
BMW Serie 3 Touring I confini non esistono Gia da tempo sottolineiamo come Federico Brugia sia probabilmente il maggiore regista pubblicitario italiano. La sua abilità consiste nel fornire alle idee dei direttori creativi e degli art director fluidità espressiva, compostezza formale e sostanza estetica.
E non è facile per un regista, ottenere questi risultati inserendo il proprio universo creativo in un tessuto comunicativo solidamente impostato da altri soggetti.
Le capacità di Brugia si possono apprezzare senza dubbio anche nel recente spot dedicato alla BMW serie 3 Touring, in questo periodo in programmazione sulle maggiori emittenti nazionali.
Un signore si trova all’interno di un museo nel quale sono esposti molti dipinti famosi: "Lo sposalizio" di Raffaello, "I promessi sposi" di Silvestro Lega, "Il massacro di Chios" di Eugène Delacroix ed altri. Improvvisamente, da una grande vetrata ecco apparire l’autovettura station wagon della nota casa automobilistica tedesca che magicamente ed inaspettatamente continua il suo percorso all’interno delle opere d’arte esposte, accompagnando di fatto il fruitore museale nel suo viaggio immaginario dentro dipinti di grande rilevanza artistica.
Il prodotto in questione viene dunque arbitrariamente innestato in opere di valore inestimabile, caratterizzate da un altissimo equilibrio stilistico e da una concezione della pittura molto complessa. Dunque, i creativi hanno voluto sottolineare come la vettura da promuovere sia una prodotto elitario e bello da vedere; talmente bello ed armonioso da riuscire a trasformarsi in un elemento figurativo di un lavoro di Raffaello o di Delacroix.
Idea semplice e prevedibile, non proprio esaltante ed un po’ eccessiva che magistralmente Brugia è riuscita a rendere non solo possibile visivamente e narrativamente ma anche divertente e non troppo snob.
Inoltre, la scelta delle musiche, Dueling Banjos di Eric Weissburg, non ci sembra così azzeccata, troppo estranea al clima visuale di uno spot, nonostante tutto, ben realizzato e decisamente raffinato.
©CultFrame 10/2003
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