
Nissan Micra Do You Speak Micra? Il claim è rimasto lo stesso: "Do You Speak Micra?". La regia è invece cambiata: il posto di David Lynch è stato preso da Erik Van Wyk. Eppure, paradossalmente, il clima narrativo dell’ultima evoluzione dello spot dedicato alla Nissan Micra è decisamente più lynchiano del precedente episodio diretto proprio dall’autore di Mulholland Drive.
Misteri della promozione pubblicitaria e dei creativi del settore che magari bloccano la creatività dei grandi autori per poi concedere a registi sconosciuti ciò che era stato negato ai primi.
Ebbene, non sappiamo se le cose siano effettivamente andate così, ma certamente, in questo caso, il mondo espressivo di uno dei maestri del cinema contemporaneo è stato ricostruito nei minimi dettagli.
Una fanciulla carina e minuta e un omaccione minaccioso e corpulento si contendono un parcheggio. Anziché spaventarsi, però, la ragazza con fare sicuro scende dalla sua macchina ed invita il suo rivale ad una sfida a braccio di ferro. Idea interessante che ribalta i ruoli e confonde gli aspetti più ordinari della realtà. Tutto ciò è poi raccontato attraverso scelte narrative e formali inquietanti ed enigmatiche, tipicamente lynchiane. Sguardi lunghi e insistenti, freddezza assoluta, atmosfera straniante, quasi onirica. Un clima di non sense, di assurdo, una sensazione inesplicabile di incertezza caratterizza la vicenda che spiazza, ad un prima visione, lo spettatore. Anche la musica sembra trasportare questo spot in una dimensione quasi delirante e surreale.
Importante è inoltre il gioco linguistico della contrapposizione dei volti. L’uomo massiccio guarda la donna facendo trasparire una sottile paura, mentre la giovane ha un sorrisetto incomprensibile, quasi demoniaco, stampato sul suo volto delicato.
Tutto, dunque, è impostato sulla contrapposizione psicologica dei personaggi e sul ribaltamento dei ruoli. L’immagine non corrisponde alla sostanza degli individui che possono rapportarsi al reale in maniera imprevedibile e sorprendente. Proprio come in un sogno... lynchiano.
©CultFrame 02/2004
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