nostrano) è quello della commedia all’italiana, mentre l’attore non poteva che essere Alberto Sordi. Il personaggio del vigile è infatti paradossale, sopra le righe e strambo, tipico rappresentante di quel ceto italico molto esperto nell’esercizio mediocre del potere, sia pur modestissimo. A ciò si aggiunge un tono grottesco e brillante, da mattacchione impertinente e qualunquista, che fa venire in mente decine di pellicole girate nel nostro paese tra gli anni cinquanta e sessanta.
La regia di questo spot è stata affidata ad un bravo regista del settore, e discreto autore cinematografico: Alessandro D’Alatri.
Lo spot pur essendo sostanzialmente corretto e gradevole risulta comunque assolutamente banale e prevedibile, non in grado di stimolare la fantasia consumistica di chi guarda.
©CultFrame 06/2005
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