
Campari Una donna bellissima: corpo armonioso e morbido, lineamenti delicati, tratti somatici orientali, movimenti eleganti e felpati, sguardo decisamente sensuale. Un uomo piccolo, timido, siede ad un bar. Si sente guardato e con sorpresa capisce che è proprio lui che la figura femminile sopra descritta fissa con intensità.
Insomma, tutto lascia presagire un incontro d’amore. Ma così non è.
La vicenda finisce per prendere infatti uno sviluppo imprevedibile, ironico e divertente.
Lo spot Campari, diretto da Luca Maroni, è tutto basato sul gioco di fraintendimenti ed equivoci che si viene a creare in base alla rete fitta degli sguardi e degli ammiccamenti dei personaggi principali. A ciò si aggiunge l’uso metaforico della parola "tappo" che viene messo in relazione alla statura dell’interprete maschile ma che in realtà si riferisce direttamente alla chiusura della bottiglia della nota bevanda.
Si tratta, dunque, di una pubblicità basata su un’idea di base semplice, idea che occupa pericolosamente il labile confine tra banalità e divertimento intelligente. I direttori creativi, il copy e il regista sono per fortuna riusciti ad indovinare la linea espressiva giusta, elaborando una campagna di grande raffinatezza caratterizzata da una ironia sospesa ed efficace.
Campari continua la sua politica promozionale di alto livello, con uno spot forse meno interessante stilisticamente rispetto a quello girato lo scorso anno dal regista Tarsem, e intitolato Campari Red Passion, ma più diretto e facilmente decifrabile.
©CultFrame 2002
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